Vannacci e Di Battista, Cremona tace, Guidesi (Lega) lancia l'allarme
Uno spettro s’aggira per la provincia. Anzi, due: il partito di Futuro Nazionale del generale Roberto Vannacci e l’associazione Schierarsi guidata da Alessandro Di Battista, già figura di spicco del Movimento 5 Stelle.
L’associazione oggi non dispone ancora di un’organizzazione strutturata sul nostro territorio. L’adesione di Marco Degli Angeli, ex consigliere regionale cremasco del Movimento 5 stelle, è un buon inizio. Piaccia o no, è un bravo politico, coerente e preparato sui temi che tratta, giudizio che pochi confutano. Lo ha dimostrato nei cinque anni passati a Milano. È quello fuori dal coro: un po’ primo della classe e un po’ tostissimo scassa maroni. Un caterpillar. Chi lo conosce sa che non teme né le sfide, né gli ostacoli. Se ha iniziato un percorso, difficilmente si ferma. Per ora, su Schierarsi non c’è altro da aggiungere. Ma la sua presenza in provincia non è da sottovalutare, soprattutto se si considera che l’anno prossimo si vota per il sindaco e l’amministrazione di Crema.
Merita maggiore attenzione e più spazio la costituzione, sia sotto il Torrazzo, sia in riva al Serio, degli organismi direttivi di Futuro Nazionale.
A Cremona il referente del partito è Paolo Italia, la cui campagna acquisti ha già portato in squadra due nomi con un curriculum politico non da scartine.
Simona Sommi è stata capogruppo della Lega in consiglio comunale durante il secondo mandato di Gianluca Galimberti. Già nel direttivo cittadino del capoluogo provinciale, la leghista pentita è stata responsabile regionale del dipartimento istruzione del Carroccio. Luca Girelli, ex assessore al bilancio e consigliere comunale di Ostiano, sedeva nel direttivo provinciale della Lega di Cremona, nonché in quello cittadino.
Entrambi hanno motivato la loro scelta con un preciso j’accuse: il partito li avrebbe messi in naftalina. Poi il carico da novanta con l’immancabile rilievo della mancanza di democrazia interna (Cremonasera, 24 luglio). Non una novità: è un classico delle strazianti separazioni dal partito e dei cambi di casacca. Partito nel quale si è stati svezzati e cresciuti.
Democrazia, cinica e bara come il destino. Sempre invocata quando si perde la poltrona e la prebenda. Sempre dimenticata quando si sta nella stanza dei bottoni. Così va il mondo.
Come da copione, il segretario cremonese della Lega Simone Bossi ha contestato e rispedito al mittente le accuse (Cremonaoggi, 25 luglio). In tutte le storie di divorzio la causa del patatrac è sempre l’altro.
Intanto Guido Guidesi, lodigiano e assessore regionale leghista allo sviluppo economico, presenza assidua sui media dell’establishment cremonese, avverte che la situazione è più grave rispetto a ciò che si legge sui giornali. «Credo sia a rischio la sopravvivenza della Lega e non mi baso solo sui sondaggi ma anche sui dati del tesseramento e della presenza di eventi e assemblee» (Il Cittadino, 13 agosto). Superfluo aggiungere altro.
A Crema il padre fondatore dei Vannacci boy è Ciro Ancorotti, più senior che boy. Avvocato, candidato alle ultime elezioni amministrative nella lista Borghetti sindaco, aveva raccolto 23 preferenze.
Cromosomi democristiani, pacato, abbigliamento e modi da dirigente di banca o da manager di un fondo di investimento, non ha l’aspetto da generale. Neppure da condottiero che il nome richiama. È uno dei casi in cui nomen omen non ha funzionato. Non è Ciro il Grande, ma Ciro Ancorotti, il fratello di Renato. Sì, lui, il senatore di Fratelli d’Italia e potente industriale della cosmesi. Un valore aggiunto: il make-up entra di diritto nella valigetta degli attrezzi di tutti i politici, dai top ai gregari. Con mascara, fondotinta e il resto della compagnia briscola, i rossi diventano neri e viceversa.
Gloria Gaiotto, anche lei nella scuderia di Borghetti con 4 preferenze, è nota per avere donato al Comune di Vaiano Cremasco due cippi in granito, presenti da 350 anni. Delimitavano il confine tra lo Stato di Milano e la Repubblica di Venezia. Ora si attende il cippo che segna la Repubblica del Tortello. Intanto è la vice di Ancorotti.
Nel direttivo cremonese di Futuro Nazionale anche due ex leghisti. Raffaele Volpini, un tempo vicesindaco di Ripalta Cremasca, è stato segretario della Lega in riva al Serio. Contava molto. Sgaggio, sa galleggiare. Di sughero, è inaffondabile. Il più politico tra i vannacciani cremaschi. Giustappunto un volpino.
Poi c’è Barbara Bettinelli, anche lei ex leghista ed ex consigliera comunale a Ripalta Cremasca. Pasionaria, la grinta non le manca. A lei è stata affidata la responsabilità del tesseramento e delle pari opportunità, con il rischio che a rimetterci saranno gli uomini. Giustappunto una peperina.
Lo sbarco degli alieni in terra cremonese non ha disturbato i sonni della vecchia politica locale, fors’anche obsoleta e fuori produzione. Non si è agitata. Se lo ha fatto, pochi se ne sono accorti.
Elly Schlein, quando ha preso la guida del Pd, aveva trionfalmente annunciato che non era stata vista arrivare. Aveva indicato un futuro, che è stato rinviato. E in molti hanno smesso di attenderlo.
Ora c’è Futuro Nazionale che è sulla sponda opposta. Poi c’è Schierarsi che sta in mezzo. Questa volta entrambi gli intrusi sono stati adocchiati, ma pochi politici del nostro territorio se li sono filati. Promettono una rivoluzione, un cambiamento, un giro di boa. Un delete con il passato. Non la colonizzazione di Marte. Il refrain è stantio e il finale è abbastanza prevedibile.
È il Gioco dell’oca della politica: quasi sempre si giunge in una casella che riporta alla partenza e addio sogni di gloria. Lo spiega in modo magistrale Juan Miranda in Giù la testa. I poveracci fanno il cambiamento. I più furbi di quelli che sanno leggere si siedono intorno a un tavolo. Parlano, mangiano e governano. I poveracci sono fregati un'altra volta. «E poi sai che succede? Tutto torna come prima».
Attenzione però. Vannacci è un generale. Ha un curriculum militare mostruoso. È stato nei posti caldi del mondo. Ha tre lauree. Parla sette lingue. Vanta un chilo di medaglie (robertovannacci.com). Approdato al parlamento europeo con i voti della Lega, l’esortazione Giù la testa con lui non funziona. Per informazioni chiedere a Matteo Salvini, il suo pigmalione politico. Soprattutto un boccalone. Un ingenuo a credere che bastasse la spada spuntata di Alberto da Giussano per dare ordini a un generale.
Due spettri s’aggirano indisturbati per la provincia. I ghostbusters sono inefficaci. La politica, che può contrastarli, latita. Chiacchiera. S’accapiglia per la spartizione dei posti nelle società partecipate e per lo strapuntino anche nel club delle giovani marmotte. Spara minchiate: della serie le compensazioni per l’insediamento artigianale-commerciale in località Picenengo porteranno vantaggi per le attività del centro storico. Chiusa nella propria monade, guarda il proprio ombelico. Si autoincensa. Si accontenta. A Milano e Roma, conta come il due di coppe. Commenta ogni pisciatina di gatto che la vede protagonista. Non spiccica una parola sulla sanzione di 5 milioni di euro inflitta ad A2A dall’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (Arera) per la violazione delle norme europee REMIT sull'integrità e la trasparenza del mercato all'ingrosso dell'energia elettrica (Vittorianozanolli.it, 14 agosto). Non ha coraggio. Media e cincischia. È tanta immagine, ma non l’immaginazione al potere. Vannacci e Di Battista incombono. Stum schis.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
commenti
Pasquino
15 agosto 2026 07:18
A Cremona è molto probabile se non certo che Vannacci farà il pieno
Non sono difficili le previsioni
Due schieramenti in realtà un inciucio perenne e una spartizione di posti e prebende e incapacità ed isolamento e assoluti
E poi ospedale nuovo con tutti dentro in un'opera demenziale
Cinzia
15 agosto 2026 07:54
"Stum schiss" riassume in due parole la filosofia del cremonese medio, siamo noi quelli li.
A 67, anni di cui alcuni dedicati alla politica, ricordo qualche raro guizzo causato da un sasso tirato nello stagno della politica cremonese, si sono formati un po' di cerchi concentrici, qualche piccola onda, ma poi tutto è stato riassorbito dal piattume dominante.
Erano gli anni in cui nel resto del paese si cercavano alternative al pensiero unico, in cui le menti sfornavano idee, in cui c erano ancora valori in cui credere.
Come è nella nostra tradizione, Cremona non si e' lasciata travolgere: il 68, la militanza extraparlamentare, l anarchia hanno avuto una loro stagione , ma in uno spazio contenuto e controllato dal quadro politico istituzionale.
Se penso a mio padre come probabilmente la maggior parte dei genitori, era tranquillo..i suoi figli vivevano in un contesto in cui non si correvano rischi ...a condizione di non uscire dal confine della cerchia delle porte.
Si perché fuori dalla cerchia delle porte c era il mondo ..quello che nel bene o nel male subiva gli scossoni della evoluzione culturale, quello in cui le cose accadevano..quello in cui il battito di ali di una farfalla poteva determinare cambiamenti.
Noi no noi "Stum schiss" .
A pensarci bene Pizzetti è il massimo interprete della tradizione politica cremonese: trasversale, impermeabile stagnante appunto.
Gli anni sono passati, Cremona ha avuto nel suo piccolo le stagioni della contestazione, c era un tempo in cui le voci a sinistra del PCI prima e del PD dopo si esprimevano, gli anni di Democrazia Proletaria, del MLS della Quarta Intenazionale di Rifondazione Comunista; poi è arrivata la stagione della lega , del Movimento 5stelle ed ora di Fratelli d Italia, ma tutto si è diluito nello status quo che domina la città.
Probabilmente stessa sorte accadrà ai seguaci di Vannacci e di Di Battista ma c'è un ma.
Cremona non è caput mundi ...le cose nonostante noi accadono eccome se accadono. E intanto che noi ci crogioliamo nella nostra confort zone, nel resto del paese e oserei dire del vecchio continente la deriva di destra è evidente e preoccupante. Colpa di chi essendo già lui mostro ( Salvini) non si è accorto di averne creato uno peggio, colpa di chi usa parole di sinistra ma ha i piedi ben ancorati nello stagno di cui sopra ( vedi Schlein) di chi ha troppi scheletri nel passato recente per essere del tutto affidabile ( Movimento 5stelle) e di chi vuole fare la sinistra ma fino a un certo punto( AVS).
Non stupiamoci quindi se oggi governa la Meloni e se invece di occuparsi dei problemi veri che lei stessa ha causato al paese, è impegnata a rincorrere Vannacci.
Tranquilli tanto a Cremona non avvertiremo alcun scossone ..continueremo a guardare il nostro ombelico e a farci guidare da Pizzetti. Stum schiss.
Maurizio
15 agosto 2026 14:45
Sig,ra Cinzia mi elenchi quali sono i danni che la Meloni - a suo giudizio- avrebbe fatto al Paese
Cinzia
15 agosto 2026 19:34
Potere d acquisto degli stipendi
Risorse per il riarmo
Liste d attesa in sanità
Scudo per i colleghi di governo
Nessuna politica in sostegno della famiglia e della donna in particolare.
Disimpegno sulle politiche energetica rinnovabili
La politica estera
Essersi contornata di una squadra di ministri impresentabili.
Vado avanti o le può bastare?!?!
maurizio
16 agosto 2026 07:40
La SX invece ha risolto tutti questi problemi pretestuosi, vero?
danilo
16 agosto 2026 10:58
Ha ragione,pensi che la Meloni ha causato questa estate torrida ed è anche causa della eruzione dell'Etna di questi giorni e come richiesto dalla Shlein non è ancora andata in parlamento a riferire.
Stefano
15 agosto 2026 18:22
La fede politica può dare alla testa….
marco
16 agosto 2026 11:36
Se non sbaglio tempo fa' Cinzia asseriva che non esiste un allarme furti negli appartamenti perché è tutta una manovra dei giornali per favorire la vendita di allarmi antifurto definendo beceri i commenti di chi sosteneva il contrario.
Nega che esistano sostegni per famiglie e donne in difficoltà con i centro antiviolenza e i vari bonus del Governo,di non sapere che la rivoluzione energetica Green non è ancora partita per le resistenza di Regioni Comuni e ecologisti,di non vedere il proliferare di conflitti che inevitabilmente portano a dovere aumentare il livello di difesa a meno di garantirla con mazzolini di Margherite.
Le liste d'attesa per la sanità sono la conseguenza di anni nei quali i governi tutti hanno svenduto il carrozzone clientelare della Sanità ai privati e ai medici vera classe politica del paese quando si dovevano obbligare tutte le strutture private ad aprire un pronto soccorso e capire che le cliniche private hanno tempistiche efficienti e brevi mentre la sanità pubblica ha la zavorra ai piedi delle urgenze e dell'assistenza delle centinaia di migliaia di profughi arrivati in Italia e che andava trovata una soluzione.
Poi il valore della sanità pubblica è noto in tutto il mondo e non dimentichiamo il periodo COVID da tanti sotterrato nella memoria.
La politica estere può essere o meno condivisa, quello che è certo è che contrariamente alle narrazioni l'Italia si è guadagnata rispetto a parte le trovate giornaliere di Trump che bastona chi non è con lui.
Per quanto riguarda i ministri impresentabili la politica in generale è satura di politici condannati che hanno continuato come nulla fosse,inutile negarlo.
Poi il poter d'acquisto degli stipendi è affossato anche dalla pletora di persone che percepisco in aiuto ma lavorano in nero, da tasse per supportare opere inutili e uno Stato sempre più assetato di soldi per mantenere una schiera di ministeri ed enti inutili con un'esercito di dipendenti che mancano in sanità.
Siamo giunti a Vannacci che è già arrivato a circa il 9 % di consensi grazie anche allo scollamento dalla realtà della sinistra che ci ha volutamente portato a questo punto e la situazione in Europa è preoccupante con l'avanzata progressiva dell'estrema destra.
Gualtiero Nicolini
15 agosto 2026 11:19
Cremona nel primo novecento.ha creato purtroppo .Farimacci e con lui i fasci di combattimento.
Ma Cremona significava anche Turati e Bissolati significava le leghe rosse e le leghe bianche di don Miglioli significava in particolare Arcangelo Ghisleri.e il.suo circolo Cattaneo un crogiuolo di idee e di impegegno politici civico e sociale
Che tristezza ora !
danilo
16 agosto 2026 10:56
Pensi che Cremona ha anche espresso il popolano Giovanni Baldesio ma vogliamo andare ancora più indietro nel tempo?
MA COSA CENTRA TUTTO CIO CON LA DISCUSSIONE IN ESSERE?
Gigi
15 agosto 2026 18:25
Non ho mai simpatizzato per Bossi o per la sua Lega. Dopo tanti anni, a conti fatti, su alcune cose aveva ragione: ad esempio sulle gabbie salariali osteggiate dai sindacati. Provate a vivere a Milano con 1800 euro al mese. Chi ci riesce? Affitti, prezzi alti, alimentari alle stelle. Nel mezzo della Sicilia con lo stesso stipendio puoi vivere discretamente. Perché a Milano o al sud devi prendere lo stesso stipendio? E l'altro discorso di Bossi che sto rivalutando è quello della maggiore autonomia che devono avere le singole realtà locali rispetto allo strapotere di Roma. Chissà che Zaia possa ripartire da queste cose per la "nuova lega"
Cinzia
15 agosto 2026 19:38
Avanti con la guerra fra i poveri intanto Vannacci cresce nei consensi.
Che se fosse una cosa che si ripercuote solamente sugli equilibri interni alla destra ...non mi interesserebbe...ma purtroppo quando la polica partorisce mostri le conseguenze riguardano tutti.
Blek
15 agosto 2026 20:28
Il problema grosso è che i veri mostri che rischiano di devastare anzi distruggere la nostra civiltà, lei ed anche Grassi non siete neanche minimamente in grado di vederli. Spesso vi perdete in " begate " locali, ma il mondo vi sfugge di mano.
Manuel
15 agosto 2026 22:56
Ovviamente tu, vedendoli bene, ci potrai portare sulla retta via.
Aspetto solo di conoscerli... per difendermi.
PS: hai concluso dando dei poverini e dei provinciali a Grassi e Cinzia, sottolineando le begate eppure entrambi partivano da personaggi di livello nazionale, aprendosi al “mondo” per dipingere la realtà locale... che del resto va considerata basilare scrivendo su un quotidiano di provincia.
Blek
16 agosto 2026 10:05
Ne ho già parlato in lungo e in largo, ma a quanto pare a lei interessa di più l'inciucio di Padania acque. O è più grave. Continui pure allora a tenere le fette di salame sugli occhi, se questo le fa' dormire sonni tranquilli.
Manuel
16 agosto 2026 17:24
Evidentemente, se ne hai già parlato in lungo e in largo e nessuno rammenta, nessuno ricorda, nessuno raccoglie o gli altri non capiscono un c... (io per primo) o nessuno ti si fila.
Potresti andare da Paolo Italia, leader locale dei vannacciani ed esporre le tue certezze (teorie). Se egli ti caga, potresti anche proporti come ideologo di provincia, viceversa ti rimane l’ascetismo eremitico.
PS: se Italia dovesse prenderti in considerazione, non allargarti troppo, mantieni un perimetro locale, poiché ad alti livelli frega niente di idee ed ideologie e rischieresti di farti prendere per il c...
marco
16 agosto 2026 15:24
Vannacci è figlio del vuoto politico anche attuale della sinistra che all'avvicinarsi delle politiche è ancora alle prese con primarie si oppure no, gazebo idem ,armi all'Ucraina ma soprattutto non ha le idee chiare su chi sarà il leader.
E tenendo con che anche Frattoianni e Bonelli pretendono la leadership,arriva il duro e intransigente Battista che non farà sconti a nessuno e Renzi con la sua misera percentuale pare siano il vero terzo incomodo pronto ad influenzare tutto e tutti la vedo dura per non cambiamento che non interessa a nessuno speciena chi spera ancora nel reddito di cittadinanza senza controlli.
L'incognita per il voto sono gli italiani di seconda in terza generazione.
Manuel
16 agosto 2026 18:55
Stai affermando anche cose vere, ma noto ancora molta confusione.
Provo a spiegare in modo sintetico.
Il problema a sinistra-centro è il PD.
Diversa classe dirigente del partito (minoritaria?) non vuole la coalizione col M5S e AVS. La dimostrazione si ebbe già nel 2022, quando Letta rifiutò la desistenza onde favorire gli avversari.
Renzi, curiosamente (ma non tanto), la vuole perché convinto di far saltare il governo quando lo ritenesse opportuno.
Di fatto, l’idea sarebbe quella di poter gestire il potere con Meloni e soci: per capirci la famosa agenda Draghi.
Perché tutti questi soggetti politici si rifanno all’agenda Draghi?
Perché hanno sottoscritto un patto politico-strategico-ideologico con Confindustria e le altre categorie.
Un po’ il fascio littorio aggiornato ed adattato ai tempi... ma non sempre le ciambelle riescono col buco.
Biagio
16 agosto 2026 05:46
L'analisi di Antonio Grassi sull'editoriale del 15 agosto centra un punto nevralgico della nostra politica: il continuo rifarsi il look attraverso sedicenti "rivoluzioni" o movimenti di rottura che, alla prova dei fatti, si rivelano meri slogan per riempirsi la bocca.
Ci vengono periodicamente promessi stravolgimenti e palingenesi culturali, ma il risultato concreto di queste scorciatoie demagogiche è sempre lo stesso: un aumento inesorabile del debito pubblico, che continua a toccare i suoi massimi storici. Un paradosso assurdo se si pensa che l'Italia brucia ogni anno oltre 80 miliardi di euro solo per pagare gli interessi su questo debito. Basti pensare alla manovra economica di settembre: un intervento da circa 30 miliardi di euro, di cui quasi la metà fatto ricorrendo a nuovo deficit. In pratica, facciamo ulteriore debito solo per galleggiare e pagare gli interessi di quello passato. Un macigno che non viene mai ripagato da chi lo produce, ma dai soliti noti: i lavoratori, il ceto medio e le fasce più deboli della popolazione, tradotto nel costante impoverimento dei servizi essenziali.
La scuola, prima di tutto. Non solo ha perso da tempo la sua funzione di ascensore sociale per i nostri giovani, ma mostra una fragilità culturale preoccupante: d'altronde, vedendo il livello della classe politica che riesce a restituirci la società di oggi, non ci sarebbe nemmeno bisogno di spiegare perché serva una riforma vera e seria.
Ancor più evidente è la crisi della sanità. C'è stato un tempo in cui, da Paese povero e con risorse limitate, l'Italia è stata capace di costruire ospedali e garantire un sistema sanitario universale di prim'ordine, guidato da luminari d'eccellenza accessibili a chiunque. Oggi le eccellenze mediche non mancano, ma a mancare è l'accesso al servizio: la povera gente fa sempre più fatica a curarsi e farsi seguire, schiacciata dalle liste d'attesa e dai tagli al settore pubblico.
Lo stesso copione rischiamo di vederlo sulle pensioni. I sacrifici dolorosi fatti in passato per mettere in sicurezza i conti — come la riforma Fornero — hanno spesso creato i margini finanziari puntualmente usati da questi "rivoluzionari" per promettere l'impossibile. E il risultato è che, a forza di rincorrere l'illusione di interventi facili, fra non molto ci ritroveremo al punto di partenza, con la minaccia di dover rivedere di nuovo i requisiti previdenziali.
Per nascondere questa incapacità di fondo, la politica alza quotidianamente polveroni mediatici, primo fra tutti quello sull'immigrazione. È del tutto evidente che né l'Europa né l'Italia possano accogliere tutti e che occorra un sistema serio ed efficace per effettuare le espulsioni degli irregolari. Ma la risposta non può essere la paura alimentata a arte da forze politiche che ogni giorno "ne pensano cento e non ne realizzano una". L'ossessione per la propaganda sull'immigrazione serve solo a distogliere lo sguardo dal vero macigno che ci strangola: l'economia reale e il debito.
Siamo in un mare di guai. Più che di improbabili stravolgimenti dell'ultima ora, oggi ci sarebbe un disperato bisogno di politici seri — capaci prima di tutto di fare i conti, di rispettare i principi democratici e di governare con senso di responsabilità.
Alla fine, la vera rivoluzione consisterebbe nel fare la cosa più semplice e rivoluzionaria del mondo: seguire e applicare la Costituzione. Serve un Paese unito nell'interesse di tutti. Basta con questi continui strappi alla Carta costituzionale, che non fanno altro che impoverirci come uomini e, soprattutto, come cittadini. È tempo di ritrovare un minimo comune denominatore di responsabilità per abbattere il debito pubblico, difendere i diritti fondamentali e ritornare finalmente a respirare. Biagio
Blek
16 agosto 2026 10:02
A proposito di continui strappi alla carta costituzionale, c'è chi della nostra costituzione ne farà volentieri carta straccia, come delle sue leggi d'altronde se dovesse prendere il potere. Ma vedo che la cosa non la turba più di tanto anzi la considera solo un ossessione. Contento lei.
Gianni
16 agosto 2026 13:13
E si continua a parlare di politici che non contano niente
Intanto a cremona, come dirigenti , quelli che contano, non si sa chi nominano, soprattutto comunque legati a mantova, oppure si attende da anni il direttore generale aem che, quando arriverà, non sa neanche dove sia via palestro e così via.
Segretari di comuni che non sanno cosa sia la valle padana o che differenza ci sia tra il cremonese e il cremasco.
E ci preoccupiamo di 4 politici quando i giochi, chiaramente, in modi diversi a quelli a cui siamo abituati a pensare