Dopo la falsa partenza, lo schianto alla prima curva: Giampaolo ora deve dimostrare di saper guidare questa Cremonese
A fronte di quanto accaduto a Cremona la sera di venerdì poche ore della partita, la sconfitta della Cremonese passa sicuramente in secondo piano, ma credo sia doveroso fare un’analisi oggettiva, partendo dalle affermazioni pronunciate da mister Giampaolo nel post-partita, che mai come in questo caso, sono più eloquenti di qualsiasi numero legato alla prestazione della squadra grigiorossa.
Al termine del match, i grigiorossi sono usciti tra i fischi dei tifosi presenti allo Zini, complice la pesante battuta d'arresto incassata contro il Modena allenato da mister Galloppa, che ha visto gli avversari spazzare via la squadra di casa in un solo tempo.
Una prestazione definita "imbarazzante" dallo stesso Giampaolo un episodio definito del tutto inedito nella sua lunga carriera da tecnico, un segnale che non può non allarmare anche il sostenitore grigiorosso più fiducioso di fronte a una simile débâcle sportiva.
Questa volta neppure i dati statistici offrono una scappatoia al tecnico grigiorosso, poiché la realtà del campo si è mostrata indiscutibile: analizzando anche soltanto le azioni salienti, il passivo avrebbe potuto facilmente toccare le cinque reti. Queste prime due uscite – ben prima che nei punteggi, nella qualità del gioco espresso – devono indurre la dirigenza a seguire da vicino un momento delicato, la cui origine sembra sfuggire persino al proprio allenatore.
Le ammissioni risuonano in maniera netta ed evidenziano le profonde difficoltà incontrate: “...Abbiamo fatto una partita imbarazzante, è difficile commentare il resto…Siamo andati in difficoltà sotto ogni punto di vista, il Modena ha legittimato la vittoria sotto ogni aspetto, tattico, fisico, tecnico. E’ difficile fare una analisi sostanziale…”
L’evidenza dei fatti è che, anche soffermandosi ai soli highlights, la partita si sarebbe potuta chiudere con un pesante 5-0.
Un'analisi onesta, ma che desta forte perplessità dopo circa due mesi di lavoro. La squadra, infatti, non sembra essersi ancora adattata alla realtà di chi proviene da una retrocessione. Da qui la necessità di resettare, di svestire i panni della favorita sulla carta ancor prima di dimostrarlo sul campo.
Giampaolo, dopo essersi fatto carico degli oneri legati a un'annata fallimentare, ha ridefinito il progetto tecnico insieme alla società. Tuttavia, è palese come a questo gruppo siano difettate fino ad ora l'umiltà e la piena percezione di un contesto dove ogni avversario scende infatti in campo libero da pressioni e con tutto da guadagnare, un fattore che eleva notevolmente il grado di complessità di ciascuna sfida.
Lo hanno dimostrato prima l’Empoli, che ha trovato la chiave della vittoria nelle ripartenze veloci, per colpire con assoluta determinazione e lucidità in contropiede.
Una situazione che si è ripetuta con il Modena, squadra con un tasso tecnico molto superiore, che avrebbe potuto arrotondare facilmente il risultato.
In questo senso, ammettere la schiacciante superiorità degli avversari — peraltro un'ottima compagine guidata da un tecnico esordiente — rappresenta soltanto un'ulteriore aggravante.
Alla luce di ciò, appare del tutto evidente come le scelte tattiche e tecniche del mister per queste prime due uscite — pur considerando le assenze, che tuttavia non devono costituire un alibi — si siano rivelate del tutto inadeguate: una linea difensiva troppo alta e priva di dinamismo, un possesso palla sterile e la totale assenza di soluzioni offensive e l’incapacità di riequilibrare - se non ribaltare - situazioni nelle quali i grigiorossi hanno incassato quattro reti senza neppure trovarne una.
Lungi dall'essere un episodio fuorviante, questa sconfitta ha evidenziato in modo inequivocabile le attuali criticità della squadra, ed è esattamente da questi elementi che occorre ripartire. Il Modena, così come l'Empoli in precedenza, ha saputo imporre il proprio ritmo e costruire il successo valorizzando i limiti e i demeriti di un gruppo che necessita di essere rimodellato per affrontare le reali esigenze della categoria e avversari i cui meriti sono andati ben oltre il valore dei singoli.
A questo vanno sommate le responsabilità dirette dell'allenatore per scelte tecniche e tattiche in taluni casi discutibili, replicate in entrambe le prime due uscite.
Risulta infatti difficile comprendere l'esclusione di Berti, un profilo dalle caratteristiche apparentemente uniche all'interno della rosa, così come il mancato impiego di giovani difensori come Folino e Felipe Jack, dotati di struttura fisica e qualità che meritano una considerazione maggiore.
Inoltre, i correttivi apportati a gara in corso non hanno prodotto alcun effetto concreto. In un simile scenario, la schiacciante superiorità mostrata dagli avversari — un'ottima compagine guidata da un tecnico esordiente — finisce soltanto per rappresentare un'ulteriore aggravante.
La chiusura della sessione estiva di calciomercato, prevista per martedì 1° settembre, potrebbe apportare significativi cambiamenti all'organico a disposizione di Giampaolo. La rosa è stata delineata seguendo le sue direttive; ciò solleva la società da ogni responsabilità diretta, avendo la dirigenza operato al massimo delle proprie possibilità per garantire una formazione in grado di posizionarsi almeno nella parte sinistra della classifica.
In attesa degli ultimi sviluppi delle trattative, è chiaro che il tecnico non potrà più avvalersi di giustificazioni o attenuanti, a partire dal prossimo impegno di Coppa Italia a Parma fino al match casalingo di domenica allo Zini contro il Padova.
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