10 marzo 2026

Stradivari in prestito ai musicisti meritevoli

L’Anders Sveaas Charitable Trust (ASAF) di Oslo (Norvegia) ha prestato in questi giorni due strumenti di pregio di liuteria ai membri del Quartetto Danese. Il violinista Frederik Øland ha ricevuto in comodato uno strumento realizzato da Domenico Montagnana (Venezia, 1730circa), mentre il violoncellista Fredrik Sjölin ha ricevuto un violoncello di Francesco Rugeri (Cremona, 1687).

L’ASAF è una Fondazione fondata nel 1990 dall’imprenditore e collezionista d’arte norvegese Christen Sveaas e prende il nome dal Console Anders Sveaas, nonno di Christen Sveaas, a sua volta fondatore dell’AS Kistefos Træsliberi a Jevnaker nel 1889. Christen Sveaas si è proposto in questi 35 anni di attività, di erogare contributi a cause benefiche e di pubblica utilità, nonché borse di studio e prestiti di strumenti a corda a promettenti musicisti norvegesi e a musicisti risiedenti nel Nord Europa.

La Fondazione possiede una delle più pregiate collezioni europee di strumenti di liuteria antica italiana, che comprende un violino Stradivari del 1689, attualmente in prestito a Miriam Helms Ålien; un violino Stradivari del 1694, attualmente in prestito ad Ava Bahari; un violino Stradivari del 1695, attualmente in prestito a Pekka Kuusisto; un violino Stradivari del 1705, attualmente in prestito ad Alva Holm; un violoncello Stradivari del 1707, attualmente in prestito ad Andreas Brantelid; un violino Stradivari del 1710, attualmente in prestito a Ludvig Gudim; un violino Stradivari del 1720, attualmente in prestito ad Alma Kraggerud; un violino Stradivari del 1725, attualmente in prestito a Johan Dalene; un violino Stradivari del 1725, attualmente in prestito a David Coucheron; un violino Stradivari del 1736, attualmente in prestito a Sonoko Miriam Welde e diversi altri strumenti di liuteria cremonese tra i quali due violoncelli Francesco Rugeri “il Per” (Cremona, 1687 e 1688) e una viola Amati (Cremona, 1616).

Il considerevole numero di strumenti di pregiata liuteria antica di proprietà della Fondazione ASAF di Oslo, richiama quanto l’investimento economico in strumenti ad arco italiani sia stato notevole negli anni passati ed abbia dati ottimi frutti: il valore dei beni musicali è costantemente aumentato ed oggi chi ha investito in tale segmento gode di un patrimonio più che decuplicato in brevissimo tempo.

Che sia stato per filantropia o per collezionismo, chi ha saputo diversificare il proprio portafoglio o ha voluto semplicemente imprimere il proprio nome nella storia gloriosa di un violino pregiato, oggi raccoglie i frutti di una visione lungimirante e può dedicarsi con passione a nuove forme di mecenatismo, offrendo ai migliori interpreti musicali l’opportunità di sfruttarne lo straordinario potenziale espressivo di strumenti considerati il top della liuteria italiana.

Tra i filantropi che prestano Stradivari ai musicisti meritevoli si possono annoverare la Nippon Music Foundation che possiede una delle più importanti collezioni di Stradivari e Guarneri che presta dai 2 ai 7 anni a musicisti under 35; la Stradivari Society of Chicago che agisce come intermediario tra collezionisti privati e musicisti, facilitando il prestito di strumenti a grandi virtuosi; la Sasakawa Music Foundation che offre in comodato strumenti come lo Stradivari 1708 “Huggins”, spesso anche in occasione di concorsi internazionali come il Queen Elisabeth; il German Musical Instrument Fund che sostiene giovani musicisti tedeschi prestando loro strumenti di alto valore; il Musical Instrument Bank (MIB), gestito dal Canada Council for the Arts, che collabora con vari partner (mecenati, banche e collezioni private) per sostenere musicisti d’eccezione che possono ricevere strumenti di pregio per tre anni come è successo ad Alice Lee che ha ricevuto il violino Stradivari 1689, a Daniel Dastoor che suona il violino Stradivari del 1700 e a Bryan Cheng che ha in prestito il violoncello Stradivari 1696.

Tenendo conto che il 2025 è stato un anno particolarmente importante, anzi da “incorniciare” per gli istituti di credito italiani che, al netto della tassa sugli extraprofitti e della discesa dei tassi Bce, hanno totalizzato 27,8 miliardi di euro di profitti (voce in crescita del 10,6%) si potrebbe pensare ad uno sforzo collettivo di Intesa Sanpaolo, Unicredit, Banco Bpm, Mps, Bper ed altri Istituti per la costituzione di un Fondo Italiano per gli Strumenti Musicali a vantaggio di giovani e meritevoli musicisti italiani?

Fabio Perrone


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