16 dicembre 2023

Presentato in Biblioteca il 64° volume degli Annali “Erbe e alambicchi in convento, un ricettario farmaceutico cremonese del XVII secolo” di Fabrizio Loffi

Grande partecipazione di pubblico questa mattina nella sala conferenze “Virginia Carini Dainotti” della Biblioteca statale in occasione della presentazione del 64° volume degli “Annali della Biblioteca”. Quest’anno si tratta di una monografia, frutto di uno studio di Fabrizio Loffi su un manoscritto appartenente al prezioso patrimonio antico dell’istituto cittadino, il manoscritto civ. AA.5.53 proveniente dalla collezione del medico cremonese Francesco Robolotti. “Erbe e alambicchi in convento, un ricettario farmaceutico cremonese del XVII secolo” è il titolo del volume presentato dall’autore, coadiuvato dal dottor Alberto Leggeri, che ne ha curato la prefazione, e dal contributo della naturalista e docente alla facoltà di agraria di Piacenza Maria Cristina Bertonazzi. Ad introdurre gli ospiti la direttrice della Biblioteca Statale Raffaella Barbierato, responsabile della collana, che ha evidenziato come questo lavoro si collochi a pieno titolo nella tradizione degli Annali, che dagli anni quaranta del secolo scorso vogliono valorizzare e promuovere il patrimonio librario di cui è dotata la Biblioteca Statale di Cremona. Il ricettario, come ha messo in evidenza il dottor Alberto Leggeri, è un vero e proprio prontuario utilizzato da padre Marco, frate cappuccino cremonese, per curare i propri confratelli e la popolazione residente nei pressi del convento ed in questo è un vero e proprio specchio delle capacità e delle conoscenze farmacologiche del suo autore. Fra Marco da Cremona compila il proprio ricettario farmaceutico personale tra il 1641 ed il 1657 attingendo sia all'esperienza maturata nel convento dei Padri Cappuccini, che ai principali testi farmacologici del suo tempo ed alla farmacia popolare. Fra Marco utilizza circa 350 erbe per la preparazione sia di farmaci officinali, confezionati nel proprio laboratorio, che farmaci magistrali, realizzati su precisa ordinazione medica, derivati in gran parte dalle farmacopee esistenti dove, accanto ad antichi rimedi come la teriaca, o l'unguento degli apostoli, compaiono nuovi semplici importati dal Nuovo Mondo. Il frate cappuccino, che nel convento svolgeva le funzioni di speziale, mostra di fare uso di tutti i nuovi strumenti che ha a disposizione, tra cui vasi, boccali, bilance, spatole, mortai e torchi; conosce la metodica di preparazione dei prodotti e sa pestare, lavare, infondere, cuocere, distillare e comporre bene ogni erba, di cui valuta il periodo di giusta maturazione e il tempo della raccolta, il giusto essiccamento e i metodi di conservazione. Le proprietà delle erbe utilizzate nel ricettario sono state illustrate da Maria Cristina Bertonazzi con dovizia di particolari ed immagini. Resta da chiedersi se anche noi, uomini e donne moderni, potremmo fare lo stesso uso delle erbe descritto da fra Marco per curarci in modo naturale. Il consiglio è quello di non provarci, in quanto i dosaggi e l’utilizzo delle erbe spiegati del Ricettario farmaceutico, sono infatti adatti a curare patologie e disturbi di quel tempo, le erbe officinali contengono probabilmente principi attivi in concentrazioni differenti dalle attuali e sono cambiati anche i destinatari dei medicamenti, dotati di anticorpi diversi dai nostri. Il prontuario di ricette di fra Marco costituisce tuttavia un documento interessantissimo ed unico per capire quali fossero le patologie più diffuse del tempo, il modo utilizzato nel curarle e scoprirne le cause. Il volume degli Annali, distribuito gratuitamente ai partecipanti all’incontro, è andato ben presto esaurito, ma nei prossimi giorni saranno disponibili altre copie per chiunque fosse interessato.


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