1 gennaio 2022

Dall'archivio storico dell'Istituto Luce spunta un film muto con le riprese più vecchie di Cremona in occasione di una fiera al foro boario

L'arzillo ciclista segue la macchina delle autorità sfidando con preciso equilibrio le corsie dei tram e la folla assiepata a bordo strada, le signorine superano una sorta di sorridente e mal celata timidezza sfoggiando, oltre la piccola tesa del cappellino cloche che era di moda negli anni '20, sguardi rapidi verso la telecamera, nelle strade la festa è totale, tra bandiere, cappelli agitati al vento, guanti bianchi, frac o tight lucidissimi e cortei di cittadini in parata. Ormai sono passati 100 anni da quei momenti, giorni con un sole di tarda estate che annunciavano l'arrivo del ministro Belluzzo in città per l'inaugurazione della mostra agricola zootecnica. La città di Cremona è in festa, una festa non nata da tradizioni locali ma legata al mondo del lavoro della Pianura Padana e che offre a Cremona l'opportunità per mettersi in mostra davanti a tutta Italia. Nonostante il bianco e nero della pellicola appare chiaro che i colori di alcuni edifici oggi sono diversi, anche alcune strutture odierne sono cambiate o addirittura sparite, seguendo quel “nuovo corso” di ricostruzione cominciato dopo la Prima guerra mondiale e continuato con l'arrivo del fascismo. Le impalcature fanno intravedere quel “nuovo corso” che avrebbe cambiato il profilo di buona parte della città, ma le strade del centro lucide come argenteria e le rotaie dei tram sono onnipresenti, i marciapiedi vengono riempiti da una folla immensa e da manifestanti di tutti i generi. Oltre alla propaganda di regime in grado di far vedere solo il meglio di una città in festa (con la Camera di Commercio in via Beltrami), la Cremona di allora appare diversa, come è anche giusto che sia a distanza di un secolo, da quella odierna, diversa non solo negli edifici ma anche nella partecipazione ad una giornata dedicata ai festeggiamenti. I cremonesi non faticheranno a riconoscere i luoghi di oggi (la sfilata in via Palestro ad esempio) in quel filmato datato 1927 o 1928, forse faranno più fatica a riconoscere come quei luoghi vengono vissuti oggi e come venivano vissuti dalla cittadinanza di allora.

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Marco Bragazzi


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