Cremonese, con coraggio e fiducia: il cammino salvezza riparte adesso
Alla vigilia di Roma-Cremonese, ventiseiesima giornata di Serie A 2025/26, il tempo delle analisi lascia spazio alla necessità.
La classifica oggi racconta una verità scomoda: i grigiorossi non vincono dallo scorso dicembre, da quel 2-0 allo Zini contro il Lecce che allora sembrava l’inizio di una risalita e che invece è rimasto un’illusione isolata. Da quel pomeriggio, undici partite senza successi, sette sconfitte e quattro pareggi, appena tre reti segnate. Numeri che spiegano più di tante parole il momento.
Il pareggio interno contro il Genoa ha interrotto l’emorragia, ma non ha cambiato la sostanza. La zona rossa è tornata a tre punti di distanza e la Cremonese si muove su un crinale sottile, dove ogni dettaglio pesa. Continuare a muovere la classifica diventa un imperativo categorico, anche in un contesto complesso come l’Olimpico. Perché è nei momenti di fragilità che si costruisce la salvezza, non solo negli scontri diretti.
L’attacco resta il nodo centrale. Jamie Vardy, simbolo e riferimento di questa squadra, attraversa una fase opaca, mentre il reparto offensivo fatica a produrre soluzioni, idee, alternative. La manovra arriva spesso fino ai venti metri, ma lì si spegne. La squadra di Davide Nicola ha perso brillantezza negli ultimi sedici metri e senza gol diventa tutto più complicato, anche quando l’atteggiamento resta ordinato e competitivo.
Detto questo il reparto difensivo resta una costante positiva ed il centrocampo, in attesa di recuperare pienamente Vandeputte e Payero — di Collocolo non si hanno notizie ufficiali — dà segnali di crescita. Il mercato invernale, affrontato tra vincoli e difficoltà, ha portato profili pronti, di categoria, che stanno alzando il livello medio di qualità e intensità. Non semplici rincalzi, ma giocatori in grado di offrire soluzioni tattiche che fino a poche settimane fa mancavano. Nicola oggi ha più varianti, più energia, più concorrenza interna. È un patrimonio che va tradotto in ulteriori prestazioni e punti al più presto.
Roma e Milan, le prossime due tappe, rappresentano ostacoli di alto profilo. Sulla carta proibitivi, ma non per questo inutili. Servono prestazioni solide, compatte, capaci di alimentare fiducia e consapevolezza. Perché il vero crocevia si intravede all’orizzonte: l’8 marzo, ancora contro il Lecce, che con la vittoria di Cagliari ha agganciato i grigiorossi in classifica. Sarà il primo di una serie di scontri diretti che definiranno la stagione, tra Fiorentina, Parma, Cagliari, Torino e Pisa.
I pareggi interni contro Cagliari, Verona e Genoa hanno lasciato rimpianti e punti pesanti per strada. Allo Zini serviva di più. Ora serve lucidità, coraggio, determinazione e attaccamento alla maglia. Mettere in discussione Davide Nicola in questo momento del campionato, appare insensato: la partenza sprint della Cremonese non ci ha messo al sicuro da un campionato molto difficile e complicato che in questa fase sta mettendo a dura prova i grigiorossi, ma è solo con l’unione degli intenti — e questo il mister non perde occasione di sottolinearlo — si può arrivare a centrare un obiettivo che è ancora alla portata, tanto più dopo la sconfitta nell’anticipo del Verona contro il Sassuolo 3-0.
A Roma non si decide la salvezza, ma si misura la tenuta. E in questo momento, più ancora dei moduli e delle scelte, conta la convinzione di poter e voler restare in Serie A. Il tempo stringe, ma il destino è ancora nelle mani dei grigiorossi.
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