L'unico giardino pensile di Cremona? Abbandonato, senza manutenzione, con i muri del XII secolo puntellati. Aggregato alla scuola Vida, era l'antico "viridarium" del convento di San Lorenzo
E' un autentico gioiello della città, l'unico giardino pensile di Cremona. Purtroppo è nelle condizioni che le fotografie di Francesco Sessa mostrano. Non curato e non utilizzato, con il muro perimetrale esterno puntellato ormai da decenni, con le promesse di aprirlo ai cittadini restate lettera morta. E' l'antico "viridarium" del convento benedettino di San Lorenzo la cui fondazione risale addirittura al 989, attualmente aggregato allo spazio della Scuola Media Vida e visible da via XX settembre. Ebbene dopo gli interventi con finanziamenti regionali di alcuni anni fa per il ripristino dei passaggi, la semina di essenze, il progetto farfalle, la possibilità di birdwatching urbano e altro grazie anche ai volontari dell'Associazione Rinascimento Cremona e al Museo di Storia Naturale, tutto è ripiombato nel dimenticatoio.
Ma, secondo quanto segnalano alcuni residenti, torna anche a preoccupare lo stato dell'antico muro del XII secolo perennemente puntellato. Perchè non farne uno spazio aperto alla città? Tra l'altro, al di là delle promesse delle ultime amministrazioni, in occasione della campagna elettorale del centrodestra del 2017, l'architetto Fasani preparò un progetto di recupero degli spazi e della antica muratura.
Nelle fotografie di Francesco Sessa Ventura l'immagine aerea del giardino pensile, il pessimo stato dei muri esterni e il progetto di recupero dell'architetto Fasani.
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commenti
Anna Maccabelli
17 novembre 2025 12:09
Non sprechiamo i gioielli che abbiamo, soprattutto se si tratta del verde, sempre piu' prezioso nell'ambiente degradato nel quale viviamo. Se si tratta di un'eredita' storica, poi, motivo in piu' per averne cura.
Anna L. Maramotti Politi
17 novembre 2025 16:32
Da bambina ho giocato in quel giardino. Ciò però che mi induce a scrivere non è un ricordo personale ormai lontano nel tempo, ma l'attualità di una presenza storica nella nostra Città. I manufatti realizzati, anche molti secoli fa, sono a noi contermporanei: coesistono con noi. Se la memoria storica, talvolta si confonde con il ricordo o con le testimonianze archivistiche, le architetture sono presenze, sono testimonianze tangibili. La memoria, se pur denuncia i segni di un invecchiamento,, costiutisce di per sè una realtà a noi coeva.
E' quindi doveroso chiedersi come lasciarne eredità a chi verrà dopo di noi. Gli edifici solitamente hanno un tempo più lungo di quello dell'esistenza umana. E' fatta a noi obbligo la loro conservazione con interventi "q.b." (quanto basta come sostiene l'architetto Ermentini). Ciò comporta renderli pienamente fruibili sia in quanto menzionano il loro passato sia in quanto sono presenze attuali. Sono presenze identitarie di Cremona. La città consta della sua sedimentazione storica.
L'eccezionalità poi del "viridiarium" del convento di S. Lorenzo obbliga ad una riflessione che tenga conto di un uso appropriato del sito e, al contempo, di una sua conoscenza che ne dia testimonianza corretta e un mantenimento "in essere" che ne mantenga l'identità.
Heartbreak
18 novembre 2025 06:28
Che riflessione di buon senso.
marco
18 novembre 2025 06:56
Questo si che è ragionare.Grazie!
Gabriella
18 novembre 2025 10:10
Siamo alle solite incurie e irresponsabilità delle varie amministrazioni. Continuando così il nostro passato storico non esisterà più. Facciamoci un bel supermercato!!!