Aristide Cavalli e il tentativo di rinascita della liuteria cremonese moderna
La vicenda di Aristide Cavalli rappresenta uno dei capitoli meno conosciuti ma più significativi della storia della liuteria cremonese tra Otto e Novecento. Libraio, imprenditore, musicista e liutaio, Cavalli tentò di conciliare la tradizione artigianale con le esigenze della produzione moderna, promuovendo un originale progetto di rilancio della scuola cremonese attraverso l’Officina di Liuteria Artistica Claudio Monteverdi. Attraverso il sodalizio con Gian Francesco Poli, la creazione di attività industriali innovative e la formazione di nuove generazioni di artigiani, Cavalli contribuì a mantenere viva la cultura violinistica cittadina in un momento di profonda trasformazione economica e produttiva, anticipando alcuni degli sviluppi che avrebbero portato, pochi anni dopo, alla nascita della moderna scuola internazionale di liuteria.
Fabrizio Loffi delinea nel suo articolo i contorni di una figura quantomai carattarestica, eccone un estratto.
Aristide Cavalli fu uno dei liutai meno conosciuti che lavorarono a Cremona dopo la morte di Enrico Ceruti, ed una delle figure più interessanti di inizio Novecento. Ricordato soprattutto per le spiccate doti imprenditoriali, nacque a Oneglia nel 1856 da genitori piemontesi, ma le sue origini sono schiettamente cremonesi. Il nonno Giovanni Battista, infatti, gestiva una piccola libreria posta sotto un arco murato della Bertazzola di fianco al Battistero ed addossata al Duomo. Il padre, Savino, aveva frequentato la scuola, preso lezioni di pianoforte e d'organo e nel 1845, una volta conseguito il diploma, per la sua abilità era divenuto organista della Cattedrale. Per le sue simpatie rivoluzionarie e patriottiche a vent'anni, aiutato da amici fidati, si era rifugiato ad Alessandria nel Regno Sabaudo per evitare il servizio militare sotto l'Austria. A 27 anni aveva sposato una ragazza del luogo, Matilde Pagnini, ma, pochi anni dopo la nascita dei due figli, Aristide e Guglielmo, era morto improvvisamente nel 1860 a soli 45 anni. La giovane vedova con la prole era partita in diligenza alla volta di Cremona, accolta nella casa della cognata Costanza Cavalli, in piazza Piccola (oggi Piazza Stradivari), il 30 aprile 1861. [...]
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