20 febbraio 2026

A Cremona serve una vera Orchestra Sinfonica, con tutti i sacri crismi che le conferiscano credibilità e prestigio sul territorio nazionale ed internazionale

Leggo con piacere che il tema musicale, di cui la nostra città auspica essere portabandiera, sia tornato alla ribalta con dibattiti e proposte. 

Parole forti come “Orchestra” e “Stabile” non si sentono pronunciare tutti i giorni sotto al Torrazzo, vanno quindi trattate con religiosa attenzione e guanti di seta. 

Cremona ha una grande tradizione corale, con istituzioni ultracentenarie ancora attive e vive come quella che ho l’onore di guidare, il Coro Lirico “Ponchielli-Vertova”. Vi sono alcune realtà cittadine che negli anni hanno potuto contare anche sulla presenza di gruppi strumentali più o meno stabili, ma ad oggi nessuna di esse ha professionisti assunti a tempo indeterminato retribuiti per fare prove e concerti come accade, per l’appunto, nelle vere orchestre stabili. Ogni qual volta che in una locandina appare un gruppo strumentale, si tratta nella maggior parte dei casi un’orchestra che viene “noleggiata” per l’occasione e non di un’orchestra stabilmente insediata in città. Un’orchestra con queste caratteristiche ha per sua natura una serie di peculiarità che la rendono, come la stragrande maggioranza delle iniziative culturali di questo genere, un meraviglioso gioiello e al contempo un business pessimo. Questo è un punto saliente: i costi. Una compagine di questo tipo necessita di una grande sala prove attrezzata, di un ufficio operativo che si occupi di “vendere” i programmi che l’orchestra studia agli altri enti nazionali ed internazionali per ammortizzare i costi di realizzazione e creare un po’ di indotto, di un direttore artistico, di un direttore musicale, di segreteria, archivio, promozione, logistica. Significa avere stabilmente almeno 60 persone assunte a tempo indeterminato cui debbano essere versate 13 mensilità all’anno. 

Un altro capitolo, un altro titolo, un altro volto lo avrebbe un’Orchestra “figlia” di un consorzio tra istituzioni. L’auspicio di formare inizialmente un’”orchestra da camera o ensemble modulare residente, con organico flessibile e sostenibile, in grado di integrarsi con le istituzioni culturali esistenti e di collaborare con esse senza sovrapposizioni” parte quindi da un presupposto diverso da quello auspicato nel titolo della recente mozione. Con successo il Conservatorio possiede una formazione cameristica d’archi e allo stesso modo, per gli studenti che si perfezionano dopo il diploma, ne possiede una l’Accademia Stauffer. Il Liceo Musicale ha la propria e così via. 

Cremona però non ha bisogno di una nuova ulteriore orchestra d’archi, bensì di una compagine davvero di vocazione sinfonica, con grandi numeri disponibili e la possibilità di eseguire le meravigliose partiture sinfoniche e liriche che altrimenti si possono udire in città solo grazie ad orchestre provenienti dal panorama musicale nazionale.

Le domande che è necessario porsi sono quindi molteplici, provo a riassumerne alcune: 

Vogliamo davvero un’orchestra stabile di professionisti oppure vogliamo un’orchestra in cui le prime parti sono professionisti e gli altri musicisti sono studenti in perfezionamento o musicisti in formazione?

I costi di queste due “possibilità” sono grandemente differenti, così come la qualità musicale che ne consegue.

Vogliamo correre il “rischio” di fare qualcosa di bello o accettiamo di trovarci a fare le (solite) proverbiali nozze coi fichi secchi?

Il nostro Teatro (per fare un esempio pratico), istituzione dai bilanci sani e solidi (una rarità sul territorio nazionale), per offrire una proposta consistente nella stagione lirica coproduce il calendario d’opera con altri teatri lombardi, utilizzando un coro e un’orchestra comune, ovvero il coro di OperaLombardia e l’Orchestra I Pomeriggi Musicali. Questo a testimonianza che per sostenere certi costi, anche un Teatro di Tradizione virtuoso come il nostro è costretto a trovare un compromesso che sacrifichi l’identità locale in virtù di un’unione di forze.

Negli anni le proposte di costituire questo tipo di organico non sono mancate. Io stesso consegnai una proposta di fondare un’orchestra cittadina alla fine del 2009, dopo un fortunato concerto natalizio di debutto in occasione del 175º anniversario di fondazione di Sperlari. La proposta, peró, finì nel nulla, inascoltata,  nonostante accanto a me, allora giovane direttore sognatore, ci fosse il maestro Wim Janssen, uno dei più importanti musicisti cremonesi con alle spalle una brillantissima carriera orchestrale internazionale. 

Il fervente panorama corale cittadino e la passione musicale dei cremonesi testimoniano chiaramente quanto un ente simile manchi ancora oggi sul nostro territorio, sia come bandiera di Cremona nel mondo che come vero e proprio servizio per la cultura cittadina. 

È quindi sicuramente necessario avviare un tavolo di lavoro, però è altrettanto mandatario partire con le idee ben chiare su cosa si desidera raggiungere, con un occhio che guarda alla luna ma con l’altro che osserva i piedi ben ancorati al pavimento. 

Mi permetto di dire: a Cremona non serve una nuova, ennesima, orchestra d’archi! Ne abbiamo già di meravigliose. Lo ribadisco perché so bene che sarebbe la scelta più semplice (e meno onerosa) da fare per dire di avere un’orchestra cittadina senza fare troppi “sforzi”. 

A Cremona serve una vera Orchestra Sinfonica, con tutti i sacri crismi che le conferiscano credibilità e prestigio sul territorio nazionale ed internazionale. Le operazioni di collaborazione tra istituzioni non dovranno mai essere l’alibi per fare un “collage” tra appartenenti alle varie emanazioni musicali della città. E allora ben vengano i coinvolgimenti delle istituzioni con le proprie peculiarità. Ben venga la Facoltà di Musicologia, che possa avere voce in capitolo sull'approccio filologico alle esecuzioni musicali, sulle ricerche, sui programmi di sala, sulla biblioteconomia, sull’analisi, sul ritrovamento, la riedizione di partiture e tanti altro; ben venga la Scuola Internazionale di Liuteria, che può avere un canale sinergico con chi suona quotidianamente gli strumenti musicali in orchestra; ben venga il Conservatorio che forma ogni giorno i concertisti del domani; ben venga l’Accademia Stauffer che perfeziona giovani talentuosi musicisti per divenire grandi professionisti dello strumento. Ben vengano tutti gli altri numerosi enti ed istituzioni che per brevità non ho citato, ma che a loro volta hanno grande apporto da dare. 

Ma ritorno a lanciare l’appello di non pensare che costituire un’Orchestra Stabile consista nel mettere nella stessa sala gli strumentisti provenienti dalle istituzioni del territorio. Servono fondamenta solide, un progetto sostenibile e la consapevolezza che l’Orchestra Sinfonica di Cremona (suona davvero bene!) non possa mai e poi mai essere costruita come un ente autosostenibile, low cost e amatoriale. 

Se si parte con la mentalità giusta e con i giusti presupposti, non può che uscirne qualcosa di buono. Magari meraviglioso.

La Cremona musicale, allora, ringrazierà di vero cuore. 

Direttore Artistico e Musicale

Coro Lirico “Ponchielli-Vertova”

Loris Braga


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commenti


Giovanni

20 febbraio 2026 12:58

Diciamoci la verità. A Cremona dipingere la città come città della musica o della liuteria fa più figo che descriverla come città delle vacche e dei suini con le relative industrie di trasformazione (senza nulla togliere al settore). A nessuno investirebbe tanti soldi senza un ritorno politico consistente. Forse avrebbe avuto senso parlare di orchestra 50 anni fa. Oggi chi segue i concerti ha i capelli bianchi e problemi di deambulazione. I politici che vengono invitati ai concerti o declinano perchè si rompono oppure faticano a tenere gli occhi aperti scivolando di natica in natica sulle poltrone guardando l'orologio o lo smartphone pensando "ma quando finisce 'sta cosa?"
Se il Sindaco va al MIC a presentare il Festival Monteverdi, va perchè dietro ci sono 1.000.000 di euro che fanno comodo alle casse del Comune/Teatro Ponchielli, non già per la cultura musicale che c'è dietro della quale non sa... ma finge di sapere con spavalda saccenza.

marco

20 febbraio 2026 13:47

Tutto bello,magnifico ma ha toccato il tema dei costi con un po' frettolosamente.
Lei ha stimato i costi di un'orchestra sinfonica in pianta stabile?
Un'orchestra sinfonica moderna in pianta stabile è composta in media da 80 a oltre 100 elementi.
Ho letto che che il costo spazia da pochi milioni di euro(3) fino a oltre 10-15 milioni di euro,
Siamo certi che i finanziamenti che verrebbero richiesti al Ministero della Cultura,alla Regione, Provincia,Comune,al Fondo Nazionale per Spettacoli dal Vivo,Finanziamenti Europei e benefattori potrebbero essere adeguato a sostenere le spese di gestione nel lungo periodo?
Qualcuno ha fatto uno studio oppure di và a sentimento?
Capisco che avere un'orchestra sinfonica sia nei desideri di qualcuno ma non vedo questa necessità impellente di dirottare possibili risorse che potrebbero essere utilizzate per implementate quello che già abbiamo a livello musicale in modo da renderlo sempre più fruibile a più persone interessate, magari a costi più accettabili e farlo conoscere anche oltre il territorio cremonese.
Possiamo tranquillamente assistere a concerti di orchestre di altre città senza per questo questo danneggiare la passione artistica dei Cremonesi per la musica.



Daniela Preti

20 febbraio 2026 14:14

Se questo desiderio potesse finalmente avverarsi sarebbe un importante punto a favore di “Cremona città della Musica”. Credo che tutti gli appassionati vorrebbero vedere questo sogno avverarsi. Solo un concerto di istituzioni e privati tuttavia potrebbe sostenere i costi elevati di un orchestra stabile. Chiunque voglia lasciare ai posteri il proprio impegno nel sostenere e realizzare questo legittimo desiderio si faccia avanti e gliene saremo riconoscenti per sempre!!

Valerio Latini

20 febbraio 2026 16:59

Condivido quanto scritto dal Maestro Braga; del resto se si vuole fare di Cremona la Salisburgo Italiana, non v’è alternativa.

Anna L. Maramotti Politi

20 febbraio 2026 17:12

Lo confesso quando ho sentito ipotizzare la creazione di un'orchestra stabile non sapevo se, come si sul dire, ridere o piangere. Mi veniva da ridere perché tale ipotesi è stata ventilata più volte ed è caduta sempre in quell'oblio in cui cadono le proposte impossibili o ritenute tali dalla superficialità di chi non ne coglie "il valore".
Ma, al contempo, mi veniva da piangere perché non' si tratta di un'intuizione da poco. La presenza di un'orchestra stabile costituirebbe un aspetto identitario per Cremona. Si tratta di un carattere propulsivo che si avvarrebbe di uno di quei miracoli che solo l'arte sa concretizzare. Non prendere seriamente in considerazione tale proposta è privare la Città di un bene che a lei si confà.
La musica, come è noto, è un linguaggio "asemantico" e induce alla fruizione personale, anche quella dei singoli maestri che compongono l'orchestra. Al contempo, però è segno dell'espressione della personalità di un compositore, di un interprete (direttore d'orchestra) che converge sul testo musicale l'attenzione degli strumentisti. E' in atto una palese contraddizione? No certo. Nessuno dismette la propria identità artistica, ma nell'orchestra si realizza quell'equilibrio in cui tutti sono partecipi per dare voce al testo musicale. Questo è il miracolo dell'orchestra.
Dare a Cremona un'orchestra è certamente un'utopia, ma è una di quelle utopie che contrastano il qualunquismo dell'utile a discapito del valore . E' l' utopia che, da sempre, Euterpe sa trasformare in realtà. Si ricordi che la musa è figlia di Zeus e di Mnemosine. La madre è la Memoria. Cremona non manca certo di una memoria attiva che grandemente la qualifica nel campo della musica.
Allora ben venga riproporre un progetto di enorme pregio e, al contempo, studiarne la fattibilità. Nulla è impossibile a chi vuol celebrare degnamente Cremona e l'arte che per eccellenza le è consona.

Grazia

20 febbraio 2026 17:55

Bilancio Comune di Cremona: 200milioni di euro.
Bilancio Fondazione Stauffer: 3/4milioni di euro
Cosa fa la Stauffer?
«La Fondazione Stauffer», raccontava nel 2015 il presidente Paolo Salvelli, «si fonda sul patrimonio lasciato dal fondatore e ha un bilancio di 3 milioni l’anno. Sostiene molte realtà cremonesi che, altrimenti, non esisterebbero. Come la Scuola internazionale di liuteria, la scuola statale a cui rimborsiamo il materiale per la costruzione dei violini. Per l’università abbiamo costituito un fondo di cinquemila volumi, sosteniamo il Festival Monteverdi, siamo soci fondatori del Museo del violino e, fiore all’occhiello, abbiamo i corsi della nostra Accademia, dalla quale è nata l’Orchestra da Camera italiana»

E il Comune?
.....
Presenta ciò che altri fanno. Dal Politeama in poi. Si congratula, afferma l'importanza della musica e della liuteria bla bla bla.
Ma per la musica quanto mette a bilancio davvero?
Ecco perchè l'orchestra, se se vorrà fare, sarà a completo carico dei privati. Sarà, per così dire, un'orchestra d'acciaio che potrà esibirsi all'ex cinema Tognazzi, visto che la programmazione dell'Auditorium non è più così tanto gradita. E il Sindaco di turno potrà congratularsi per l'iniziativa riaffermando quanto sia importante la musica per Cremona bla bla bla. Son buoni solo a presenziare alle inaugurazioni di progetti musicali altrui, per il resto tutto fumo e neppure di quello buono.