23 agosto 2026

Schiaffo al Castellani: per risalire non basta il blasone, alla Cremonese serve la fame

L’esordio in campionato al "Castellani" lascia in dote una sconfitta amara per 1-0 contro l'Empoli, e consegna soprattutto un quadro nitido e severo delle insidie che attendono la Cremonese in questa stagione che la vede, almeno sulla carta,  tra le squadre in lizza per la promozione diretta. 

Il verdetto del campo impone un’analisi lucida ed oggettiva: il volume di gioco sviluppato dai grigiorossi - 75% di possesso palla - non si è mai tradotto in un reale pericolo per gli avversari,  che hanno fatto dell'organizzazione, della determinazione e della fame, i pesi che hanno fatto pendere la bilancia dalla loro parte, in una categoria che non concede sconti a chi vanta i favori del pronostico.

Il nodo degli ultimi trenta metri e la trappola tattica

La contesa ha ricalcato un copione tattico ben delineato dalla vigilia, come del resto ha evidenziato lo stesso Giampaolo nel post partita.  L'Empoli guidato da Guido Pagliuca ha volontariamente concesso il pallino del gioco alla manovra grigiorossa, rintanandosi con una linea difensiva bassa e compatta per poi innescare repentine verticalizzazioni negli spazi.

Trappola in cui  la Cremonese è caduta pesantemente, facendo circolare la sfera con continuità nella metà campo avversaria, ma con una trama risultata prevedibile e priva di sbocchi. 

Mancando l’imprevedibilità e lo spunto individuale per saltare l’uomo, il palleggio si è arenato sistematicamente prima dell'area di rigore. 

Nemmeno i quasi quaranta minuti disputati in superiorità numerica hanno mutato l'inerzia della gara, con la formazione di Marco Giampaolo incapace di costruire vere palle gol, eccezion fatta per un isolato tentativo di Bonazzoli. Veramente troppo poco nell’economia di un’intera gara.

Determinazione e fame: la dura legge della cadetteria

A fare la differenza, come dicevo, è stato l’atteggiamento agonistico. L'Empoli ha messo sul rettangolo verde quella ferocia e quella energia nervosa che sono mancate ai grigiorossi nei momenti chiave, trovando il vantaggio su palla inattiva grazie a Stiven Shpendi, simbolo della determinazione toscana. 

Scendere di categoria comporta la consapevolezza che: lo status di corazzata costruita per il vertice trasforma ogni avversario in un’avversaria pronta a raddoppiare le energie pur di strappare punti, consapevole di avere tutto da guadagnare e poco da perdere.

Come evidenziato dallo stesso Giampaolo nel dopogara - dove ha chiaramente fatto da scudo al gruppo senza sollevarlo da responsabilità - nella realtà del torneo con umiltà, accettando i duelli fisici e la necessità di "sporcarsi la faccia".

Emergenza organico e indicazioni per il mercato

Il quadro attuale evidenzia la classica ‘coperta corta’, resa ancora più evidente dall'infortunio occorso a Collocolo e da una corsia destra in piena sofferenza,  e non solo numerica. 

Con una rosa ridotta nei ricambi di movimento e con poche soluzioni offensive di ruolo, la squadra ha mostrato limiti strutturali nell'attaccare difese schierate a protezione dei propri sedici metri.  

Il mister ha opportunamente osservato che cercare la verticalità contro un avversario chiuso a riccio nella propria metà campo, persino in dieci uomini, risulta un esercizio sterile oltre che di difficile attuazione. Tuttavia, proprio per questo occorre interrogarsi sui motivi per cui non sia stata approntata una soluzione alternativa per scardinare il muro difensivo: è stata una carenza di profili idonei o una mancanza di lucidità tattica?

Le attenuanti legate alle assenze non possono tramutarsi in giustificazioni, questo lo ha detto chiaramente anche Giampaolo: l’imminente chiusura della sessione estiva di calciomercato rappresenta l'occasione imperativa per inserire quegli elementi di rottura capaci di sparigliare le carte e garantire alternative tattiche a gara in corso.

Un esame di coscienza verso la sfida con il Modena

Il passo falso della prima giornata deve fungere da leva per alzare il livello tecnico, tattico e mentale. Perdere ci sta, non sarà ne la prima ne l’ultima probabilmente in questo campionato, ma il problema non è il risultato.

Un allenatore d'esperienza, navigato e smaliziato come Giampaolo non si lascia certo scalfire dalle critiche. Al contrario, le sollecitazioni esterne possono trasformarsi nello stimolo ideale per scuotere un gruppo chiamato a mostrare ben altro valore sul piano del gioco e delle prestazioni.

 Venerdì sera lo "Zini" ospiterà il Modena, reduce dal brillante successo esterno a Benevento e verosimilmente pronto a replicare il medesimo assetto attendista e aggressivo visto a Empoli. Per evitare di cadere nella stessa trappola, la Cremonese dovrà presentarsi all'appuntamento con un cambio di passo netto nella velocità di manovra e nella cattiveria agonistica.

L'intero ambiente grigiorosso è chiamato a compattarsi attorno alla squadra: la strada verso le ambizioni dichiarate è appena iniziata, ma richiede fin da subito piena consapevolezza, idee chiare e uno spirito di sacrificio all'altezza degli obiettivi perseguiti.

Daniele Gazzaniga


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