10 settembre 2026

Un Memoriale per le vittime italiane del terrorismo internazionale

L’11 settembre è l’anniversario delle Torri Gemelle. È passato esattamente un quarto di secolo dall’atto terroristico più grave della storia per numero di vittime. Tutti conosciamo il Memorial eretto a New York nel luogo chiamato Ground Zero, con incisi i nomi delle quasi 3000 vittime. Un monumento semplice e coinvolgente con i nomi scritti sulle lastre di granito e due vasche collocate nello spazio ove si trovavano le torri, con l’acqua che scorre simbolo di vita e di rinascita.

A quell’attentato ne sono seguiti, nella stagione di Al Qaeda e dell’ISIS, molti altri, anche con vittime italiane all’estero. È accaduto in Irak, Egitto, Tunisia, Bangladesh, Turchia, Nigeria, Indonesia, Arabia Saudita e anche in Europa, in Germania ai mercatini natalizi di Berlino, in Francia a Parigi e a Nizza, in Spagna sulle ramblas di Barcellona, a Londra nella metropolitana. In tutto sono più di 50, senza contare i militari caduti nelle missioni all’estero.

Erano nostri concittadini diversi tra loro, tecnici in servizio all’estero, lavoratori in alberghi, operatori umanitari, semplici turisti, giornalisti, tutti vittime dell’odio propagato dal radicalismo islamico, un odio che alligna ancora. In Afghanistan più di venti milioni di donne, venti milioni, camminano come sudari ambulanti e hanno diritto di andare a scuola solo sino a quella che noi chiamiamo scuola elementare, ove però imparano solo a servire. Vivono quasi come schiave, soggette al diritto di proprietà. Altro che woke.

Nei luoghi ove vi sono state le stragi in Italia, a piazza Fontana a Brescia a Bologna, un monumento ricorda le vittime e aiuta a non dimenticare quegli eccidi. Lo stesso, almeno una targa, avviene sui luoghi ove sono cadute le vittime del terrorismo di estrema sinistra. Comuni e Associazioni vi indicono incontri e manifestazioni.

Le vittime italiane del terrorismo internazionale sono invece del tutto dimenticate, di loro sono evaporate le storie e i nomi come quelli dei morti nei comuni incidenti stradali.

Da dove venivano i quattro pensionati italiani morti nel 2015 nella strage al museo del Bardo a Tunisi? Non si sa, sono solo inchiodati al loro essere pensionati. Chi erano i sei italiani morti sul lungomare di Nizza? Chi era Valeria Solesin, uccisa al Bataclan?  Una studentessa forse, e chi Antonio Megalizzi, morto a Strasburgo? Un giornalista, così si ricorda vagamente.

C’è purtroppo, era inevitabile che accadesse, chi ha vissuto sulle spalle dei morti nelle tragedie italiane, qualcuno ha anche fatto un po’ troppo carriera, imprevista e anche un po’ sopra le righe ma questi morti, le vittime del terrorismo islamico, al contrario non servono a niente, anche perché politicamente poco spendibili.

Quando un Memorial collettivo in una piazza di Roma che li ricordi, su iniziativa del Sindaco o del Governo e dell’opposizione una volta tanto insieme?.

Sarebbe questo un modo di onorare non solo i caduti italiani ma anche quelli di tutta Europa, una entità non solo geografica ma un luogo in cui la vita umana ha un valore e che, con la sua libertà e la sua cultura, ha scelto di non odiare.

Nella foto Il Memorial a New York in ricordo delle vittime dell’11 settembre

 

Guido Salvini


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commenti


Blek

10 settembre 2026 14:20

Ha citato Bologna, ma risulta esserci una nuova pista su quell'attentato,le risulta? Nell'elenco degli attentati di matrice islamica, che sono molti di più di quello che si pensi ( molti in realtà non vengono neanche nominati dai media) aggiungiamoci Bondi beach e Modena. Al netto di quelle che sono le indagini in corso, di cui in realtà ben poco si sa, ci sono ancora dubbi che sia un attentato di matrice islamica ma piuttosto il gesto isolato di un pazzo? E delle sue vittime come quelle delle vittime italiane degli altri attentati citati dal giudice, si è poi saputo niente? Nome cognome. Neppure di quelle tedesche/ polacca gravemente ferite. ? Il problema è dunque quello di minimizzare o negare il più possibile le vittime da una possibile matrice islamica,che sembra corrispondere ad un vero e proprio disegno politico . Affinché passi tutto più facilmente nell'oblio, se viene da quella matrice, per infangare il meno possibile il suo " buon nome ".

Blek

12 settembre 2026 16:14

E di questa mattina la notizia che lo stragista di Modena avrebbe registrato 2 video jihadista il 15 maggio e due il giorno stesso della strage. Tutto normale per un pazzo islamico? Ebbene si,secondo la logica terroristica che qualcuno però in Italia, tra chi indaga giudica o fa' perizie, stenta assai a comprendere. Chissà perché mah.

Blek

12 settembre 2026 16:25

In realtà questi fatti non sono prove sufficienti. Bisogna far riferimento ai meccanismi specifici dell'islam, tra cui le fonti sacre, quindi ad una tradizione comportamentale confermata negli anni che vede anche la stesura di una sorta di testamento del terrorista, come fece Atta,il terrorista delle torri gemelle in Afghanistan.