20 febbraio 2026

A Cremona serve una vera Orchestra Sinfonica, con tutti i sacri crismi che le conferiscano credibilità e prestigio sul territorio nazionale ed internazionale

Leggo con piacere che il tema musicale, di cui la nostra città auspica essere portabandiera, sia tornato alla ribalta con dibattiti e proposte. 

Parole forti come “Orchestra” e “Stabile” non si sentono pronunciare tutti i giorni sotto al Torrazzo, vanno quindi trattate con religiosa attenzione e guanti di seta. 

Cremona ha una grande tradizione corale, con istituzioni ultracentenarie ancora attive e vive come quella che ho l’onore di guidare, il Coro Lirico “Ponchielli-Vertova”. Vi sono alcune realtà cittadine che negli anni hanno potuto contare anche sulla presenza di gruppi strumentali più o meno stabili, ma ad oggi nessuna di esse ha professionisti assunti a tempo indeterminato retribuiti per fare prove e concerti come accade, per l’appunto, nelle vere orchestre stabili. Ogni qual volta che in una locandina appare un gruppo strumentale, si tratta nella maggior parte dei casi un’orchestra che viene “noleggiata” per l’occasione e non di un’orchestra stabilmente insediata in città. Un’orchestra con queste caratteristiche ha per sua natura una serie di peculiarità che la rendono, come la stragrande maggioranza delle iniziative culturali di questo genere, un meraviglioso gioiello e al contempo un business pessimo. Questo è un punto saliente: i costi. Una compagine di questo tipo necessita di una grande sala prove attrezzata, di un ufficio operativo che si occupi di “vendere” i programmi che l’orchestra studia agli altri enti nazionali ed internazionali per ammortizzare i costi di realizzazione e creare un po’ di indotto, di un direttore artistico, di un direttore musicale, di segreteria, archivio, promozione, logistica. Significa avere stabilmente almeno 60 persone assunte a tempo indeterminato cui debbano essere versate 13 mensilità all’anno. 

Un altro capitolo, un altro titolo, un altro volto lo avrebbe un’Orchestra “figlia” di un consorzio tra istituzioni. L’auspicio di formare inizialmente un’”orchestra da camera o ensemble modulare residente, con organico flessibile e sostenibile, in grado di integrarsi con le istituzioni culturali esistenti e di collaborare con esse senza sovrapposizioni” parte quindi da un presupposto diverso da quello auspicato nel titolo della recente mozione. Con successo il Conservatorio possiede una formazione cameristica d’archi e allo stesso modo, per gli studenti che si perfezionano dopo il diploma, ne possiede una l’Accademia Stauffer. Il Liceo Musicale ha la propria e così via. 

Cremona però non ha bisogno di una nuova ulteriore orchestra d’archi, bensì di una compagine davvero di vocazione sinfonica, con grandi numeri disponibili e la possibilità di eseguire le meravigliose partiture sinfoniche e liriche che altrimenti si possono udire in città solo grazie ad orchestre provenienti dal panorama musicale nazionale.

Le domande che è necessario porsi sono quindi molteplici, provo a riassumerne alcune: 

Vogliamo davvero un’orchestra stabile di professionisti oppure vogliamo un’orchestra in cui le prime parti sono professionisti e gli altri musicisti sono studenti in perfezionamento o musicisti in formazione?

I costi di queste due “possibilità” sono grandemente differenti, così come la qualità musicale che ne consegue.

Vogliamo correre il “rischio” di fare qualcosa di bello o accettiamo di trovarci a fare le (solite) proverbiali nozze coi fichi secchi?

Il nostro Teatro (per fare un esempio pratico), istituzione dai bilanci sani e solidi (una rarità sul territorio nazionale), per offrire una proposta consistente nella stagione lirica coproduce il calendario d’opera con altri teatri lombardi, utilizzando un coro e un’orchestra comune, ovvero il coro di OperaLombardia e l’Orchestra I Pomeriggi Musicali. Questo a testimonianza che per sostenere certi costi, anche un Teatro di Tradizione virtuoso come il nostro è costretto a trovare un compromesso che sacrifichi l’identità locale in virtù di un’unione di forze.

Negli anni le proposte di costituire questo tipo di organico non sono mancate. Io stesso consegnai una proposta di fondare un’orchestra cittadina alla fine del 2009, dopo un fortunato concerto natalizio di debutto in occasione del 175º anniversario di fondazione di Sperlari. La proposta, peró, finì nel nulla, inascoltata,  nonostante accanto a me, allora giovane direttore sognatore, ci fosse il maestro Wim Janssen, uno dei più importanti musicisti cremonesi con alle spalle una brillantissima carriera orchestrale internazionale. 

Il fervente panorama corale cittadino e la passione musicale dei cremonesi testimoniano chiaramente quanto un ente simile manchi ancora oggi sul nostro territorio, sia come bandiera di Cremona nel mondo che come vero e proprio servizio per la cultura cittadina. 

È quindi sicuramente necessario avviare un tavolo di lavoro, però è altrettanto mandatario partire con le idee ben chiare su cosa si desidera raggiungere, con un occhio che guarda alla luna ma con l’altro che osserva i piedi ben ancorati al pavimento. 

Mi permetto di dire: a Cremona non serve una nuova, ennesima, orchestra d’archi! Ne abbiamo già di meravigliose. Lo ribadisco perché so bene che sarebbe la scelta più semplice (e meno onerosa) da fare per dire di avere un’orchestra cittadina senza fare troppi “sforzi”. 

A Cremona serve una vera Orchestra Sinfonica, con tutti i sacri crismi che le conferiscano credibilità e prestigio sul territorio nazionale ed internazionale. Le operazioni di collaborazione tra istituzioni non dovranno mai essere l’alibi per fare un “collage” tra appartenenti alle varie emanazioni musicali della città. E allora ben vengano i coinvolgimenti delle istituzioni con le proprie peculiarità. Ben venga la Facoltà di Musicologia, che possa avere voce in capitolo sull'approccio filologico alle esecuzioni musicali, sulle ricerche, sui programmi di sala, sulla biblioteconomia, sull’analisi, sul ritrovamento, la riedizione di partiture e tanti altro; ben venga la Scuola Internazionale di Liuteria, che può avere un canale sinergico con chi suona quotidianamente gli strumenti musicali in orchestra; ben venga il Conservatorio che forma ogni giorno i concertisti del domani; ben venga l’Accademia Stauffer che perfeziona giovani talentuosi musicisti per divenire grandi professionisti dello strumento. Ben vengano tutti gli altri numerosi enti ed istituzioni che per brevità non ho citato, ma che a loro volta hanno grande apporto da dare. 

Ma ritorno a lanciare l’appello di non pensare che costituire un’Orchestra Stabile consista nel mettere nella stessa sala gli strumentisti provenienti dalle istituzioni del territorio. Servono fondamenta solide, un progetto sostenibile e la consapevolezza che l’Orchestra Sinfonica di Cremona (suona davvero bene!) non possa mai e poi mai essere costruita come un ente autosostenibile, low cost e amatoriale. 

Se si parte con la mentalità giusta e con i giusti presupposti, non può che uscirne qualcosa di buono. Magari meraviglioso.

La Cremona musicale, allora, ringrazierà di vero cuore. 

Direttore Artistico e Musicale

Coro Lirico “Ponchielli-Vertova”

Loris Braga


© RIPRODUZIONE RISERVATA




commenti


Giovanni

20 febbraio 2026 12:58

Diciamoci la verità. A Cremona dipingere la città come città della musica o della liuteria fa più figo che descriverla come città delle vacche e dei suini con le relative industrie di trasformazione (senza nulla togliere al settore). A nessuno investirebbe tanti soldi senza un ritorno politico consistente. Forse avrebbe avuto senso parlare di orchestra 50 anni fa. Oggi chi segue i concerti ha i capelli bianchi e problemi di deambulazione. I politici che vengono invitati ai concerti o declinano perchè si rompono oppure faticano a tenere gli occhi aperti scivolando di natica in natica sulle poltrone guardando l'orologio o lo smartphone pensando "ma quando finisce 'sta cosa?"
Se il Sindaco va al MIC a presentare il Festival Monteverdi, va perchè dietro ci sono 1.000.000 di euro che fanno comodo alle casse del Comune/Teatro Ponchielli, non già per la cultura musicale che c'è dietro della quale non sa... ma finge di sapere con spavalda saccenza.

marco

20 febbraio 2026 13:47

Tutto bello,magnifico ma ha toccato il tema dei costi con un po' frettolosamente.
Lei ha stimato i costi di un'orchestra sinfonica in pianta stabile?
Un'orchestra sinfonica moderna in pianta stabile è composta in media da 80 a oltre 100 elementi.
Ho letto che che il costo spazia da pochi milioni di euro(3) fino a oltre 10-15 milioni di euro,
Siamo certi che i finanziamenti che verrebbero richiesti al Ministero della Cultura,alla Regione, Provincia,Comune,al Fondo Nazionale per Spettacoli dal Vivo,Finanziamenti Europei e benefattori potrebbero essere adeguato a sostenere le spese di gestione nel lungo periodo?
Qualcuno ha fatto uno studio oppure di và a sentimento?
Capisco che avere un'orchestra sinfonica sia nei desideri di qualcuno ma non vedo questa necessità impellente di dirottare possibili risorse che potrebbero essere utilizzate per implementate quello che già abbiamo a livello musicale in modo da renderlo sempre più fruibile a più persone interessate, magari a costi più accettabili e farlo conoscere anche oltre il territorio cremonese.
Possiamo tranquillamente assistere a concerti di orchestre di altre città senza per questo questo danneggiare la passione artistica dei Cremonesi per la musica.



Daniela Preti

20 febbraio 2026 14:14

Se questo desiderio potesse finalmente avverarsi sarebbe un importante punto a favore di “Cremona città della Musica”. Credo che tutti gli appassionati vorrebbero vedere questo sogno avverarsi. Solo un concerto di istituzioni e privati tuttavia potrebbe sostenere i costi elevati di un orchestra stabile. Chiunque voglia lasciare ai posteri il proprio impegno nel sostenere e realizzare questo legittimo desiderio si faccia avanti e gliene saremo riconoscenti per sempre!!

Valerio Latini

20 febbraio 2026 16:59

Condivido quanto scritto dal Maestro Braga; del resto se si vuole fare di Cremona la Salisburgo Italiana, non v’è alternativa.

Anna L. Maramotti Politi

20 febbraio 2026 17:12

Lo confesso quando ho sentito ipotizzare la creazione di un'orchestra stabile non sapevo se, come si sul dire, ridere o piangere. Mi veniva da ridere perché tale ipotesi è stata ventilata più volte ed è caduta sempre in quell'oblio in cui cadono le proposte impossibili o ritenute tali dalla superficialità di chi non ne coglie "il valore".
Ma, al contempo, mi veniva da piangere perché non' si tratta di un'intuizione da poco. La presenza di un'orchestra stabile costituirebbe un aspetto identitario per Cremona. Si tratta di un carattere propulsivo che si avvarrebbe di uno di quei miracoli che solo l'arte sa concretizzare. Non prendere seriamente in considerazione tale proposta è privare la Città di un bene che a lei si confà.
La musica, come è noto, è un linguaggio "asemantico" e induce alla fruizione personale, anche quella dei singoli maestri che compongono l'orchestra. Al contempo, però è segno dell'espressione della personalità di un compositore, di un interprete (direttore d'orchestra) che converge sul testo musicale l'attenzione degli strumentisti. E' in atto una palese contraddizione? No certo. Nessuno dismette la propria identità artistica, ma nell'orchestra si realizza quell'equilibrio in cui tutti sono partecipi per dare voce al testo musicale. Questo è il miracolo dell'orchestra.
Dare a Cremona un'orchestra è certamente un'utopia, ma è una di quelle utopie che contrastano il qualunquismo dell'utile a discapito del valore . E' l' utopia che, da sempre, Euterpe sa trasformare in realtà. Si ricordi che la musa è figlia di Zeus e di Mnemosine. La madre è la Memoria. Cremona non manca certo di una memoria attiva che grandemente la qualifica nel campo della musica.
Allora ben venga riproporre un progetto di enorme pregio e, al contempo, studiarne la fattibilità. Nulla è impossibile a chi vuol celebrare degnamente Cremona e l'arte che per eccellenza le è consona.

marco

20 febbraio 2026 19:38

Se la proposta in precedenza era , come Lei ha scritto, caduta più volte nel tempo nell'oblio penso che non sia perché come Lei afferma " non se ne è capito il valore" , e forse è solo una Sua percezione
Sarebbe strano con tutto quello che viene scritto dall'autore dell'articolo a suffragare la sensibilita' musicale dei cittadini Cremona.
Penso che abbia fatto paura, a chi era stata proposta, l'incertezza sulla sostenibilità nel tempo con costi che nel tempo potrebbero diventare un macigno insostenibile e che di fatto non si sono sentiti di portare avanti il progetto di costituzione nelle sedi preposte.
Lei afferma che dare a Cremona un'orchestra sinfonica in pianta stabile è una di quelle utopie che contrastano il qualunquismo dell'utile a discapito del valore.
È innegabile il valore artistico e culturale di un'orchestra sinfonica ma è anche innegabile che tutto è fattibile se è sostenuto economicamente senza incidere su una città ed un tessuto sociale che risente di una profonda crisi economica.
Quindi ben vengano approfondimenti che diramino ogni dubbio.

Grazia

20 febbraio 2026 17:55

Bilancio Comune di Cremona: 200milioni di euro.
Bilancio Fondazione Stauffer: 3/4milioni di euro
Cosa fa la Stauffer?
«La Fondazione Stauffer», raccontava nel 2015 il presidente Paolo Salvelli, «si fonda sul patrimonio lasciato dal fondatore e ha un bilancio di 3 milioni l’anno. Sostiene molte realtà cremonesi che, altrimenti, non esisterebbero. Come la Scuola internazionale di liuteria, la scuola statale a cui rimborsiamo il materiale per la costruzione dei violini. Per l’università abbiamo costituito un fondo di cinquemila volumi, sosteniamo il Festival Monteverdi, siamo soci fondatori del Museo del violino e, fiore all’occhiello, abbiamo i corsi della nostra Accademia, dalla quale è nata l’Orchestra da Camera italiana»

E il Comune?
.....
Presenta ciò che altri fanno. Dal Politeama in poi. Si congratula, afferma l'importanza della musica e della liuteria bla bla bla.
Ma per la musica quanto mette a bilancio davvero?
Ecco perchè l'orchestra, se se vorrà fare, sarà a completo carico dei privati. Sarà, per così dire, un'orchestra d'acciaio che potrà esibirsi all'ex cinema Tognazzi, visto che la programmazione dell'Auditorium non è più così tanto gradita. E il Sindaco di turno potrà congratularsi per l'iniziativa riaffermando quanto sia importante la musica per Cremona bla bla bla. Son buoni solo a presenziare alle inaugurazioni di progetti musicali altrui, per il resto tutto fumo e neppure di quello buono.

marco

20 febbraio 2026 21:01

Mi ha incuriosito il Suo attacco nei confronti delle Amministrazioni Comunali che si sono succedute alla guida del Comune e per correttezza da dati disponibili che si possono facilmente trovare in rete ho rilevato che ad esempio nel 2024 il Comune di Cremona, fondatore della Fondazione Teatro Ponchielli, ha stanziato per la stessa 800.000 euro oltre all'uso gratuito degli immobili ed un sostegno economico continuativo per i progetti artistici.
Non poco .
Leggo anche che Il Comune promuove la musica dal vivo nei locali Cremonesi attraverso bandi con particolare attenzione a quelli rivolti agli under 25.(Ci sono anche loro) oltre a sostenere economicamente manifestazioni di rilievo.
Inoltre promuove progetti come "Mousikè", per diffondere la cultura musicale, spesso in sinergia con il settore educativo e sociale.
Non mi sembra che sia il "nulla" da Lei denunciato.
Le ricordo che il bilancio Comunale è spalmato oltre che per il mantenimento della città anche per il sostegno delle fragilità e del sociale.
Altrettanto importanti.
Qui non si tratta di fumo, ma di fame reale .

Grazia

20 febbraio 2026 21:56

Forse dovrebbe approfondire di più le sue ricerche...
I fondi del Festival Monteverdi sono stati ossigeno per il Comune e solo chi conosce davvero i bilanci può confermare quanto... e non per la musica intesa come arte.
Quanto poi all'orchestra Mousikè, dovrebbe sapere, dai protocolli firmati, che la Fondazione Walter Stauffer si è impegnata a:
1. Sostenere la realizzazione delle attività progettuali di cui all’art. 1 attraverso un
contributo economico destinato al soggetto gestore individuato tramite procedura di
evidenza pubblica. Il contributo quantificato in € 100.000,00 per il triennio 2021/2022,
2022/2023 e 2023/2024.
E il Comune?
Collabora alla promozione, alla diffusione e allo sviluppo delle progettualità di cui all’art. 1, anche attraverso il supporto e il coordinamento della rete rappresentata dai soggetti sottoscrittori del presente accordo.
Fondi? Non li vedo a bilancio... comunque il Sindaco si sarà prodigato nel ringraziare la Fondazione Stauffer come fa sempre...

Luca

21 febbraio 2026 06:48

Il Comune, anzichè investire in Mousichè (che se la pagano i genitori) ha preferito investire 100.000euro (dati ad una srl milanese!) per la redazione del progetto Città della Cultura 2029. Un po' come comprare 100.000 euro di gratta e vinci. Se vinci OK (che poi, cosa se ne faranno di un marchietto se non ci sono Mostre, eventi culturali straordinati, mah) se perdi... hai buttato via 100.000euro. Ma sì, chissenefrega, tanto non sono soldi loro...
Il Comune non ha soldi perchè li butta... e non li investe sulla città.

marco

21 febbraio 2026 08:02

La Fondazione Stauffer di Cremona è un ente privato dedito alla promozione dell'eccellenza musicale, con focus sugli strumenti ad arco e sulla liuteria tradizionale.
Punto.
I compiti del Comune Lei è perfettamente a conoscenza che sono molteplici e conseguono un'enorme uscita di capitali( pensi solo al sociale) e non lo si può considerare sempre la panacea di tutti i mali e bisogni.
Ha voluto scatenare una polemica ma se fosse un po' più pratica e attenta nel consultare la rete avrebbe trovato la Determinazione dirigenziale
2229/2024 del 09/12/202 che in pratica conferma la DECISIONE di corrispondere la somma di Euro 650.000,00=, quale saldo del contributo dovuto per l'anno 2024
alla Fondazione Teatro Amilcare Ponchielli di Cremona, dopo avere versato l'acconto di 150.0000 euro
Per il 2025/26 non sono ancora disponibili a meno che Lei affermi che i bilanci Comunali sono farlocchi.
Si può essere d'accordo o meno sulla necessità di un'orchestra sinfonica in pianta stabile a Cremona ma bisogna avere anche l'onestà inelettuale che dovrà sostenersi autonomamente.
Poi scatenare sempre commenti avvelenati perché si vuole essere protagonisti indiscussi fa' solo male.
Si può operare per propagandare e sostenere i valori del patrimonio musicale e liutaio anche in modo discreto e la Fondazione Stauffer non ha bisogno di polemiche assurde.
Un po' più di serenità e verifiche sulla sostenibilità non farebbero male.
Poi se la Fondazione Stauffer volesse contribuire nel caso di realizzazione grazie in anticipo .

marco

21 febbraio 2026 09:38

Chi cerca trova.....Determinazione dirigenziale
2229/2024 del 09/12/2024
OGGETTO Fondazione Teatro Amilcare Ponchielli di Cremona - Corresponsione del saldo del contributo relativo all'anno 2024.Corrispondere la somma di Euro 650.000,00=, quale saldo del contributo dovuto per l'anno 2024
alla Fondazione Teatro Amilcare Ponchielli di Cremona, codice fiscale 93040420197-Partita IVA
01285150197, con sede a Cremona in corso Vittorio Emanuele II, 52.
- Impegnare la spesa di Euro 650.000,00, così come riportata nella tabella dei 'Movimenti contabili'.
EFFETTI 1. Le informazioni relative alle somme pagate saranno pubblicate sul sito internet del Comune di Cremona.
Poi se vuole continuare a fare commenti avvelenati sui Sindaci affari suoi, non riguardano la proposta di un'orchestra sinfonica in pianta stabile a Cremona e sulla fattibilità di sostenibile economica .
Le polemiche sono inutili e denotano scarsa informazione.

Grazia

21 febbraio 2026 12:09

D'accordo con Lei. Il Comune versa fior fior di quattrini nel buco nero del Ponchielli come in quello del MdV. È per questo che l'alter ego del Sindaco si è adoperato per far arrivare a Cremona 1.000.000 di euro dal Governo per il Festival Monteverdi... solo per pianare i buchi di bilancio, non per incrementare le attività musicali... inutile nascondersi dietro un dito... le Determine sono pubbliche e dicono questo. Se poi, per propaganda si vuole sostenere altro...

marco

21 febbraio 2026 19:26

Ed ecco svelato il motivo di questa inutile polemica: l'ostilità verso la Giunta Comunale di maggioranza che detiene la guida della città, era ovvio.
Per cortesia non faccia un guazzabuglio mischiando Stauffer, Ponchielli, Orchestra Sinfonica e Festival Monteverdi manifestazione di prestigio e rilievo internazionale che sicuramente avrà un'impatto economico e turistico sulla città.
Scelta comunale sbagliata? Se non l'avesse fatta sarebbe stata logicamente ancora contraria.
Ha delle prove in merito alle sue supposizioni o siamo ancora nel campo delle supposizioni?
Se ha dell'astio verso il Comune questa non è la sede,si discute di altro.
Il "buco nero" del Ponchielli al quale il Comune destina finanziamenti per 800.000 euro e' un investimento come da anni la Stauffer compie come Fondazione privata per ottemperare agli obbiettivi del proprio statuto.
Il Teatro produce un impatto culturale e critico personale garantendo anche l'accesso a forme di cultura che altrimenti sarebbero elitarie.
I finanziamenti comunali insieme ad altri riescono a mantenere contenuto il costo del biglietto.
Il valore artistico e divulgativo è immenso, anche verso giovani e giovanissimi.
Produce anche un impatto turistico.
Un'ultima notizia: il finanziamento Governativo di 1.000.000 di euro sarà stabile nel tempo.
Perché non lo ha scritto? Forse perché è un successo innegabile di chi evita di nominare non si sa' perché.



Il nonno

22 febbraio 2026 06:59

Sono finanziamenti Governativi non una tantum ma in pianta stabile annuali per il 2024/25/26 per il Festival Monteverdiano e non per riparare buchi in bilancio Comunale, ha sorvolato su questo importante punto .
E meno male che arrivano perché non mi pare che il Comune sia dotato di borsa di sant'Omobono.
Serviranno per la Realizzazione del Monteverdi Festival,Produzioni Operistiche, portarlo a livello internazionale ed il finanziamento è diventato strutturale.
Ha fatto molta confusione con delle supposizioni che portano anche a pensare ad un dissidio tra Fondazione Stauffer e Comune
Poi se vuole metterla sul piano della propaganda politica è triste perché oramai tutto quello che viene proposto, finanziato oppure realizzato dal Comune viene visto in quest'ottica
Poi per tornare al tema dell'articolo penso che prima sarebbe opportuno come scrivono in molti fare uno studio approfondito sulla sostenibilità economica di un'orchestra sinfonica.
È tutto bello,tutto magnifico ma si rischierebbe di diluire ulteriormente i finanziamenti privati e pubblici oltre che a dovere inevitabilmente alzare il costo dei biglietti.

Il nonno

22 febbraio 2026 07:14

Poi se volesse per noi comuni mortali portate le delibere incriminate che Lei denuncia siano utilizzate per coprire buchi in bilancio farebbe cosa gradita perché è una pesante accusa che deve essere suffragata .

Laura

22 febbraio 2026 09:32

Basta leggere, ad esempio, con attenzione la Determinazione dirigenziale
2451/2025 del 11/12/2025 per capire quanto importante sia il milione di euro governativo strutturale per il Festival monteverdiano per coprire i costi del Ponchielli finora in capo al Comune.
Ad ogni modo si potrà rileggere anche la dichiarazione di qualche anno fa... apparsa su La Provincia CREMONA (23 maggio 2019) - Il teatro Ponchielli un costo o una risorsa per la città? Galimberti "In questi anni il Comune ha mantenuto un trasferimento di fondi al Ponchielli in media di 950 mila euro/anno..."
Nessuno nega l'importanza del Ponchielli per Cremona. Ma sostenere che verranno spesi 1.000.000 per il Festival è pura utopia, come la creazione di una orchestra!

Luca

21 febbraio 2026 12:48

Solo una domanda da profano. Se il Comune versa così tanti soldi dei cittadini al Ponchielli A FONDO PERDUTO perchè tutti gli spettacoli sono a PAGAMENTO?
La comunità paga fiumi di denaro per mantenere una struttura senza avere nulla in cambio di dietro. Sig. marco ci potrebbe spiegare, visto che ha assunto la veste di difensore legale del Comune? Grazie...

marco

22 febbraio 2026 11:58

Non sono difensore legale del Comune, mi piace capire e informarmi ma quando vengono lanciate accuse a random pur esistento delibere e solo per diverso pensiero politico mi sembra giusto tentare di fare ragionare.
È ovvio che i finanziamenti del Comune,Ministero della Cultura, privati, donazioni Enti Locali e Soci Fondatori non riescano a coprite per intero i costi elevati di gestione ( luce,gas,dipendenti,manutenzioneeccecc.) ma permettono di calmierare il costo del biglietto che così non diventa elitario e sarebbe una perdita culturale immensa.
Biglietto che consente sostenere la loro esistenza ed è anche un riconoscimento per il valore culturale dello spettacolo e di chi ci lavora.
Le faccio a mia volta una domanda: se Lei si reca ad un esame medico e deve pagare il ticket pur avendo versato contributi per il SSN protesta?
Se si reca a visitare una città e paga il biglietto per il museo o altro protesta?
Poi se non vuole pagare il biglietto non si rechi a Teatro e magari faccis un bel abbonamento televisivo a pagamento sulle varie piattaforme per assistere alle stesse rappresentazioni teatrali finanziate .....ma non sarà la stessa cosa.
Saluti

Enrica

22 febbraio 2026 14:09

Guardi... le rispondo io, se posso.
Prendo una pensione di 1.045 euro al mese dopo 39 anni di lavoro. Vivo da sola. Pago un affitto di 450 euro e utenze complessive per 200 euro/mese. Se devo fare esami e devo pagare il ticket pur avendo versato contributi per il SSN, mi girano... e se l'esame me lo danno dopo 8 mesi valuto se farlo o non farlo. Dovrei protestare secondo lei?
Non mi reco da nessuna parte perchè non me lo posso permettere. Neppure al Ponchielli. L'unico svago è leggere i giornali on-line per vedere come chi si è rimboccato le maniche senza chiedere mai nulla viene trattato. Dovrei protestare? O dovrei candidarmi... col PD?

Marco

22 febbraio 2026 17:21

Penso che la colpa sia di tutta la politica che negli anni delle vacche grasse mandava in pensione i dipendenti pubblici con 15 anni di pensione per fare assumere i giovani (si era negli anni del boom.economico) e si spendevano soldi pubblici con disinvoltura senza pensare al futuro.
Adesso in tempo di vacche magre ne paghiamo le tragiche conseguenze ma la politica non ha perso il vizietto di spendere con disinvoltura per opere inutili oppure mai finite.
Chi ha ragione: chi vive alle spalle dello stato oppure Lei che ha sempre lavorato?
Lei e' nella condizione di milioni d'italiani ( mi ci metto anch'io) che sopravvivono tra affitti e tasse.
Ma la mattina mi specchio e vedo una persona onesta
Ai bei tempi Grillo promise indagini su tutti i politici per verificare illeciti arricchimenti.... perché non farlo adesso?
Semplice: se venissero tolti gli emolumenti a tutti i politici allora i seggi istituzionali si svuoterebbero oppure sarebbero riempiti da collusi con il malaffare.
Io ho imparato che chi è ricco difficilmente pensa a chi è povero perché non ha sempre il piatto pieno.
Io vado se posso vado in loggione perché è quello che posso permettermi.
Ma condivido lo stesso le stesse emozioni di chi può permettersi la platea....la vitabda me scelta minoffr

marco

22 febbraio 2026 17:30

La vita Le offre questo ma anche se al comando del Comune sedesse un'altra forza politica non potrebbe esimersi dal finanziare il Teatro.
Per questo occorre valutare la sostenibilita di un'orchestra sinfonica in pianta stabile .

Francesco Capodieci

21 febbraio 2026 07:03

Sarebbe molto bello che Cremona riuscisse a dotarsi di un'orchestra sinfonica stabile, ma ritengo questa prospettiva poco realistica, per gli ingenti costi, in un Paese che non ha esitato a smantellare le prestigiose orchestre sinfoniche Rai di Roma, Milano e Napoli. Piuttosto, credo che andrebbero potenziate e valorizzate alcune realtà orchestrali già esistenti in città. Penso alla storica orchestra della Camerata di Cremona (le cui esibizioni sono ormai sempre più rare), all'orchestra giovanile Monteverdi & Stradivari (perchè non si organizza una sua regolare rassegna concertistica, anzichè solo qualche sporadica esibizione per la Festa della Repubblica, in vista del Natale e in poche altre occasioni?), nonchè all'ensemble "Gli Archi di Cremona". Quest'ultimo, formato da musicisti professionisti e talentuosi allievi del Conservatorio, si è costituito nel 2021; da allora credo che si sia esibito in città solo un paio di volte, negli StradivariFestival del 2021 e del 2024.

Manuel

21 febbraio 2026 07:47

In tempi di vacche magre, quest’ultima mi sembra una proposta sensata.

marco

21 febbraio 2026 10:50

Bravissimo!!!! Un commento veramente sensato e con dei fondamenti molto interessanti.
E anche molto pacato.

alfredo

21 febbraio 2026 09:14

"Il nostro Teatro (per fare un esempio pratico), istituzione dai bilanci sani e solidi..."
basta dare un'occhiata al bilancio "sano e solido" del teatro ponchielli per vedere che a fronte di circa 5 milioni di euro di uscite per le varie attività ,le entrare dalla vendita dei biglietti e di circa 1 milione di euro.Se non fosse per i contriburi statali,comunali,privati ecc. sarebbe tutt'altro che sano e solido. Un'orchestra stabile è pura utopia.

Sandro

22 febbraio 2026 16:49

I ricavi di biglietteria non superano MAI il 15-20% dei bilanci di un teatro. MAI, in nessun teatro d'opera al mondo. Se i suoi dati sono corretti, allora essi testimoniano che il Ponchielli ha un'eccellente salute finanziaria

Ennio

22 febbraio 2026 17:40

Se vuole divertirsi a leggere i dati pubblici del Ponchielli... e a fare i conti...


Sostegno dell'attività artistica del Teatro Ponchielli anno 2018 PREVISTI1.000.000,00 € RICEVUTI+156.669,12 € SPESI-156.669,12 €

Sostegno dell'attività artistica del Teatro Ponchielli anno 2016 PREVISTI1.000.000,00 € RICEVUTI+189.544,00 € SPESI-189.544,00 €

TOTALE PREVISTI5.610.000,00 € RICEVUTI+1.354.750,93 € SPESI-1.035.300,93 €


2024 Finanziamento da MIC 30.255,10 €
2024 Finanziamento da MIC 212.815,40 €
2024 Finanziamento da MIC 42.297,32 €
2024 Finanziamento da MIC 1.000.000,00 €
2024 Finanziamento da MIC 495.486,90 €
2024 Finanziamento da MIC 60.471,82 €
2024 Finanziamento da MIC 90.168,73 €
2024 Finanziamento da MIC 11.004,67 €
2024 Finanziamento da MIC 46.034,30 €
2024 Finanziamento da MIC 3.275,88 €
2024 Finanziamento da MIC 118.214,40 €
2024 Finanziamento da MIC 14.776,80 €
2024 Finanziamento da Regione Lombardia 26.750,00 €
2024 Finanziamento da Regione Lombardia 11.229,25 €
2024 Finanziamento da Regione Lombardia 60.628,00 €
2024 Finanziamento da Regione Lombardia 50.000,00 €
2024 Finanziamento da Regione Lombardia 80.250,00 €
2024 Finanziamento da Regione Lombardia 32.812,50 €
2024 Finanziamento da Provincia di Cremona 1.000,00 €
2024 Finanziamento da Provincia di Cremona 20.000,00 €
2024 Finanziamento da MIC 12.049,50 €
2024 Finanziamento da MIC 617,00 €
2024 Finanziamento da UNIONE REGIONALE DELLE C.C.I.A.A. DELLA LOMBARDIA 4.500,00 €
2024 Finanziamento da MIC 4.270,00 €
2024 Finanziamento da MIC 122,00 €
2024 Finanziamento da MIC 7.395,24 €
2024 Finanziamento da CONSERVATORIO "CLAUDIO MONTEVERDI" ISSM DI CREMONA 16.000,00 €
2024 Finanziamento da Comune di Cremona 150.000,00 €
2024 Finanziamento da Comune di Cremona 570.000,00 €
2024 Finanziamento da Comune di Cremona 1.593,53 €
2024 Finanziamento da Comune di Cremona 8.000,00 €

marco

23 febbraio 2026 06:27

Bene, la cultura teatrale che è patrimonio di tutti noi e che nutre i nostri sentimenti,emozioni e fa vivere anche un momento di critica e crescita personale che ci differenzia dalle macchine e animali può continuare a vivere ....se poi uno vuole essere Mastro Don Gesualdo affari suoi.
Ha mai assistito all'entrata in Teatro delle scolaresche per assistere a spettacoli a loro dedicati? Ecco, già questo giustifica i finanziamenti perché è un seme che viene donato e che si spera venga nutrito anche dalle famiglie.
Poi se volesse andare a leggere i bilanci dei Teatri in Italia ma anche all'estero vedrà che non c'è differenza con il nostro paese.
Ma l'articolo non proponeva l'abolizione in Italia dei finanziamenti pubblici ai teatri....

Giovanni

23 febbraio 2026 07:42

I finanziamenti pubblici sono doverosi e, come ho detto nel primo commento, non tutti i soldi dati dal MIC sono stati spesi in musica ma per "alleggerire" gli 800/900mila euro in carico al Comune. Est modus in rebus. Sandro affermava che MAI la biglietteria copre il 15-20% dei costi in tutto il mondo. Beh... il Teatro alla Scala che è a 100km da Cremona copre il 63% dei costi con un giro d'affari di 40milioni di euro, teatro mediamente pieno al 92% e una Orchestra di 135 elementi, riconosciuta tra le migliori in assoluto per la produzione operistica. È questione di capacità. E non mi sembra che Cremona brilli per capacità di riempimento del Teatro e, immagino, neppure per far fronte ai costi di una eventuale Orchestra.
L'unica cosa che vedo realizzabile è un "dentro tutti" tra i vari musicisti presenti in Città per occasioni specifiche ma da qui a chiamarla Orchestra... ce ne vuole!
Cominciamo a far funzionare meglio il Teatro, poi un passo alla volta si potrà fare anche altro.