14 settembre 2026

Un brindisi al bicchiere mezzo pieno di Pecchia

Dopo la convincente vittoria contro il Padova allo Zini, i tifosi grigiorossi attendevano con trepidazione la trasferta di Cesena della Cremonese allenata da Pecchia. 

Un avversario ancora imbattuto, allenato da un esordiente e carismatico Alessandro Diamanti, che sta affrontando un avvio di campionato brillante.

Al Mannuzzi, la Cremonese si è presentata in campo riproponendo il medesimo vestito indossato in occasione dell’esordio in grigiorosso di Pecchia. 

In terra romagnola, tuttavia, l’eleganza deve sapersi fondere con la concretezza, adattandosi ad ogni situazione, che ci si trovi in spiaggia o in una balera.

Una lezione che Diamanti dimostra di aver recepito appieno: il suo Cesena ha affrontato la sfida con un atteggiamento solido e pragmatico. Decisivi i due spunti in tre minuti del suo uomo simbolo, Shpendi, che dopo un primo tentativo non convalidato dall'arbitro, al secondo affondo trasforma l'occasione firmando il vantaggio a ridosso della prima frazione di gioco.

Nonostante ciò, la prima frazione di gioco della Cremonese è stata tutt'altro che insufficiente. La squadra ha approcciato la gara proponendosi subito in avanti con una ghiotta occasione per Bonazzoli, imponendo il proprio fraseggio con quasi 300 passaggi portati a buon fine (a fronte dei meno di 130 dei padroni di casa), mantenendo il 65% del possesso palla ed eguagliando il Cesena per tiri verso lo specchio. 

Un primo tempo perfettamente in linea con le premesse tattiche della vigilia, guastato  soltanto dal cinismo di Cristian Shpendi — già a quota 5 centri nelle prime 4 partite — un profilo a cui non si può concedere il minimo metro senza rischiare di pagare un prezzo altissimo.

All'inizio del secondo tempo la musica non cambia: la Cremonese mantiene il pallino del gioco, il Cesena è consapevole di dover concedere qualche varco alla reazione avversaria per riportare il punteggio in parità, ma il raddoppio di Shpendi su rigore su un fallo di mano di Rocchetti chiamato dal Var con oltre un minuto di ritardo, arriva quasi inaspettato. 

Una stoccata che avrebbe potuto essere letale per i grigiorossi, se non fosse che questa Cremonese, si intravede già il carattere del suo allenatore ed una personalità ben precisa. 

A Cremona abbiamo già potuto toccare con mano il lavoro di Fabio Pecchia, capace di incidere caratterialmente sulle dinamiche della singola gara e sull'andamento dell'intera stagione.

Questo vale ancor di più avendo a disposizione uno dei gruppi di maggiore qualità dell'intero campionato. E così, l'ingresso al 70' di Baschirotto, Collocolo, Elia, Thorsby e De Luca si rivela determinante nel trasformare il volto del match e il risultato finale. La Cremonese allunga il passo ed il Cesena lo perde, dalla mazurca romagnola si passa al swing grigiorosso ed è un ispirato Bonazzoli a rispondere e pareggiare i conti della tenzone.

Ragion per cui, immagino che la maggior parte dei tifosi grigiorossi, si trovino concordi con mister Pecchia quando a fine partita parla di bicchiere mezzo pieno, per il risultato - raddrizzato in neppure cinque minuti - e soprattutto da un gruppo che oltre a crescere, sta ritrovando giocatori del valore di Baschirotto, Thorsby e Collocolo, oltre ad Elia, che tutto sono meno che riserve in questa squadra.

Pur avendo mostrato alcuni meccanismi ancora da affinare, sia a livello di singoli reparti che nel complesso, la gara ha visto la squadra sollecitare a lungo un avversario particolarmente ostico.

A testimoniarlo sono anche i numeri finali: un 60% di possesso palla per i grigiorossi, 19 conclusioni totali verso la porta contro le 8 degli avversari (di cui 6 nello specchio a fronte di appena 2 del Cesena) e 24 cross effettuati contro 12. Dati statistici che tratteggiano l'immagine di una compagine sempre viva, compatta e consapevole che, aumentando la pressione, avrebbe costretto l'avversario all'errore concedendo occasioni decisive.

Tutto questo si è verificato a dispetto di diverse difficoltà individuali: Berti ha risentito dell'emozione affrontando la marcatura asfissiante dei suoi ex compagni; Licina, finendo nel mirino delle retroguardie avversarie, è stato sistematicamente raddoppiato; Vandeputte si è acceso solo a tratti, pur confermandosi un pericolo costante; infine Collocolo, pur dovendosi accontentare di uno spezzone, ha dimostrato quanto sappia essere determinante a centrocampo quando è in condizione.

Sul piano tattico, la linea difensiva alta pretesa dal mister richiede ancora tempo: i due centrali devono registrare intesa e distanze per blindare il reparto. In quest'ottica, il rientro di Baschirotto diventerà fondamentale in un campionato che, a giudicare dai risultati di queste prime quattro giornate, ha alzato notevolmente il proprio livello competitivo.

La Virtus Entella si presenterà sabato allo Zini forte di una grande serenità: non ha nulla da perdere e tutto da guadagnare. Proprio questa mentalità le ha permesso, nel turno precedente, di travolgere il Pisa all'Arena Garibaldi con un netto 4-1.

Motivo per cui conviene tenersi ben stretto il bicchiere mezzo pieno di mister Pecchia, almeno fino a marzo. In una corsa dove conta non inciampare e saper gestire i ritmi, solo alla fine chi avrà maggior fiato e forza potrà brindare a un obiettivo di prestigio.

Daniele Gazzaniga


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