15 luglio 2024

Lo storico Luigi Dossena: "Pure io ho contribuito a salvare il Velodromo. E ho pensato al museo del ciclismo"

"Silvio Martinello, ex campione del mondo su pista, nel 2006 raccontò al sottoscritto, all'onorevole Lamberto Grillotti e all'assessore allo sport di quei tempi  Miranda Maini che le decisioni sull'abbattimento del velodromo erano già state prese e che nessuno l'avrebbe più salvato. Dopo averlo ascoltato, mi alzai e dissi a Martinello che il velodromo non sarebbe stato abbattuto e me ne andai.

Mi diedi da fare e a Crema arrivò il vice ministro Elidio De Paoli, sottosegretario allo sport, il quale presentò un esposto alla Soprintendenza di Milano competente per il settore sportivo. Mossa indovinata, la soprintendenza annullò il contratto di vendita, restituendo la pista al Coni. Il resto è storia nota. Conservo foto e documenti ad avvalorare questa ricostruzione".

Così parlò lo storico Luigi Dossena, ex politico, leghista di razza, bossiano romantico e, appassionato di ciclismo, impegnato in passato nelle operazioni che hanno salvato la pista ciclistica Cremasca dall'operazione immobiliare cui sembrava destinata.

Luigi Dossena da tempo tra l'altro sta raccogliendo cimeli, tra i quali la bicicletta di Fausto Coppi, da destinare a un museo, speciale, dedicato al ciclismo su pista. E quanto ha raccolto merita uno spazio nel Velodromo riaperto, riapertura appunto resa possibile, anche dalle iniziative di Luigi da Crema. 

 


© RIPRODUZIONE RISERVATA




commenti