27 aprile 2026

Un "sabato in grigio" dopo un "venerdì in rosso": il Lecce ci sorpassa e il sistema arbitrale crolla

Lo si potrebbe tranquillamente definire un “sabato in grigio”, quello della Cremonese, dopo un “venerdì in rosso”.

Il rosso è quello del “sangue versato” dalla Cremonese — fortunatamente idealmente — sul campo del Maradona, dopo il massacro subito per mano del Napoli nell'anticipo di campionato. Una sfida impari sul piano tecnico, ma inspiegabilmente, sul piano caratteriale e motivazionale.

Una squadra in disarmo, arrendevole, molle, quasi svogliata, insensibile alle richieste dell'allenatore di turno — nello specifico Giampaolo — che, per demerito di chi è andato in campo, si è dovuto sorbire pure la tiritera del possibile ritorno in panchina di Nicola. Fortunatamente la società grigiorossa, chiusa in un silenzio stampa rotto soltanto dalle dichiarazioni del DS Giacchetta a Radio Kiss Kiss — conferma ulteriore che a Cremona rilasciare interviste con i giornalisti è peccato mortale — ha declinato l'invito dei «pro-Nicola», evitando ulteriori figuracce e prese per i fondelli di cui facciamo tutti volentieri a meno.

Nel frattempo, nella sfida a distanza a chi fa meno peggio — e viste le partite della due squadre sarà una bella lotta — il Lecce strappa un pareggio a Verona e mette la freccia, lasciando i grigiorossi soli soletti al terzultimo posto, a respirare aria di retrocessione. Un pareggio tolto e ridato — manco a dirlo — dal VAR, che dopo aver assegnato un gol ai padroni di casa a tempo scaduto, ha richiamato l'arbitro Massa, il quale, in combutta e in diretta con la sala VAR dell'ormai “famosissima e odiatissima” Lissone, si è frettolosamente rimangiato il gol concesso per un contatto in area sul portiere: la regola è ormai chiara, il portiere non va neppure sfiorato con il pensiero.

A conferma dell'ottimo momento che attraversa la classe arbitrale italiana sabato scorso, dopo il ‘Gravina Gate’ e lo ‘scandalo escort’, ha preso ufficialmente il via un ulteriore filone d'indagine che ha di fatto decapitato i vertici del CAN per quanto riguarda le designazioni arbitrali e la supervisione al VAR.

I protagonisti sono Gianluca Rocchi, designatore arbitrale dell'AIA, e il mantovano ex arbitro Andrea Gervasoni, Garante Supervisore VAR: entrambi indagati dalla Procura di Milano per concorso in frode sportiva. Già nella giornata di venerdì è arrivata l’auto sospensione — avrei voluto vederli al loro posto dopo quanto successo — in attesa di essere convocati dagli inquirenti per rispondere dei capi di accusa.

L'indagine, che proietta ombre pesanti sulla regolarità della stagione 2024/25, prende le mosse da un esposto presentato nel maggio 2025 da Domenico Rocca, ex assistente arbitrale, che aveva segnalato anomalie all'AIA e presunti condizionamenti nelle direzioni di gara. La Giustizia Sportiva, in prima battuta, aveva frettolosamente archiviato il caso; la magistratura ordinaria invece, dopo i doverosi accertamenti, ha chiamato Rocchi e Gervasoni a rispondere di concorso in frode sportiva, con più capi di imputazione.

Il primo riguarda le designazioni arbitrali: l'ipotesi investigativa è che siano state orchestrate manovre per garantire la presenza di arbitri «graditi» — o per «schermare» quelli «sgraditi» — nelle partite che vedevano coinvolta l'Inter. Il secondo filone riguarda le cosiddette «bussate» alla sala VAR: interventi diretti per indirizzare gli addetti a richiamare l'arbitro su decisioni già prese in campo. A peggiorare il quadro, l'addetto VAR Paterna — sentito dalla Procura in relazione a uno di questi episodi — risulta ora indagato per falsa testimonianza.

Senza entrare nel merito dei singoli episodi, già ampiamente trattati dalle testate nazionali, la consegna degli avvisi di garanzia attesta che l'indagine è a buon punto e poggia su riscontri solidi. Ulteriori sviluppi — assai probabili — potrebbero provocare un terremoto capace di scuotere le fondamenta dell'intero sistema calcio, minandone ulteriormente l'immagine di autonomia e imparzialità, già da tempo sotto accusa.

Gli sviluppi delle indagini sono attesi nelle prossime settimane. Giusto il tempo di goderci questo emozionante finale di stagione.

 

Daniele Gazzaniga


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