20 gennaio 2026

Cremonese, 'avanti piano': un errore privarsi di Johnsen e Vazquez. Moumbagna Sarmiento e Sanabria acquisti che non pagano

Il pareggio di ieri sera allo Zini tra Cremonese e Verona e una prestazione con più ombre che luce dei grigiorossi, restituisce l'immagine di una squadra che, in questo momento, sembra giocare con il freno a mano tirato più per il timore di sbagliare, che il coraggio di volerci provare.

Un centrocampo che gira in folle. Nonostante si trovasse di fronte alla retroguardia più fragile del torneo, la compagine grigiorossa è riuscita a produrre un’unica conclusione verso lo specchio della porta, scoccata peraltro da un centrocampista. È un dato che fotografa le attuali difficoltà di un reparto mediano che fatica strutturalmente a fornire un contributo in termini di palle gol agli attaccanti e men che meno in termini di realizzazione, visto che la squadra non ha tiratori efficaci.

Verona coraggioso, difesa rocciosa, Audero salvifico. Al contrario, il Verona è sceso sul prato dello Zini con il coraggio di chi non ha nulla da perdere, accettando il rischio di esporsi ai contropiedi pur di cercare il bottino pieno. La Cremonese si è limitata a una faticosa opera di contenimento, riuscita grazie soprattutto alla straordinaria serata di Emil Audero, autentico baluardo capace di sventare quattro nitide occasioni da rete degli ospiti e di preservare un pareggio che mantiene comunque un margine vitale sulla zona retrocessione, ma che obiettivamente non è sicuramente in linea alle aspettative dei tifosi, ma anche di Davide Nicola, che ieri ha seguito la partita dalla tribuna, con Barone a dirigere la squadra in campo.

Piena fiducia a Davide Nicola, ma deve chiedere di più alla squadra. In sala stampa, Davide Nicola ha indossato i panni del pompiere, definendo il punto odierno come un risultato "guadagnato" in una partita dominata dalla tensione emotiva. Il tecnico ha spiegato come, dopo alcune pesanti battute d'arresto, la priorità fosse ridare solidità e certezze psicologiche al gruppo, accettando anche una prova meno brillante sul piano estetico. Nicola ha sottolineato la necessità di "saper soffrire" in questa fase del campionato, elogiando la compattezza dei suoi nel finale di gara, pur riconoscendo che la manovra risente inevitabilmente della posta in palio altissima. Per l'allenatore, muovere la classifica per la seconda volta consecutiva contro una diretta concorrente è un segnale di resilienza che non va sottovalutato, in attesa di recuperare quella brillantezza necessaria per affrontare la difficile trasferta di Sassuolo.

Mercato: tanti dubbi, ma una sola certezza, la necessità di una sterzata qualitativa. La sessione invernale deve rappresentare lo spartiacque per le ambizioni salvezza della Cremonese. È evidente la necessità di rinforzare la rosa con almeno un innesto di esperienza e caratura per ogni reparto, correggendo rotazioni che finora non hanno pagato. Giocatori come Sanabria, Moumbagna e Sarmiento, apparsi lontani da una reale integrazione nel tessuto tecnico e caratteriale grigiorosso, potrebbero lasciare spazio a profili più funzionali. Al contempo la gestione di Vazquez e Johnsen, ieri ancora relegati al ruolo di panchinari, richiede una riflessione profonda: nonostante i limiti mostrati, al momento restano gli unici interpreti capaci di garantire un salto di qualità a livello qualitativo e reattivo, fondamentali per accendere la luce a centrocampo. Rinunciare alla loro qualità in un momento così delicato appare un lusso che questa Cremonese non può permettersi, se vuole affrontare la seconda parte di stagione con le armi necessarie per centrare l'obiettivo.

In un campionato dove il margine d'errore si assottiglia giornata dopo giornata, il punto ottenuto contro il Verona è un bicchiere mezzo pieno solo se letto in ottica continuità. Tuttavia, per tornare a navigare in acque sicure, la Cremonese dovrà ritrovare al più presto il coraggio, la consapevolezza e la determinazione smarrita, perché di sola sofferenza si rischia di non arrivare al traguardo.


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