10 maggio 2026

Padania Acque, ci risiamo: il Pd sposa Fratelli d'Italia

Ci risiamo. I bollettini della politica prevedono bufera in arrivo su Padania Acque. Venerdì sono scaduti i termini per la presentazione delle liste dei candidati per il collegio sindacale della società. L’elezione dell’organismo avverrà con la votazione dell’assemblea dei soci convocata per giovedì 20 maggio.

Due le liste depositate. Quattro i giorni previsti dal regolamento per le verifiche burocratiche di rito.  Poi l’invio delle liste ai sindaci-soci. 

Se la matematica non è un’opinione, i comuni dovrebbero ricevere la comunicazione ufficiale entro la metà della prossima settimana.  

Dopo il deprimente spettacolo andato in scena nei mesi scorsi e conclusosi il 31 marzo, con l’approvazione dell’aggiornamento dello statuto della società e del nuovo regolamento per il funzionamento dell’assemblea e per le procedure di nomina degli organi societari e del Comitato Consultivo, l’appuntamento del 20 maggio si preannuncia foriero di forti polemiche. Ipotesi che nessuno auspica, ma non peregrina. 

Il timore nasce da alcune considerazioni oggettive. Valutazioni estranee al nome e alla professionalità dei candidati, ma legate alla loro fede politica e alla collocazione in una delle due liste presentate.

Per comprendere la storia un flash-back aiuta.

È l’8 maggio 2025, un anno fa. Durante l’assemblea di Padania Acque viene discussa la nomina del collegio sindacale. Roberto Mariani, presidente della Provincia e azionista con il maggior numero di quote, propone cinque nomi.

Il sindaco di Casalmaggiore Filippo Bongiovanni chiede la sostituzione di uno dei candidati (tre effettivi e due supplenti) con un altro professionista. L’assemblea viene sospesa per trovare un accordo, che non si raggiunge.

Mariani spiega il motivo ai soci presenti (97 per cento del capitale sociale): il candidato alla presidenza del collegio sindacale non è disposto ad accettare sostituzioni all’interno della squadra designata. 

Per superare lo stallo, Gianni Rossoni, sindaco di Offanengo e presidente dell’Area Omogenea Cremasca, propone la proroga dei componenti del collegio sindacale in scadenza. Cristian Chizzoli, presidente della società, accoglie il suggerimento. Lo mette ai voti. L’assemblea approva. 

Mariani, che insieme ad altri soci contava di disporre della maggioranza con il 57 per cento del capitale sociale e di spuntarla, non la prende bene. Ma tant’è. 

L’assemblea si conclude con discussioni al vetriolo. Fulcro della discussione: la pretesa di un candidato al collegio sindacale di decidere la squadra al posto degli azionisti. 

La proroga resiste per più di un anno e il prossimo 20 maggio dovrebbe scadere.  Il condizionale è d’obbligo: gli imprevisti entrano di diritto nell’ordine del giorno nelle assemblee di Padania Acque. 

Si potrebbe compilare l’elenco di queste sorprese, ma sarebbe sterile accanimento verso chi le ha causate. Soprattutto si rischierebbe di essere fraintesi e di attribuirle ingiustamente ai vertici societari.  La gestione di Padania Acque è infatti apprezzata da tutti i soci e le approvazioni unanimi degli ultimi bilanci con annessi commenti al miele, lo testimoniano.

In questo contesto, già teso da anni e da alcuni mesi infuocato per la guerra sulla modifica dello statuto, si inserisce la prossima votazione del collegio sindacale. 

Modifica - è bene ricordarlo - oggetto anche di un esposto presentato al prefetto da quattro consiglieri comunali di Cremona: Andrea Carassai (Forza Italia), Jane Alquati (Lega), Paola Tacchini (Cremona cambia Musica), Alessandro Portesani (Novità a Cremona). Un atto rivoluzionario per lo stile del capoluogo.

L’esposto non ha avuto seguito in quanto non di competenza prefettizia, ma lo stop nulla toglie al significato dell’azione. L’inefficacia del passaggio in Prefettura non ha infatti spento la polemica che ancora arde sotto la cenere.

Questo quadro della situazione e le indiscrezioni sulla composizione delle due liste presentate alimentano il timore che l’assemblea convocata possa trasformarsi, more solito, in una bagarre politica stellare. 

Il nuovo regolamento prevede che ogni lista debba essere sottoscritta da soci che insieme detengano almeno il 20 per cento del capitale sociale.

Per centrodestra e centrosinistra raggiungere questa quota non è un problema, anche al netto di azionisti civici e non ascrivibili a nessuna delle due coalizioni. 

Impresa titanica per i singoli partiti, risulta impossibile per Fratelli d’Italia. Improponibile per i civici.  

Tra Pd, Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia è il partito della Meloni il più bisognoso dell’ossigeno che solo una coalizione gli può fornire. 

Sul territorio Fratelli d’Italia guida pochi comuni-soci, pertanto dispone di una percentuale esigua di azioni. Comunque non tale da raggiungere il 20 per cento indispensabile per partecipare autonomamente alla corsa per i cinque posti in palio.   

Un discorso a sé merita la provincia.  Con una quota dell’11,221 per cento è il socio di maggior peso di Padania Acque, quello che maggiormente può incidere sull’esito della votazione. 

Ultimo, ma non ultimo, il collegio sindacale è costituito da tre membri effettivi con l’obbligo di rappresentanza di genere. In soldoni deve essere formato o da due maschi e una femmina o da due femmine e un maschio.  Due i supplenti.

Rumor, confermati da personaggi autorevoli e affidabili e da alcuni sindaci, riferiscono che il 20 maggio il centrodestra si presenterà diviso.  

Il terzetto (Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia) è diventato un duetto. I Fratelli si sarebbero trasferiti nella squadra del centrosinistra monopolizzata dal Pd.

La separazione del centrodestra è già attiva da tempo in consiglio provinciale. Il gruppo aveva iniziato unito, poi si era diviso. Da una parte Forza Italia e Lega.  Dall’altra Fratelli d’Italia da sola, senza traslocare nel centrosinistra.

Se così fosse verrebbe confermata la tesi già ventilata in passato dell’avvento di un inedito soggetto politico locale: il partito dei Fratelli Piddini Cremonesi (FPC).  Un prodotto di ingegneria genetica politica con segmenti di Dna di Fratelli d’Italia inseriti nel genoma del Pd (Cremonasera, 8 marzo 2026).

La notizia spiazzante sta nella presentazione di una lista per il collegio sindacale composta da elementi del Pd e di Fratelli d’Italia. Ma ancora più stupefacente è l’assegnazione del posto di capolista al candidato di Fratelli d’Italia, lo stesso che, un anno fa, con il suo gran rifiuto ad accettare la proposta di Bongiovanni, ha provocato la proroga raccontata sopra. Lo stesso che è nel coordinamento cittadino di Fratelli d'Italia.

Con tre membri effettivi e due liste, e la certezza che i due capilista saranno eletti, resta un solo posto da assegnare.  Una poltrona - che considerate le quote azionarie dei singoli comuni - sarà conquistata sul filo di lana.  Ma la matematica da sola non basta. 

Altri due parametri rendono la situazione complessa. Quei civici orientati a sinistra voteranno un capolista di Fratelli d’Italia?  Quanti di loro sono stati interpellati su questa scelta? Cosa ne pensa il Pd cremasco, che sulla modifica dello statuto si è scontrato con quello cremonese? Ma in particolare cosa ne pensano gli elettori dello stesso Pd e di Fratelli d'Italia?  Non è scontato che tutti i sindaci del Pd e di Fratelli d’Italia seguiranno compatti le indicazioni del proprio partito.

Infine i vertici regionali e nazionali del Pd sono a conoscenza della mutazione genetica del Pd provinciale? 

Se così stanno le cose, il vincitore politico di questa partita ancora da giocare è già noto.  È il candidato di Fratelli d’Italia che ha tenuto per gli ammennicoli il centro sinistra, ha imposto la propria linea e, di fatto, ha provocato il rinvio dell’assemblea di Padania Acque. Non soddisfatto, un anno dopo si è assicurato il posto da capolista nella coalizione di centrosinistra. Scusate, se è poco.  Tanto di cappello.  È altrettanto certo che gli sconfitti sono i leader politici locali.

Un tempo le persone timorate di Dio avrebbero scosso la testa ed esclamato con tono contrito «Non c’è più religione».  No, non c’è più la politica. Almeno a Cremona e provincia.  Resta la speranza che, toccato il fondo, si risalga. Così sia. 

Ma resta sempre un interrogativo: valeva la pena imbastire questo sconquasso per evitare l’ennesima nomina del leghista Andrea Bignami? Obiettivo mancato. Bignami è il capolista della squadra Lega- Forza Italia. Centrosinistra meglio di Tafazzi. La politica non abita nella nostra provincia. 

Antonio Grassi


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commenti


Pasquino

10 maggio 2026 07:19

E poi abbiamo il coraggio di lamentarci se il popolino sceglie di non andare più a votare ?
Un PD cremonese vomitevole e politici non solo incapaci ma anche vergognosi

Biagio

10 maggio 2026 08:51

​Padania Acque: la coerenza politica non va in vacanza
​L'editoriale di Antonio Grassi su Cremasco Oglio Po solleva interrogativi che superano i confini della gestione amministrativa. Se quanto riportato — ovvero la nascita di un asse Pd-Fratelli d’Italia per il controllo di Padania Acque — risponde al vero, la base elettorale del centrosinistra ha ragioni concrete per sentirsi profondamente disorientata.
​Qualcuno potrebbe obiettare che si tratti "solo" di un atto amministrativo o della nomina di un organo tecnico. Ma la politica non va in vacanza quando si parla di società partecipate. In un momento storico in cui, a livello nazionale, il confronto è aspro e le distanze su temi fondamentali — come la difesa dell’assetto della nostra Costituzione — sono incolmabili, la coerenza deve essere la bussola a ogni latitudine.
​Destra e sinistra non sono la stessa cosa. Non è questo il tempo di esperimenti di "ingegneria politica" locale, specialmente se questi portano a regalare il ruolo di capolista a chi rappresenta una visione del mondo opposta alla nostra. Per rimanere realmente alternativi, il PD deve seguire una strada diversa:
​Valorizzare le competenze tecniche: Puntare su professionisti indipendenti di alto profilo, sottraendo la gestione dell'acqua pubblica alle logiche di spartizione partitica.
​Rinsaldare il fronte dei Sindaci civici: Compattare il territorio e i Comuni, superando i dualismi interni tra Cremona e Crema per dare priorità agli interessi dei cittadini e non ai posizionamenti dei partiti.
​Occorre mantenere la schiena dritta finché non sarà chiarito il nodo politico nazionale. Se il PD locale abdica alla propria identità per una manovra tattica di sottopotere, rischia di smarrire non solo la credibilità, ma la sua stessa funzione di alternativa. La coerenza non è un lusso per tempi tranquilli, ma un dovere morale verso gli elettori. Un saluto da Biagio

Cinzia

10 maggio 2026 16:14

Sconcerto ...nausea ....profondo senso di fastidio..non saprei in che altro modo definire il sentimento che provo alla lettura di quanto ci racconta il caro Grassi.
Incredula mi domando se ha avuto senso dedicare 20 anni della mia vita alla politica quando alla fine scopri che ha ragione il Marchese del Grillo con il suo ""Io so io e voi non siete un cazzo" opportunamente declinato al plurale dato che qui i protagonisti sono almeno due!!!
Il compianto Berlinguer che per motivi ben più grandi, parlava di questione morale resterebbe interdetto davanti allo scempio che viene fatto della morale e dell' etica !!!
Padania Acque si sta trasformando in un laboratorio per esperimenti contro natura che possono generare solo zombie.
Ma possibile che la sete di potere arrivi a tanto ?
Ma che razza di debito potrebbe indurre Mariani e Pizzetti a concepire una lista frutto di un accordo con Fratelli d'Italia mettendo capolista un esponente del partito della Meloni?
In che modo pensano di ottenere l' appoggio dei sindaci del PD dei Comuni della provincia?
Io dico che a tutto c è un limite anche alla ragion di partito ..che tra l altro non si capisce quale sia.
In tutto questo c è una persona che se la ride e ne ha ben donde ...quel Bignami per cui Ventura Pizzetti e Mariani hanno fatto tutto sto casino!! Mi sembra di vederlo seduto in prima fila a godersi questo teatrino tragi-comico.
Chi non si diverte affatto invece sono i cittadini che a prescindere dalle rispettive posizioni politiche si sentono presi per i fondelli da chi fa della politica uno strumento di potere e li guarda dall' alto in basso convinti che " Noi semo noi e voi non siete un cazzo" !!!!

Luisella

10 maggio 2026 16:30

Tanto disgusto per nulla, parafrasando il molto rumore per nulla di William Shakespeare. Il popolo del PD continua ad incassare, mugugnando, ma poi quando deve votare si allinea sempre alle direttive del PD. La dirigenza lo sa, ecco perchè tratta gli elettori come pecoroni, e dunque via all'alleanza von FdI per Ospedale, inceneritore, Padania Acque, Mariani ecc.
Cremona è stata svenduta dalla sua stessa classe politica che nel deserto culturale ed economico continua a manovrare indisturbata gli elettori di sinistra che alla fine pagano il conto... salato!