2 febbraio 2026

31 gennaio, sabato sera: la città è vuota, una tabula rasa senza eventi, gente e socialità

La sera del 31 gennaio spedisco al direttore di Cremonasera e a qualche amico le fotografie, fatte alle 21.15, di una Cremona che sembra appena uscita da un'apocalisse degno di un film hollywoodiano. Non piove, come specifico nel messaggio, eppure la città è una sorta di tabula rasa dal punto di vista della aggregazione sociale e da eventi di qualsiasi natura.

Nella mia passeggiata in centro di circa 30 minuti nell'ultimo giorno di gennaio incrocio solo da una ragazza sui 25 anni in bicicletta che mi chiede 10 euro per fare benzina. Non ricordo biciclette a pedali che necessitino di benzina e, comunque, non ho neanche il portafogli con me per cui passo la mano. La ragazza mi ringrazia lo stesso e continua la sua pedalata verso Corso Campi. Sempre su Cremonasera Matteo Tomasoni, con le eccellenti fotografie di Mino Boiocchi, racconta brevemente, ma con la necessaria schiettezza, del degrado, perfettamente visibile, di diversi – se non ormai quasi tutti – luoghi cittadini.

La enorme differenza tra la Cremona odierna e quella a colori presentata da Tomasoni non mi stupisce neanche più, ho ormai fatto il callo a determinate situazioni, ma ciò che dovrebbe colpire è l'immobilismo che si manifesta davanti a determinate evidenze. Matteo, lo chiamo per nome anche se non ci conosciamo e spero che non si offenda, ragiona sul fatto che non vi è traccia di una inversione di rotta per cercare di riportare il vascello cittadino fuori dalle acque tumultuose tra le quali sta cercando di navigare. Ha perfettamente ragione, senza dubbio, anzi, ha ragione da vendere. Gli acuti per cercare di uscire dalla melassa arrivano dalle piantine “rapite” da qualcheduno, atto di certo esecrabile, ma che ha originato reazioni che poco si addicono rispetto a quello che abbiamo oggi e al fatto che quei colori e quelle manutenzioni andavano ben oltre il sequestro da trapianto di qualche piantina. I pruriti da pollice verde di un cittadino ai danni della collettività sono da criticare senza ombra di dubbio, il degradante disastro sociale e quello in materia di manutenzioni sembrano, invece, scivolare via senza acuti di nessun tipo.

Nella fremente attesa di una qualche festa da pubblicare come il punto di svolta per la vita, e la vivibilità, cittadina la città sembra voler allontanarsi, o viene allontanata, sempre di più da quella sorta di bozzolo che dovrebbe aprirsi ai cittadini per rendere un minimo piacevole la vita quotidiana. Ti aspetti il colpo di coda invece della solita rassegna stampa dedicata ad eventi che ormai sono compassati ma sui quali alcuni puntano “per percepire turisti”, speri di vedere scelte che possano tornare a rendere vivibili quei luoghi storicamente dedicati alla aggregazione, cerchi quel piccolo sprazzo di lucidità che non parli delle piantine ma che si confronti con temi ben più delicati. No, qui tutto tace. Nel notturno silenzio di piazza Stradivari interrotto solo da un taxi che la attraversa mi sembra di vivere in una sorta di realtà parallela dove, banalmente, quello che mi appare davanti agli occhi sembra non presentarsi davanti alle pupille di altre persone. Il fatto di dover fotografare il centro città poco dopo le 9 di sera per far capire cosa vi sia - praticamente il nulla - è qualcosa di inquietante, di allucinante nei termini e nei modi in cui una città di presenta davanti agli occhi dei propri cittadini. Il degrado parte spesso dal fatto di non voler osservare cosa ci circonda e come quello che ci circonda possa venire valorizzato e reso parte integrante della vita quotidiana, sembra quasi una scelta che poi verrà compensata e sorvolata con i soliti 8 o 9 giorni di un evento sul quale sembrano doversi scontrare gli altri 350 giorni di un anno.

La ragazza parte pedalando verso corso Campi, il taxista si muove lentamente nella piazza vuota, altro non mi si manifesta davanti agli occhi di quel sabato sera, quasi come se fosse scontato che la vita sociale di una città debba essere quella del 31 gennaio.

Marco Bragazzi


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commenti


Tommaso

2 febbraio 2026 06:30

Cremona è così tutte le sere della settimana. Sabato compreso. Quale novità?
È una città ottima per la terza età, ed anche per la quarta.

Pasquale

2 febbraio 2026 11:22

Infatti in Piazza Roma aprirà tra poco Arca (Associazione Ricreativo Culturale Anziani). Finalmente un po' di vita! 🤲🤲🤲

Gianluca

2 febbraio 2026 13:29

Perché pensi che dopo le 7 di sera sia ancora aperto, o che ci vada qualcuno?

Bloody Mary

2 febbraio 2026 07:39

Come si può confrontare la città degli anni '80, per esempio, con quella di adesso, con le trasformazioni che sono avvenute (e che qui arrivano con qualche anno di ritardo...) nella società a livello mondiale? E di grazia cosa dovrebbe esserci alle 21 di sera di un sabato invernale (che per altro non è spoglio di qualsiasi evento, solo per citarne uno: il primo concerto della stagione al teatro Ponchielli)? Non è che magari le persone (i ggggiovani, in particolare) escono ben dopo le 21? E poi invece di criticare a vuoto e stracciarsi le vesti per quello che non c'è, per prima cosa cercare di pubblicizzare in modo coerente ed efficace quello che viene fatto? Perchè non è vero che a Cremona non viene fatto niente, caso mai viene fatto male e pubblicizzato peggio. E non è una questione di età, il problema caso mai è che con la tecnica della rana bollita si è (o meglio, "hanno") provveduto a sostituire ogni spazio di aggregazione, pubblico e libero o privato, con bar e il vuoto pneumatico, anche mentale se devo leggere (su altra testata) che quello che manca per i ragazzi è il karaoke. Che, volendo, ognuno può organizzare in autonomia, se ha un minimo di vita sociale attiva (e non solo "social"), senza bisogno che qualcuno (altro) lo organizzi e lo spacci come "evento culturale".
Meno lamentele e più proposte, magari qualcosa che vada oltre il solito djset....

Lamonicca

2 febbraio 2026 12:34

Assolutamente d’accordo con Bloody Mary

Celin

2 febbraio 2026 08:35

La ragazza in bici che chiede i soldi per la benzina l' ho trovata alcuni giorni fa su viale Po

Gianluca

2 febbraio 2026 09:09

Il nulla cosmico.

Antonella

2 febbraio 2026 11:46

Per forza.... Con quello che succede in giro chi si muove

Stefano

2 febbraio 2026 12:01

La cosa che più mi colpisce è la bicicletta a benzina. Dopo le bici elettriche dalla Cina meno male che ora sono arrivate quelle a benzina, per non inquinare spero, mi pare dalla Tasmania. A quando quelle a metano dalla Corea del nord?

Daniele Buttafava

2 febbraio 2026 14:10

Il "Sabato del Villaggio" caro Marco Bragazzi. Ironia a parte, anche le comuni giornate settimanali ci inducono a riflettere su un senso di abbandono ormai consolidato.

Giuseppe

2 febbraio 2026 15:36

Il declino del centro è iniziato 50 anni fa, creando un'isola pedonale di dimensioni abnormi, eccessive, soffocando ,anno dopo anno, tutta la vitalità esistente.

Junior

2 febbraio 2026 20:29

È tutto vero, d'altronde è la città che molti vogliono,dormiente,in cui gli unici rumori consentiti sono quelli del traffico, e se ci si azzarda a divertirsi in qualsiasi modo che non sia silenzioso, si bolla subito come schiamazzo.Difficile che cambi la situazione,ci vorrebbe una tolleranza verso il divertimento a cui non siamo abituati. Infine penso che anche certi fatti violenti avvenuti in città disincentivino la socializzazione in presenza, eppure sarebbe il modo migliore per tenere lontano certa feccia, riempire la città di musica e colori. Al momento utopico,ma non impossibile.