Sicurezza, dopo il vertice in prefettura, già dal fine settimana aumenteranno i controlli interforze. Una risposta per ridare fiducia ai cremonesi che ora hanno paura
Il nodo sicurezza rimane al centro della cronaca cittadina dopo le ultime gravi aggressioni, in particolare il pestaggio del barman della Ciocco che da sabato notte è ricoverato in ospedale e che non sarebbe ancora fuori pericolo.
Ieri il vertice in Prefettura, dove è stato convocato il Comitato per l'Ordine e la Sicurezza e dove il prefetto, Antonio Giannelli, ha confermato che le indagini continuano e sono a buon punto, tanto che i responsabili sarebbero già stati individuati.
Intanto però è già stata presa la decisione di incrementare già dal prossmo fine settimana i controlli messi in campo, soprattutto nelle ore più a rischio e nelle zone ritenute maggiormente sensibili; ciò sarà possibile mettendo in campo le Forze dell'Ordine, dai Carabinieri alla Polizia e Guardia di Finanza e a breve anche introducendo la misura del Daspo Urbano. Ma già dalla scorsa serata in piazza della Pace erano presenti due volanti dei Carabinieri impegnate in controlli, mentre sempre in zona centralissima, tra piazza della Pace e via Ala Ponzone c'era ancheuna volante della Polizia, così come in piazza Stradivari e infine una pattuglia della Guardia di Finanza a presidio della Galleria.
Nel frattempo però i cittadini continuano a chiedere a gran voce di avere più sicurezza, rivendicando il diritto di uscire di casa senza aver paura o di doversi muovere in gruppo perchè da soli non ci si sente più tranquilli. Lo hanno confermato i ragazzi stessi, protagonisti della movida serale cremonese, anche gli sutdenti dello IAL che martedì mattina si sono recati davanti alla Ciocco per intraprendere un percorso di riflessione e di dibattito su questi episodi di violenza: "Ingoranza, questo è un esempio di brutale ignoranza perchè non si può arrivare a questi punti". E anche per i più giovani la sensazione di paura non è da meno: "I miei non mi fanno uscire se non siamo in gruppo di almeno 5 o 6 persone". "Io porto sempre con me lo spray al peperoncino, non esco senza". "Ho 17 anni, ma i miei genitori non mi fanno uscire di sera perchè è pericololo". Lo confermano i ragazzi stessi, condannnando senza se e senza ma l'accaduto:
La stessa paura che vive ancora il ventottenne aggredito anche lui dal branco nella notte del primo febbraio in via dei Mille, accorso in aiuto di una coppia di ragazzini e poi finito accerchiato e accoltellato dal branco, senza apparenti motivi: con lui non avevano esitato ad estrarre la lama e affondargli due fendente nella schiena; fortunatamente il giubbotto imbottito e la lama corta non provocarono una ferita troppo grave. Gli aggressori fuggono, ma qualche giorno dopo l'aggredito li riconose in centro, allerta subito le forze dell'ordine ma sul posto non sarebbe arrivato nessuno e dei due non si ha più notizia. Eppure anche in questo caso si parla di personaggi già noti alle forze dell'ordine che però restano a piede libero in giro per la città: questa è la domanda più ricorrente tra i cremonesi, che non si capacitano di come episodi violenti si ripetano con tanta frequenza.
La dinamica dei fatti di via dei Mille è veramente simile a quella dell'aggressione alla Ciocco: il gruppo arriva, già alterato e su di giri, inizia ad importunare le persone che incontra, le provoca finchè qualcuno non arriva per cercare di calmare gli animi e a quel punto scatta il brutale pestaggio a suon di bottigliate, calci e pugni anche se la vittima è già a terra inerme.
Di recente la cronaca ha raccontato anche del violento pestaggio davanti al Kebab di Corso Matteotti, in pieno giorno, a suon di spranghe in testa ad un giovane straniero; risse e botte non sono infrequenti anche tra i ragazzi nel piazzale delle tramvie, così come le 'serate' a suon di bottigliate di poche notti fa in zona via Palestro, mentre l'estate scorsa sono stati ancora i giardini di Piazza Roma e le zone centrali il teatro preferito della baby gang, che, solo per citare un esempio, pochi mesi fa, sempre in zona giardini, hanno aggredito un 31enne con una bottigliata sulla testa, dopo aver danneggiato alcune auto.
Dal prossimo week-end però i presidi delle forze armate dovrebbero aumentare, con la prospettiva di ridare ai cremonesi, sia ai cittadini che agli esercenti, quella sicurezza che da tempo sembra mancare e che i fatti di cronaca non aiutano a recuperare.
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commenti
Roberto
26 febbraio 2025 10:51
Non è che han SOLO paura....è che sanno che se reagiscono in maniera decisa i primi a finire in galera sono loro.....perché finché prendo io una bottigliata in faccia, amen....se la bottigliata in faccia la do io perché vengo aggredito o viene aggredita la mia famiglia allora state sicuri che vado nelle grane...altro che patteggiamento e subito libero...
Roberto
26 febbraio 2025 11:42
....non è che han paura....o quantomeno non solo...SI SONO ROTTI LE BALLE di dover subire una situazione voluta da altri e di doverci rimettere!!!
Parlo di sicurezza, parlo di tranquillità nelle piazzette ormai diventate bivacchi di gruppi di stranieri che fanno ciò che vogliono a discapito di famiglie, anziani o gente che semplicemente si fa un giro....importunano le persone senza motivo col solo scopo poi, se queste reagiscono, di aggredirle selvaggiamente in branco contro uno....è ora di dire basta!!! Ai buonisti o permissivisti ad ogni costo dico: vogliamo aiutare chi realmente ha bisogno??? Perché allora non vengono in Italia tutti quei poveri bambini che vediamo quotidianamente in televisione che muoiono di fame o di malattia!!!??? Non riempiendoci di gentaglia che arriva specialmente dal nordafrica della quale una minima percentuale vive legalmente e ha voglia di lavorare???!!!
Piero
26 febbraio 2025 11:52
Ci vuole ben altro che presidi sporadici solo dopo che sono avvenuti fatti criminosi, per poi parlare del daspo che non verrà mai rispettato proprio perché i presidi non sono permanenti. Il rischio, anche il daspo potesse funzionare per le zone centrali, è che come risultato si otterrebbe di esiliare questi delinquenti nelle periferie di appartenenza creando zone simili alle banlieue francesi. L'unica soluzione è il carcere dove scontare pene severe per i reati commessi, diversamente prima o poi scenderanno nelle strade i cittadini per difendere i propri figli e le persone fragili e non credo che in una società civile si debba arrivare a questo
Marco
26 febbraio 2025 12:05
Prima fanno scappare i buoi
Roberto
26 febbraio 2025 13:46
Oltretutto mi permetto di far notare che i famosi MARANZA, non sono stranieri arrivati l'altro giorno col barcone....sono marocchini, egiziani, algerini o tunisini di seconda generazione...quindi nati e cresciuti in Italia...che, secondo me, oltre a rimbambirsi (lo fanno anche tanti giovani italiani, per carità...) di quella musicaccia che va di moda oggi, la trap, vogliono trasformare ogni città in una banlieu (come già scriveva qualcuno). Hanno notato che ora sono praticamente in maggioranza quindi, bon, adesso comandiamo noi!
Poi non voglio dar la colpa alla musica, sia chiaro, anch'io da giovane ascoltavo Ozzy Osbourne e il metal (lo ascolto tutt'ora), ma non ho mai profanato cimiteri o azzannato pipistrelli...
Ho sentito qualcuno cercare pure di giustificare certe azioni..."poverini...vengono da realtà disagiate, il lockdown e stronzate simili..." ok, come dire, ho litigato con la morosa quindi se tiro un destro in faccia al mio capo sono giustificato...
Integrazione? Chiedetelo a Saman Abbas...i primi che non vogliono integrarsi iè lùr....