La Cremonese ce la può fare, ma negli ultimi 180 minuti servirà il coraggio, la determinazione e la sfrontatezza di inizio stagione
La Cremonese ritrova la vittoria allo Zini dopo oltre cinque mesi — la prima del 2026 — superando con un perentorio 3-0 un Pisa demotivato e già retrocesso. Una gara senza storia, certificata da un possesso palla schiacciante del 76% e favorita dalla doppia espulsione dei toscani, ma soprattutto legittimata da una prestazione tutta proiettata all'obiettivo: vincere per restare in scia al Lecce e ritrovare fiducia in vista delle ultime due sfide che varranno una stagione.
Il ritorno dei leader e l'equilibrio sulle fasce
La squadra ha aggredito il campo con la determinazione di chi sa di non potersi permettere passi falsi, capitalizzando le occasioni e gestendo il ritmo senza mai concedere nulla agli avversari, rimasti a zero tiri nello specchio della porta. La difesa non ha mai corso rischi: Bianchetti e Luperto dominanti nei duelli aerei, Audero spettatore non pagante. A centrocampo ha brillato Vandeputte, decisivo nel ribaltare l'azione e generoso negli assist, mentre Barbieri sulla destra ha garantito quella spinta e quei cross dal fondo che erano mancati nelle ultime uscite, risultando tra i migliori per chilometri percorsi. In attacco, la coppia Vardy-Bonazzoli ha deciso la sfida con due reti nate da ripartenze da manuale: insieme hanno firmato la metà dei gol stagionali della squadra, e viene da chiedersi come sarebbe andata se Vardy non fosse rimasto fermo così a lungo per i problemi fisici.
Giampaolo ritrova Vardy e si scopre Barbieri
La gestione della gara da parte del tecnico è stata condizionata — fortunatamente — dal rientro dal primo minuto di Vardy e dall'assenza di Floriani Mussolini, che lo ha di fatto obbligato a schierare Barbieri titolare. Bene così, perché la scelta si è rivelata azzeccata. La gestione dei cambi è stata conservativa, con sostituzioni mirate a preservare le energie e ad evitare ammonizioni pesanti in vista della trasferta di Udine. Nelle interviste post-partita, Giampaolo ha sottolineato come questa vittoria fosse un atto dovuto verso i tifosi, pur non nascondendo il rammarico per i punti persi — su tutti, il pareggio beffa subito dalla Lazio a tempo scaduto. Ai microfoni di DAZN, Jamie Vardy, premiato come Player of the Match, ha dichiarato che il gol gli mancava come l'aria, ma che il premio individuale conta zero rispetto all'obiettivo collettivo. Gli ha fatto eco Bonazzoli: «La coppia non ha mai smesso di crederci. Questi quindici gol devono essere lo stimolo per affrontare le ultime due battaglie».
Il duello a distanza con il Lecce entra nel vivo
Il clima attorno alla Cremonese è cambiato in novanta minuti. L'entusiasmo è tornato a contagiare l'ambiente e il rapporto con la tifoseria — teso nelle ultime settimane — si è ricucito grazie a una vittoria che lo Zini ha salutato con calore. Il successo di oggi, combinato alla pesante sconfitta interna del Lecce contro la Juventus, accorcia il divario a una sola lunghezza di distanza dai salentini e riapre ufficialmente i giochi per la permanenza in Serie A a 180 minuti dal termine.
Udine e Como: due ostacoli, nessun alibi
La volata finale si preannuncia in salita. Sabato i grigiorossi saranno di scena a Udine contro un'Udinese ormai salva, che in casa ha perso sette partite vincendone solo sei su diciotto: servirà la stessa ferocia vista contro il Pisa. Poi allo Zini arriverà un Como che, con la sconfitta del Milan, si vede spalancare le porte della Champions: la squadra di Fàbregas, soprattutto in trasferta in questo finale di stagione, è un rullo compressore.
Il Lecce, dal canto suo, dovrà affrontare un calendario dove la pressione mentale peserà più dei valori tecnici delle avversarie. A cominciare dalla trasferta di Sassuolo: vale lo stesso discorso dell'Udinese, ma quel punto di vantaggio sui grigiorossi potrebbe indurre i salentini a gestire, consapevoli che anche un pareggio sarebbe un risultato prezioso in vista dello scontro finale contro un Genoa che al Via del Mare non arriverà certo con la voglia di chi ha tutto da guadagnare.
La Cremonese parte svantaggiata — per il distacco e per il calendario — ma nel calcio non si può mai dire. Resta il rammarico bruciante dei quindici punti persi per strada sui ventiquattro disponibili negli scontri diretti con Pisa, Verona, Lecce e Cagliari.
Nulla è ancora perduto. Con i propri leader offensivi di nuovo al top, la salvezza è un traguardo ancora possibile se i grigiorossi metteranno in campo quel coraggio, quella determinazione e sfrontatezza di inizio stagione.
La caccia al Lecce è aperta.
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commenti
Gianni
11 maggio 2026 17:30
Perchè illudere i tifosi?