3 marzo 2026

L'orchestra stabile. L'equivoco di Monteverdi: quando la storia diventa rendita di posizione

Tutti noi che abbiamo una certa età abbiamo impresso nella memoria quel momento magico della prima elementare in cui la maestra passava tra i banchi con il timbro della lettera e lo stampava sulla nostra paginetta. C’era una rassicurante solennità in quel gesto: il segno grafico era lì, perfetto e immutabile, e a noi allievi diligenti non restava che il compito di replicarlo. Riempivamo righe intere cercando di imitare quel calco, convinti che l’eccellenza risiedesse nella fedeltà della copia. Era l’addestramento al ricalco, un esercizio di disciplina in cui l’atto creativo era non solo assente, ma formalmente scoraggiato.

Crescendo, si spererebbe di abbandonare quell’utile esercizio per abbracciare la complessità del pensiero critico. Eppure, osservando il dibattito che in questi giorni anima la stampa locale intorno alla creazione di un’orchestra stabile a Cremona, si ha l’impressione che qualcuno sia rimasto fermo a quel banco di scuola. L’idea che, essendo Cremona la città di Monteverdi, l’unica orchestra possibile debba essere barocca, riporta in mente quel timbro d’antan: un modello predefinito da ricalcare pigramente, nella convinzione che basti ricamare su un nome illustre per fare cultura.

Siamo di fronte a un evidente endorsement verso posizioni affini a quel decadimento che caratterizza il pensiero neoliberista applicato all’intelletto: l’ossessione di mettere a reddito l’esistente. 

Non si investe sull'invenzione e la ricerca, ma sullo sfruttamento intensivo del giacimento. Svariati spunti possono essere utili all’uopo: i natali di un compositore, altre eventuali ricorrenze del calendario, i brand storici già consolidati: a turno ognuno di questi ‘pretesti’ è trasformato in una sorta di "monocultura" dello spirito. Il motore primario della programmazione culturale dovrebbe però essere la curiosità, un atto vitale che genera oggetti nuovi, che siano convegni che interrogano il presente, orchestre che sfidano il futuro, o pubblicazioni che gettano luce sul passato. Fare cultura non può ridursi solamente al semplice gesto di timbrare il cartellino della storia, spremendo fino all’ultima goccia le solite quattro idee trite e ritrite per pura comodità gestionale.

In questo scenario di orizzonti ristretti, non passa inosservata la solerzia di certi soggetti. Ricordano l’immagine, opportunamente agricola, degli stormi di piccioni che planano azzuffandosi sul pugno di mais, appena questo viene sparso al suolo. Nel momento in cui si intravede all’orizzonte un finanziamento pubblico, una posta di bilancio già stanziata o un bando di qualsivoglia origine, ecco che il dibattito si infiamma di proposte che sembrano scritte apposta per intercettare quel chicco, più che per elevare il livello della proposta culturale della città. Si corre dove ci sono i soldi, mascherando con il mantello della tradizione quella che è, in realtà, una semplice operazione di marketing culturale.

È un peccato che la discussione pubblica si abbassi a queste dinamiche di piccolo cabotaggio, anche a fronte dei gravi problemi di degrado sociale della città. La diplomazia imporrebbe di accogliere ogni contributo con un sorriso di cortesia, ma il rispetto che dobbiamo alla gloriosa storia musicale cremonese suggerisce un più opportuno distacco. Forse, giunti a un certo punto di maturità civile, dovremmo avere l’eleganza di riconoscere che non ogni opinione merita di essere elevata a progetto: dovrebbe esistere un limite, o dei confini di buonsenso che, pur nel rispetto di tutte le idee, evitino di trascinare il livello del dibattito nell'irrilevanza.

Ci sia consentito, in chiusura, di fare anche noi un’esternazione a sproposito, come si usa in certi salotti: "su ciò di cui non si può parlare, si deve tacere", disse il filosofo. Un monito che, se applicato con rigore a certi temi, restituirebbe al silenzio la dignità che le troppe parole spese a vanvera gli hanno sottratto.

Angela Alessi


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commenti


Annamaria

4 marzo 2026 07:10

Splendido intervento!

Concordo particolarmente con i passaggi:
"un modello predefinito da ricalcare pigramente, nella convinzione che basti ricamare su un nome illustre per fare cultura." (sostituite Stradivari a Monteverdi - o Mozart - e il risultato non cambia)
"Siamo di fronte a un evidente endorsement verso posizioni affini a quel decadimento che caratterizza il pensiero neoliberista applicato all’intelletto: l’ossessione di mettere a reddito l’esistente."
"Si corre dove ci sono i soldi, mascherando con il mantello della tradizione quella che è, in realtà, una semplice operazione di marketing culturale."
Perfetta descrizione delle motivazioni altamente culturali....

Trovo infine geniale e particolarmente azzeccato l'accostamento allo stormo di piccioni, in effetti quello è il triste spettacolo a cui si assiste quando lo spessore culturale è quello che caratterizza in modo assolutamente democratico maggioranza e opposizione (per tacer degli altri).

marco

4 marzo 2026 18:37

La proposta di realizzare un'orchestra sinfonica stabile a Cremona che di solito conta dagli 80 ai 100 elementi con costi che possono arrivare anche a 15 milioni di euro annui provoca imbarazzo in un momento nel quale sono in cantiere progetti di rilevanza economica che poi andranno sostenuti e mantenuti in qualche modo e la voragine del fabbisogno per sostenere il sociale e quello delle fragilità si allarga sempre di più con Comune e Associazioni di Volontariato sempre più in prima linea per supportare anche le sempre più numerose famiglie in difficoltà.
Senza dimenticare l'accoglienza dei migranti e dei minori non accompagnati.
E questo ben sapendo che il problema anziani è il prossimo bubbone che si dovrà affrontare in termini di assistenza e gestione .
Non si è chiarito come l'orchestra verrebbe finanziata nel lungo periodo ma semplicemente si è lanciato un sasso nello stagno per poi fare si che l'idea venisse intrappolata nella palude del dibattito politico e di chi vola alto scollegato dalla realtà .
Abbiamo tante realtà musicali,eventi,manifestazioni e realtà culturali che già hanno bisogno di risorse pubbliche ma anche private per potere sopravvivere finanziariamente.
Continuiamo a sostenerle con le risorse di una piccola città senza andare a farle morire lentamente.
Sfatiamo il mito di non essere in un periodo non segnato da incertezze globali e povertà economica ma restiamo realisti.
Una domanda: a chi giova questa proposta fatta a metà e tutto questo dibattito?

Franco

4 marzo 2026 19:41

"La voragine del fabbisogno per sostenere il sociale e quello delle fragilità si allarga sempre di più con Comune e Associazioni di Volontariato sempre più in prima linea per supportare anche le sempre più numerose famiglie in difficoltà".
- Famiglie che, se andiamo a vedere nei dati, sono sempre più non italiane. È una scelta politica. Di sinistra.
"Senza dimenticare l'accoglienza dei migranti e dei minori non accompagnati."
- Anche questa è una scelta politica. Di sinistra. I dati delle province lombarde pongono Cremona ai primi posti e chissà come mai continuano ad arrivare qui...
"E questo ben sapendo che il problema anziani è il prossimo bubbone che si dovrà affrontare in termini di assistenza e gestione".
- E sapete perchè? Perchè drenando continuamente risorse verso altri "bisognosi" pur in salute e in età lavorativa, le pensioni non bastano più a garantire a chi ha lavorato 40 anni e più una vita dignitosa.
Questo è il prezzo che stiamo pagando. Altissimo. I paesi della cintura cremonese si stanno riempiendo di non autoctoni, ci sono classi di scuola dell'obbligo col 60/70 % di persone non italiane. Gli italiani vanno via perchè alcune condizioni di vicinanza e convivenza sono diventate faticose. Altro prezzo altissimo che stiamo pagando. Per non dire dei servizi di trasporto scolastico e mensa che a un italiano con reddito costsno come unaxscuola privata, ormai.
Questa è l'eredità che stiamo lasciando. Paesi prima vivaci sono ormai zombi che camminano.
Serve una orchestra, almeno per accompagnare i feretri oriundi al camposanto. L'ultimo e dignitoso saluto.

Silvio

5 marzo 2026 12:16

Non per dire... ma metà del bilancio comunale viene speso per assistenza e non per la promozione di attività.
Si spendono oltre 5,7 milioni di euro per la disabilità (sacrosanta!) e oltre 6,8 milioni per l'area immigrazione (per quale fine?).
Sono 44 i minori nel Comune di Cremona che al 31 dicembre 2025 risultavano collocati fuori dalla famiglia di origine su disposizione dell’Autorità Giudiziaria: 22 in affidamento familiare (parentale o extra-familiare) e 22 in comunità educativa per minori. A questi si aggiungono poi ulteriori 11 collocamenti insieme al genitore in comunità definite “Mamma-Bambino” (7 nuclei monogenitoriali collocati su disposizione dell’Autorità Giudiziaria e 4 nuclei monogenitoriali collocati su base volontaria) e sono stati spesi dal Comune di Cremona la bellezza di 1.312.000,00 euro.
I soldi per una orchestra ci sono. Basta chiudere rubinetti improduttivi e iniziare a spendere risorse per attività produttive e non buttarli via in mera assistenza improduttiva.
Ripeto:
Cremona spende 30 milioni di euro/anno per assistenza dei quali quasi 7 per l'immigrazione! E i nostri ragazzi devono emigrare per lavorare in orchestra. Assurdo.

Martino

5 marzo 2026 06:35

In Italia ci sono più di 14.400 studenti iscritti al sistema dell'Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica (AFAM) che comprende 70 conservatori di musica statali più istituti pareggiati e licei musicali. A Milano ci sono circa 1.300 allievi iscritti. Quale futuro per loro se non si formano nuove orchestre e si chiudono le esistenti?
Cremona è città della musica a parole o diamo un seguito agli slogan, Ragionier Poeta?

Laura

5 marzo 2026 08:59

Cremona è solo terra di formazione musicale: si formano musicisti che poi devono espatriare per trovare lavoro, andando ad arricchire con le proprie competenze, formazioni musicali spesso europee o americane che poi chiamiamiamo sl Ponchielli e paghiamo. Un non sense. Detto in parole povere, spendiamo tanto per la formazione dei giovani musicisti e non siamo capaci di creare lavoro per loro nè business per mantenere formazioni musicali da tali investimenti. Un vuoto a perdere... a vantaggio di altri Stati che accolgono super musicisti, li fanno lavorare, creano tournée, incassano tasse e creano ricchezza. A noi? Solo i costi per la formazione e tanti giovani demotivati quando rimangono in Italia.

marco

5 marzo 2026 12:13

Si formano anche tanti ingegneri che devono emigrare....

marco

5 marzo 2026 12:11

Bella questa "ragionier poeta" me la segno.
Lei ignora volutamente il discorso economico.
La orchestre sinfoniche
chiudono in Italia e all'estero perché sono insostenibili economicamente a causa della riduzione dei contributi del Ministero della Cultura (MIC) e la limitata capacità degli enti locali (regioni, comuni) di sostenere i costi, calo degli Abbonamenti e del Pubblico per mutate scelte culturali del pubblico e la difficoltà di reperire fondi privati.
Non ci vuole un genio per e informarsi e trarne le conclusioni.
Le fette di salame sugli occhi ogni tanto vanno levate
Gli studenti da Lei citati hanno scelto una professione che porterà sicuramente al lavorare in Italia e all'estero in orchestre o altro ma non per questo io accetterei di pagare per sostenere l'ennesima Cattedrale senza fondamenta in nome di un bisogno che non è primario.

Annalisa

5 marzo 2026 09:41

“Portare il suono immortale di Stradivari nella capitale tedesca dal 3 al 5 marzo per l’ITB di Berlino - ha spiegato il sindaco Andrea Virgilio - assume un valore simbolico e concreto insieme: rappresenta un autentico ponte culturale tra due città, Cremona e Berlino, che riconoscono nella musica un elemento identitario profondo e uno straordinario strumento di dialogo.
Peccato che la Germania possiede una ricca tradizione musicale con ben 129 orchestre finanziate pubblicamente, molte delle quali di fama mondiale (i Berliner Philharmoniker, l'orchestra del Gewandhaus di Lipsia, la Sinfonica della Radio Bavarese e la NDR Elbphilharmonie di Amburgo). Inoltre Berlino è un polo centrale con 8 formazioni principali.
Cremona non ha nulla di tutto questo. Non ha nemmeno una orchestra stabile degna di tale nome.
Virgilio e i suoi compagni di gita hanno portato a Berlino uno Stradivari di proprietà tedesca "conservato in prestito" presso il MdV magnificando la città della musica padana.
Continuare a millantare una grandeur che non esiste, espone solo la Città al ridicolo.
Virgilio è andato a Berlino con una Ferrari non sua, che non potrà mai comprare, a dire:"visto come siamo bravi in Italia?" Dumm!

Gege

5 marzo 2026 12:01

E perché invece non facciamo una banda municipale? A dirigerla potremmo metterci il Virgilio, a suonare tutta la baracca comunale.

marco

5 marzo 2026 12:18

Cremona 'non ha neppure un'orchestra in pianta stabile"....ma stiamo scherzando?
Cos'è...la solita lamentela del voglio tutto ma poi quando devo pagare più tasse comunali o rinunciare a dei servizi perché devo mantenere l'orchestra poi mi indigno??chiediamo ancora al Presidente dell'acciaieria se provvederà a sostenere i costi?
Non spiegate assolutamente come potrebbe essere sostenuta perché non ne avete idea ma fantisticate di quanto sarebbe bello averla.... punto.

Ivano

5 marzo 2026 14:10

Spendiamo per gli immigrati 7 milioni di euro/anno solo come Comune di Cremona. È come se ogni cittadino di Cremona pagasse 120 euro anno così. Un obolo di 500 euro per ogni famiglia di 4 persone. Rende l'idea?
È come il marito che mantiene l'amante oltre il possibile. Prima o poi la moglie s'incazza... e ha ragione!
Ogni soldo speso per cultura, istruzione, sostegno alle attività ritorna alla comunità con un moltiplicatore. Se continuiamo a versare soldi in un buco nero ce ne vorranno sempre più e, vola peggiore, si disincentiveranno sempre più persone a lavorare... prendere 800 euro di sussidio per non far nulla o 1.200 lavorando... cosa conviene? Chi va più a lavorare per 400 euro di differenza? Pensiamoci!

marco

5 marzo 2026 20:08

L'obolo è ben Superiore ai 400 euro se riflette sul buco economico per Reddito di Cittadinanza e bonus 110%.
Chi come il sottoscritto che vive in affitto paga tasse perché chi ha la casa di proprietà la ristrutturi....normale?
Normale dare soldi a persone italiane e straniere che poi vanno a lavorare in nero sicuri che i controlli non ci saranno?
Lo sfacelo economico che ci hanno propinato peserà sui conti pubblici per anni e non potete negarlo come non potete negare le difficoltà economiche delle famiglie.
L'immigrazione copre i lavori umili che i nostri ragazzi non fanno più e gli stipendi inadeguati fanno scappare i laureati.
Poi abbiamo l'esborso per i minori non accompagnati che vengono spediti a Cremona da gruppi criminali Egiziani e che siamo obbligati a mantenere fino alla maggiore età, quando vengono riportati in patria da parenti che appaiono all'improvviso.
La situazione.e' più complessa da quella da Lei descritta e come vede la coperta sarà sempre più corta.
Mi ripeto: prima di stracciarsi le vesti si facciano studi sulla sostenibilità nel tempo e poi si valuti
I tempi cambiano da un giorno all'altro e impegnarsi ora è utopistico .
Proporre è facile lamentarsi poi delle conseguenze economiche è la norma.

Marco

6 marzo 2026 12:46

Credo che Lei sia a conoscenza che le orchestre sinfoniche stabili in Germania sono diminuite del 25% e che sempre in Germania come l'approccio alla musica sinfonica sia totalmente diverso da quello italiano.
E come Lei afferma le orchestre sono tutte finanziate pubblicamente dallo stato germanico.
La Germania viene da un periodo di stabilità economica rilevante ma e' anche vero che il periodo d'oro è passato .
Attualmente per sanare il difficile stato dei conti pubblici si stanno decidendo tagli ai fondi per la cultura (Berlino è un esempio) che porteranno se attuati a riduzione degli spettacoli e licenziamenti.
Se lei demonizza quanto il Sindaco Virgilio, che fino a prova contraria è il rappresentante ufficiale della città e non un membro qualsiasi del Consiglio ,.ha portato a sostegno per dare un'immagine di Cremona che Le ricordo è Città candidata a Capitale Italiana della Cultura 2029 è un suo problema che non condivido.

Luca

6 marzo 2026 13:43

Tranquilli... in Germania stanno decidendo tagli ai fondi per la cultura (Berlino è un esempio) che porteranno, se attuati, a riduzione degli spettacoli e licenziamenti. Ma per fortuna la delegazione cremonese Bona, Burgazzi, Virgilio è andata a Berlino per stringere nuove partnership culturali legate alla musica e alla liuteria. La Germania ha tirato un sospiro di sollievo indicando Cremona un valido esempio da seguire (a proposito... sono 3 anni che Stradivari aspetta una mano nuova: non riusciamo a riparare una mano in resina e pensiamo di poter gestire Cremona Cultura 2029? Mah...). Nicht da bin ich daheim, wo ich meinen Wohnsitz habe, sondern da, wo ich verstanden werde!