25 gennaio 2026

Cara Maratonina, non è un addio ma un arrivederci

Cara Maratonina,

ti scrivo perché la notizia, arrivatami dagli amici ancor prima che dai giornali, più che cogliermi di sorpresa, mi ha profondamente addolorato.

Non mi ha sorpreso perché l'emotività che si respirava in quest'ultima edizione e qualche voce sottaciuta si sposavano perfettamente con il Campionato Italiano di Mezza Maratona a lungo inseguito e raggiunto, come la chiusura di un cerchio perfetto.

Da podista mi addolora profondamente perché la mia passione per la corsa, le mie amicizie più care e le emozioni più intense della mia vita hanno te come comune denominatore da tanti anni e per altrettanti ancora.

La mia storia è la storia di centinaia di ragazzi e ragazze di questa città che, edizione dopo edizione, si sono messi in gioco per superare una sfida dall'esito non scontato, con la certezza che, a ogni crisi lungo il percorso, avrebbero trovato il sostegno di un'organizzazione d'eccellenza, il calore dei compagni di squadra e la compagnia di qualche sconosciuto con cui condividere il passo, una volta persi di vista i palloncini colorati dei gruppi dei 'Pacer'.

Abbiamo condiviso la fatica e la gioia in una città pronta ad abbracciarci e spingerci verso il traguardo. Sorrisi, lacrime, abbracci: ne ho visti tanti e tanti li ho impressi in centinaia di scatti.

Sei nata in sordina nel 2002, dal sogno di un piccolo gruppo di podisti cremonesi che ti ha cresciuta con le attenzioni e le paure che si riservano a una creatura amata sopra ogni cosa.

In ventiquattro edizioni sei diventata un appuntamento unico e irrinunciabile per migliaia di podisti cremonesi, sei stata l'occasione giusta per accompagnare un amico, per ricordarne un altro di cui portavi il nome sulla maglietta, per esaudire il sogno di chi è costretto su una carrozzina, per tagliare il traguardo mano nella mano con un figlio, per dimostrare a se stessi che ce la si poteva fare, che la vita è una maratona da vivere e condividere chilometro dopo chilometro fino al traguardo finale.

Per qualcuno è finita lì, per molti altri è stata la prima di tante: e giù a macinare chilometri in gare prestigiose, ma nulla da eguagliare a un arrivo così emozionante: una salita, quella di via Sicardo, che ti chiede pegno delle ultime energie, per poi aprirsi a quello che per noi podisti cremonesi è e sarà sempre lo spettacolo più bello del mondo, l'arrivo in piazza Duomo all'ombra del nostro Torrazzo.

Così, di fronte ai tantissimi podisti arrivati da ogni parte d'Italia, ci hai resi orgogliosi delle nostre origini, dei nostri valori e dei colori che ci rappresentano e che ti rappresentano.

Solo la pandemia è riuscita a fermarti. In un momento in cui il traguardo sembrava irraggiungibile, in mezzo a tanta sofferenza che pareva insostenibile, il legame con la città si è fatto indissolubile: gli organizzatori e i gruppi podistici si sono stretti attorno a Cremona con donazioni e iniziative di immenso valore umano.

Sarebbe stato meraviglioso poterci riabbracciare immediatamente, ma ci si è stretti attorno al senso di responsabilità verso la città rinviando l'appuntamento.

Una città che all'inizio ti guardava con diffidenza, quasi infastidita da quell'invasione pacifica e colorata, ma che col tempo ha trasformato i dubbi in certezze e la diffidenza in un legame indissolubile, che ti ha permesso di vincere ogni sfida: i cambi di percorso, le partenze, le rivoluzioni logistiche.

Non voglio giudicare le scelte degli organizzatori, a cui va solo un immenso ringraziamento per il lavoro svolto in questi anni, né voglio entrare nel merito della decisione di puntare su una 10 chilometri. Semplicemente si è chiusa una porta e se ne apriranno due.

Quello che sappiamo ad oggi è che la prossima terza domenica di ottobre non ci sarai tu a darci la sveglia. Non ci sarai ad accoglierci in piazza, a osservarci mentre vaghiamo nervosi per le vie del centro fingendo di scaldarci, cercando di placare l'adrenalina prima dello sparo.

Tuttavia, seppur non avendone la certezza, sono convinto che questo non sia un addio. Lo si percepisce nei messaggi di chi ha speso anche solo una parola per te e lo sento nella voce di chi si sta già mobilitando per unire le forze e progettare la tua rinascita, unitamente ai gruppi sportivi cremonesi che sono convinto non faranno mancare il loro sostegno, alle istituzioni e ai cittadini che non mancheranno di farti sentire il loro calore.

Cara Maratonina, preparati: c'è un'altra sfida da affrontare, un altro traguardo da raggiungere.

A presto, Maratonina.

La tua Cremona.

Daniele Gazzaniga


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