24 febbraio 2026

Addio Recitarcantando, Corde dell'Anima, Festival di Mezza Estate, Acque Dotte. Cosa resta alla Capitale della Cultura?

Appesa su una parete in un ufficio pubblico cittadino vi è, o forse vi era dato che l'ultima volta in cui l'ho vista è stato qualche anno fa, la foto di un celebre sassofonista, Gerry Mulligan, mentre si esibiva sul palco del teatro Ponchielli. Di chi fosse lo scatto in questione non mi è dato di saperlo, la foto del bravissimo sassofonista era molto interessante e trasmetteva enorme energia anche se, ovviamente, Mulligan non aveva un seguito al pari delle pop star di allora. Mulligan si era esibito all'interno della rassegna Recitarcantando, ero piccolo quando venne inaugurata e adolescente quando venne chiusa ma, per quel poco che posso ricordare, la rassegna aveva saputo coinvolgere persone e luoghi all'insegna di quella cultura che oggi viene buttata sulla tavola prima di qualsiasi portata perché decenni fa, evidentemente, non si sapeva cosa fosse.

Cremonasera ricorda il decennio dedicato a quella manifestazione; le foto di alcuni artisti, delle piazze e dei luoghi davano un valore non solo simbolico a quel progetto che era uno dei pilastri del percorso culturale cittadino ma non solo. La ipotetica candidata come città della Cultura 2029 potrà vantare, nel curriculum da presentare in occasione della singolar tenzone tra luoghi che ambiranno a salire sul trono del 2029, il fatto di aver così tanta cultura da aver chiuso diverse – ed interessanti – manifestazioni dedicate alla musica ma non solo, manifestazioni spesso in collaborazione con altre realtà non soltanto cremonesi. Ne avevamo talmente tanta, di cultura si intende, da poter chiudere senza indugio manifestazioni e kermesse, un po' come il caldo afoso di agosto che fa sperare in qualche raffrescante temporale per togliere quella cappa di calura che a Cremona abbonda. Oltre a Recitarcantando hanno chiuso i battenti, tra le altre, anche Acque Dotte, Le Corde dell'Anima, il Festival di Mezza Estate, nomi di progetti che, in anni ben più recenti che neanche quelli di Gerry Mulligan, hanno trasmesso ma, soprattutto rinnovato, quel concetto di partecipazione ad un percorso culturale ben più ampio del nome stesso. Ma erano robe da vecchi rimbambiti evidentemente, robe dedicate a quelle persone che non sanno cosa sia la cultura dato che, tra interviste e pseudo interviste, il termine cultura finisce in mezzo a qualsiasi frase come una sorta di lasciapassare verso l'Olimpo del 2029. Proprio a quello bisogna puntare, però per farlo non possiamo chiedere l'aiuto dei tedofori e della torcia olimpica dato che sono già passati senza lasciare alcun valido percorso culturale cittadino, a conferma di quella cultura tirata fuori dal cappello in ogni frase ma che spesso non si vede in giro per la città.

Il curriculum da presentare non potrà non considerare, e ci mancherebbe altro, gli eventi culturali odierni ma, soprattutto, andrebbero ripensati quelli passati e ormai spariti anche se la seconda colonna rischia di essere ben più corposa della prima, al limite si potrà sempre puntare sul fatto che “Eravamo bravi ad organizzarli ma poi sono arrivate le zanzare estive a rovinarli”. Come giustificazione è un po' debole ma inserita nel giusto contesto impressionerà la commissione più delle buche nelle strade. L'articolo di Cremonasera che ci riporta a 50 anni fa è pessimo, se paragonato al 2026, perché parla di un percorso nato e sviluppato per offrire ai cittadini uno sformato di idee e di perché cotto alla perfezione e ideale per tutti i gusti a fronte di percorsi odierni che altro non sono che la continua ripetizione di copioni già visti e lasciati a cuocere troppo tempo per poter diventare apprezzabili. Il problema di voler ripartire su una strada che andrà a confrontarsi con altre città sta proprio nel fatto che il bagaglio creato in decenni è stato chiuso e spedito in una destinazione sconosciuta; per ripartire servono idee, persone e motivazioni, servono perché e serve coinvolgere, all'interno della storia cittadina, molte di quelle realtà lasciate a margine, altrimenti non se ne esce. Chissà se in quell'ufficio pubblico è ancora possibile ammirare la foto di Gerry Mulligan, magari è stata sostituita con altro, poi bisognerebbe capire con cosa o con chi e se ne è valsa la pena toglierla.

La foto di Giuseppe Muchetti è di Gerry Mulligan al Ponchielli per Recitarcantando

Marco Bragazzi


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commenti


Laura

24 febbraio 2026 16:47

Ahimè la Città della Cultura 2029 non sarà Cremona... nonostante i 101.260,00 dati a Itinerari Paralleli srl per la costruzione del percorso e per la redazione del progetto finalizzati alla partecipazione alla procedura MIC.
A Cremona, da tempo, mancano nei quadri dirigenti idee, competenze e vitalità.
Chi non sa fare nel piccolo non sa fare neppure nel grande... Cultura 2029 è fuori portata e 100.000 euro che potevano essere destinati a mostre, eventi, concerti cremonesi... sono stati letteralmente regalati alla società di via Giosuè Carducci 32 che, felicissima, ringrazia per il dono ricevuto.
Non sono i soldi che mancano... è la capacità di usarli bene per la città che è assente.

Angela

24 febbraio 2026 19:44

Desidero ricordare che tutta la documentazione relativa al Recitarcantando è stata consegnata all’Archivio di Stato nel 2016 in occasione dei trent’anni dalla chiusura
Per l’occasione fu realizzata una mostra con il materiale e curata da Angela Bellardi e Nicola Arrigoni con un il catalogo in cui si ripercorreva la storia
Perché non informarsi mai?