L'Angelo-Meloni e la Madonna del fiume -"Celestina del Fagiano" nel paese di don Camillo
A volte ritornano, è una sorta di mantra che, ben spesso, funziona. Eccome. Nella basilica di San Lorenzo in Lucina, a Roma, spunta un angelo con il viso di Giorgia Meloni e insorgono i piddini: come può un angelo essere di destra? La presidente del Consiglio si schermisce, dicendo di non somigliare affatto a un angelo. Accadeva lo stesso, per quanto in modalità “politica” assolutamente opposta, al paese di don Camillo, quando il giovane pittore “scritturato” dal pretone guareschiano dipinge la “Madonna del fiume” con il volto della “Celestina del Fagiano”, ragazza che gestisce un’osteria ma, soprattutto, una delle più scalmanate agit-prop comuniste del paese, per di più scomunicata. Va da sé che don Camillo si scandalizzi e accusi l’incolpevole affrescatore. Dopo, però, che i benpensanti del paese abbiano altrettanto stigmatizzata l’immagine “blasfema” della Vergine, la stessa Celestina, vedendo la bellezza del dipinto, si commuove, “fa ciò che deve” per non essere più scomunicata e, alla fine, sposa il pittore. Il giorno del matrimonio, però vedendo il dipinto, la gente non si esime dall’osservare che quella Madonna è troppo bella e la Celestina non le somiglia affatto, con buona pace di tutti. Andrà la Meloni a vedere l’angelo che le somiglia? Finirà la gente per dire che, alla fin fine, quell’angelo divino non ricorda nemmeno lontanamente la presidente del Consiglio. Chissà. La speranza è che, come nel racconto di Guareschi, tutti i salmi, come si suol dire, finiscano in gloria…
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