Il primo ‘quadrimestre grigiorosso’ è positivo: la squadra apprende e si applica, ma con qualche distrazione. “L’intervallo di mercato” fondamentale per ritrovareenergie per arrivare all’esame finale
Il ritorno nel massimo campionato dopo due stagioni di purgatorio ha riacceso il sacro fuoco dell’entusiasmo allo "Zini", ma il giro di boa del torneo 2025/26 impone un bilancio che sia, al contempo, lucido e realistico. Il tredicesimo posto attuale, con un bottino di 22 punti, fotografa una prima parte di stagione decisamente al di sopra delle aspettative della vigilia. Resta, tuttavia, un pizzico di amaro in bocca per i recenti passi falsi negli scontri diretti contro Torino, Fiorentina e Cagliari: sfide in cui la compagine grigiorossa, pur lottando, ha palesato limiti tecnici e caratteriali, soffrendo maledettamente l'aggressività di avversari forse meno dotati tecnicamente di squadre di alta classifica, ma estremamente "tignosi".
Un avvio premonitore: luci grigiorosse a San Siro. L’incipit del campionato è stato un autentico crescendo ‘grigio-rossiniano'. Il punto più alto è stato toccato il 23 agosto, quando una Cremonese corsara ha espugnato la "Scala del Calcio", battendo il Milan e infiammando una tifoseria che ha iniziato a sognare in grande. Quella vittoria, unita all'esordio interno col Sassuolo e ai preziosi pareggi contro corazzate come Atalanta e Udinese, oltre ai blitz di Genova e Bologna, ha permesso agli uomini di Nicola di accumulare un tesoretto di punti vitale. In quella fase, la squadra ha approcciato la categoria con una consapevolezza feroce, muovendosi in campo con la sicurezza di una veterana.
Il calo: l’infermeria e la fine dell’effetto sorpresa. Novembre un mese di sovraffollamento per l’infermeria grigiorossa, limitando drasticamente le rotazioni di Davide Nicola, tanto da spingere la società al reintegro forzato di Valoti. Parallelamente, l’effetto sorpresa è svanito: le avversarie hanno iniziato a prendere le contromisure al gioco del tecnico piemontese. Nicola, non è un esteta del rettangolo verde, bensì un condottiero abituato a governare la nave tra i flutti della tempesta. Se la Cremo è ancora in linea con l'obiettivo, il merito è della sua impronta caratteriale: una squadra che non molla mai la presa, nonostante le recenti turbolenze.
Tra i pali: una porta chiusa a “doppia mandata”. La retroguardia è partita da una certezza granitica: Emil Audero. L'estremo difensore ha protetto i legni con interventi prodigiosi, specialmente nelle prime giornate, infondendo sicurezza a tutto il pacchetto arretrato. Quando un infortunio lo ha costretto ai box, ci ha pensato l'esperienza di Silvestri a non farne rimpiangere l'assenza, confermando che la porta grigiorossa è difesa da una gerarchia chiara e di alto profilo.
La retroguardia: muscoli, sorprese e conferme.
Il reparto difensivo ha trovato in Baschirotto un autentico "gladiatore": l’ex Lecce ha dominato l’area con una fisicità straripante, trovando pure il guizzo vincente in proiezione offensiva. Accanto a lui, la sorpresa più lieta risponde al nome di Terracciano, "braccetto" moderno e letale sulle palle inattive. Capitan Bianchetti, pur soffrendo a tratti il cambio di categoria, si è messo a totale disposizione con la solita abnegazione. Se Pezzella a sinistra ha badato più alla sostanza che al ricamo, a destra Barbieri ha confermato i progressi dello scorso anno. Note di merito anche per i giovani Floriani Mussolini e Folino, mentre si attende ancora la definitiva esplosione del talento di Faye.
La diga di mezzo: ha retto l’urto, subendo l’impatto. Il centrocampo, motore pulsante dell’assetto di Nicola, ha vissuto una metamorfosi altalenante. Dopo un inizio in sordina, Bondo si è imposto come l’equilibratore della mediana, pur con qualche sbavatura di gioventù. L'argentino Payero ha messo muscoli e garra al servizio della causa, rivelandosi l'alter ego perfetto di Collocolo. Luci e ombre per Vandeputte: positivo nel ruolo di play, ma attualmente in fase di appannamento. Se Zerbin ha convinto per la capacità di reinventarsi mezzala d'inserimento, Grassi è stato frenato dagli acciacchi, risultando prezioso in copertura ma poco incisivo nella fase di spinta. Resta, infine, l'enigma Sarmiento: un talento che fatica a trovare collocazione nello scacchiere tattico del mister e che pare destinato a lasciare la ‘nave grigiorossa’ in questa sessione di mercato.
L’attacco: “tanta roba”, ma qualche dubbio. In avanti, le luci della ribalta sono tutte per Federico Bonazzoli, non solo terminale offensivo ma vero "regista avanzato". La sua intesa con Jamie Vardy — 10 reti per la coppia grigiorossa — è l'immagine da copertina della stagione: l'eterno attaccante inglese ha risposto ai dubbi sull'anagrafe con una ferocia agonistica d'altri tempi. Le note dolenti arrivano dalle retrovie: Sanabria, l'acquisto più oneroso, è finora l'oggetto misterioso del mercato, così come Moumbagna, troppo spesso frenato dai guai fisici. Johnsen ha inciso poco, mentre il "Mudo" Vazquez, pur restando un fuoriclasse del tocco, pare ormai ai margini di un progetto tecnico in cui non trova l’adatta collocazione.
La pagella del primo quadrimestre: 6.5 abbondante. Il voto globale è un 6.5 pieno. Un giudizio che tiene conto dell'ottima partenza che aveva forse illuso l'ambiente, portandolo a guardare troppo in alto. La realtà dice che la salvezza va conquistata in un "mini-campionato" di sei o sette squadre. Per scacciare i fantasmi delle ultime sconfitte, basta però guardare gli annali: questa Cremonese è lontana anni luce dai tormenti della stagione 2022/23.
Palla a Giacchetta: servono innesti mirati. Ora la sfida si sposta dietro la scrivania. Il Direttore Sportivo Simone Giacchetta, dopo un mercato estivo di alto livello, è chiamato agli straordinari nella sessione di gennaio, una sessione complicata e spesso arida di contenuti importanti. Non servono rivoluzioni, ma chirurgia mirata: un rinforzo in difesa per sopperire al peso dei cartellini, un innesto di qualità in mediana e un'alternativa affidabile là davanti. Rispetto alla scorsa esperienza in A, la base è solida e l'allenatore ha la fiducia della piazza.
Obiettivo salvezza: il ruggito dello Zini farà la differenza. I 22 punti conquistati sono una base importante, la seconda miglior prestazione della storia grigiorossa in A al giro di boa. Tuttavia, la storia del calcio è piena di crolli verticali dopo andate gloriose. La salvezza è un dovere verso una piazza che non ha mai smesso di soffiare nelle vele della squadra, e cosi dovrà essere fino alla fine. Questa Cremonese deve ora dimostrare di saper riemergere dalle difficoltà, confermandosi come una realtà scomoda per chiunque. La strada verso la permanenza in Serie A è ancora lunga e tortuosa, ma la Cremonese ha dimostrato di avere le carte in regola per restare al tavolo delle grandi. La solidità del gruppo e la tempra di Nicola sono le garanzie migliori per un girone di ritorno da protagonisti.
Allo "Zini", nessuno ha intenzione di smettere di ruggire proprio ora.
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