2 febbraio 2022

Le acrobazie musicali di Fabrizio Bosso con la tromba e gli arrangiamenti di Paolo Silvestri per una splendida serata al Ponchielli

Nuovo appuntamento con la Musica, quello in scena al Teatro “A. Ponchielli” di Cremona.

Alla ribalta il trombettista jazz Fabrizio Bosso accompagnato dall’Orchestra di Padova e del Veneto diretta da Paolo Silvestri.

Un programma interessante quello presentato dalla compagine che ha aperto la serata con Le tombeau de Couperin di Maurice Ravel.

Dello stesso Silvestri la composizione A New Tale dedicata a Bosso e qui eseguita in prima assoluta. A seguire In a sentimental mood  di Duke Ellington e due omaggi a Ennio Morricone con Metti una sera a cena e Nuovo Cinema Paradiso. Anche questi tre brani sono arrangiati per questo organico da Paolo Silvestri. 

Buona la prova orchestrale su Ravel, ove il direttore riesce a far emergere bene i colori voluti dall’estroso compositore. Ricordiamo che Maurice Ravel era un formidabile orchestratore e spesso delle proprie composizioni pianistiche realizzava anche una versione orchestrale. Non, però, come esercizietto didattico fine a se stesso. E' già chiaro infatti dagli spartiti pianistici che il compositore avesse già nitida in mente la “tavolozza strumentale”.

Alcune impercettibili sbavature in alcuni attacchi della sezione di fiati non hanno inficiato sul buon risultato dell’esecuzione. 

Atmosfere da serie tv poliziesca anni ‘80 quelle che affiorano da A New Tale, bell’esempio di uso del linguaggio jazz in una partitura a metà tra la cinematografia ed il palcoscenico teatrale. Momenti intensi, quasi evocativi dei film di 007, ma che trovano vere e proprie esplosioni di energia e ritmo. 

Protagonista indiscusso della seconda parte l’incredibile talento di Fabrizio Bosso, che attraversa i generi musicali con la medesima facilità con cui ci si legge un libro. Suono inconfondibile, con la sua tromba compie acrobazie che in alcuni passaggi la fanno sembrare un altro strumento, quasi come fosse frutto della fusione di più strumenti. Frullati, glissati, echi, note sfumate e sordinate, gli ingredienti di un’esecuzione mozzafiato. Al termine del brano Bosso dedica alcune parole di ringraziamento al maestro Silvestri per la composizione a lui dedicata. Applausi scroscianti dal non foltissimo ma eccitato pubblico presente in sala. Menzione anche per i due musicisti che usualmente seguono Bosso nei suoi concerti in quartetto, ovvero il contrabbassista Jacopo Sferrazza ed il batterista Nicola Angelucci

Interessanti gli arrangiamenti orchestrali dei tre brani finali, con particolare enfasi per le partiture di Morricone, da poco scomparso.  

Silvestri conduce la compagine senza bacchetta, con un gesto chiaro e pratico. Pochi fronzoli, in questo repertorio è importante essere pragmatici. Non ci si fraintenda, il direttore ha dimostrato grandissime qualità sia come arrangiatore che da compositore, oltre che da concertatore.

Bosso ama interagire con la sala, non facendo mancare interventi al microfono al termine dei brani. Al termine convinto dai numerosi applausi propone un bis alla sala, evidentemente non concordato, tant’è che il divertito musicista chiosa sorridendo che “per fare questo dovrei andare però a prendere la tromba” lasciata dietro le quinte, convinto di aver terminato il concerto. 

Di nuovo il Ponchielli schiera un evento di alto livello artistico, proponendo un programma di facilissimo ascolto e di entusiasmante virtuosismo. Seppure con una lieve nota amara per non aver visto la sala piena, si può sicuramente parlare dell’ennesimo appuntamento riuscito in una stagione che certamente ci riserverà altre gustose sorprese.

Loris Braga


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