Cremonese ora più che mai la società deve dettare le regole e compattare l’ambiente
Il momento è indubbiamente uno dei più delicati dell’intera stagione. La trasferta di Lecce ha lasciato scorie pesanti, non solo per il risultato, ma per quella sensazione di smarrimento che sembra aver avvolto l’ambiente grigiorosso proprio nel momento cruciale del campionato.
In questo editoriale voglio analizzare i punti salienti della crisi e il ruolo che la società dovrà assumere da qui alla fine: scelte, prese di posizione e presenza concreta a sostegno della squadra saranno determinanti per restituire fiducia, coraggio e determinazione a tutto l’ambiente. Il calendario non concede tregua e all’orizzonte c’è già lo scontro vitale di lunedì allo Zini contro la Fiorentina.
La società a un bivio: fiducia a Nicola o cambio allenatore?
La sconfitta di Lecce non è stata soltanto un passaggio a vuoto tecnico, ma una vera secchiata d’acqua gelata sulle ambizioni di permanenza in Serie A della Cremonese. Vedere i salentini scappare a +3 e, contemporaneamente, subire il sorpasso della Fiorentina, ora avanti di una lunghezza. A questo si aggiunge la vittoria del Genoa sulla Roma, che porta i rossoblù a +6 dai grigiorossi e la vittoria del Verona a Bologna che si porta cosi a -6 dai grigiorossi. Tutto questo non deve essere un peso, ma uno sprone a ribaltare una situazione ancora lontana dall’aver trovato una soluzione definitiva. È evidente che la società si trovi davanti al bivio più delicato del campionato: concedere a Davide Nicola un’ultima chance nel dentro o fuori contro la Fiorentina di Vanoli oppure cambiare immediatamente per dare una scossa allo spogliatoio. In quest’ottica i numeri, purtroppo, non aiutano il tecnico: quattordici partite senza vittorie, appena quattro punti raccolti negli ultimi tre mesi e una classifica precipitata fino al terzultimo posto con 24 punti.
Responsabilità condivise tra panchina e campo.
Il mister, nelle ultime conferenze stampa, ha lanciato un messaggio chiaro: “chi non se la sente di lottare per questa maglia faccia un passo indietro”. Sarebbe ingeneroso scaricare ogni responsabilità su Nicola, ma alcune scelte tecniche e tattiche — spesso troppo attendiste e conservative — hanno contribuito a una progressiva involuzione della squadra. Allo stesso tempo, però, anche chi scende in campo non può chiamarsi fuori. La gara di Lecce è stata l’ennesima occasione in cui la Cremonese è sembrata mancare di cattiveria, coraggio e determinazione: qualità che, in questa fase del campionato, fanno spesso la differenza più della tecnica: senza la fame, la qualità non basta, ed i risultati ne sono la conseguenza.
Un puzzle che si è complicato strada facendo.
La sensazione è quella di trovarsi davanti a un puzzle che sembrava vicino al completamento e che invece si è improvvisamente complicato. Anche alcune scelte di mercato, sulle quali si è intravista la mano dell’allenatore, non hanno sempre prodotto gli effetti sperati. In alcuni casi, anzi, hanno finito per creare ulteriori difficoltà nelle rotazioni e nelle scelte tecniche. Emblematica, in questo senso, la rapida reintegrazione di Okereke, rimasto fuori rosa dall’inizio della stagione e richiamato in fretta nel momento di maggiore emergenza.
La società ora deve farsi carico delle scelte.
Il direttore sportivo Giacchetta ha fatto bene a sottolineare l’episodio del rigore non concesso su Sanabria nel finale di Lecce. Tuttavia sarebbe un errore aggrapparsi agli episodi o cercare alibi nelle decisioni arbitrali. La speranza è che la stessa fermezza venga mostrata anche all’interno dello spogliatoio. È il momento che, dietro le porte del Centro Sportivo “Giovanni Arvedi”, qualcuno richiami tutti alle proprie responsabilità. Non serve necessariamente una sfilata mediatica: servono decisioni e prese di posizione chiare. Se si dovesse optare per il cambio di allenatore — con i nomi di Gotti e Giampaolo che iniziano a circolare — la scelta dovrà essere presa con convinzione, evitando tentennamenti come accaduto nella scorsa stagione con l’alternanza Stroppa-Corini.
Lo Zini come ultima trincea.
Nulla è ancora perduto, ma il tempo dei bonus è finito. La sfida di lunedì contro la Fiorentina allo Zini può diventare la nostra ‘battaglia del Piave’ oppure la nostra ‘Caporetto’. Non esistono più zone grigie e questo deve essere chiaro a chi scenderà in campo. Alla società si chiede anche una presenza più forte nel rapporto con i tifosi. L’ambiente aspetta un segnale capace di riaccendere entusiasmo e senso di appartenenza. Perché nei momenti più difficili di una stagione è proprio dalla società che deve arrivare la direzione e la forza per reagire.
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commenti
Ivano
9 marzo 2026 15:51
Grazie Giacchetta se non si cambia direttore sarà e rimarrà solo un miraggio.Forza Cremona sempre