28 ottobre 2026

Cremona città green? Sì, basta tacere dell'aria, dell'acqua e del terreno inquinato

Il 1695 è stato un anno rivoluzionario in materia di comunicazione e socializzazione, nello stesso anno in cui Antonio Stradivari piallava legno e creava violini in Inghilterra veniva promulgata una legge che garantiva la libertà di stampa. In pratica la tanto invocata libertà in materia di informazione, più di tre secoli fa, dava inizio ad un nuovo mondo lasciando spesso ai lettori l’interpretazione di fatti o notizie, notizie che magari andavano riviste in maniera differente.

Cremona è al quarto posto nelle città più green d’Italia, lanciata ad un passo dal podio la città di Stradivari sale la classifica a balzi da canguro per lasciare la zona retrocessione e puntare – il tempo darà risposta – alla vetta. Siamo tutti felici e contenti, una bella rimpatriata e ci scrolliamo di dosso i problemi legati all’inquinamento per far scappare l’occhio su un Ecosistema Urbano che premia le ciclabili e altre variabili. Il risultato è una analisi su una questione che sembra vivere di tematiche bellissime da far vedere su una lavagna luminosa, una classifica da appendere in salotto, proprio sotto quella della qualità dell’aria per non far torto a nessuno. Classifiche su argomenti come quello dell’inquinamento sono come l’anno 1695 per alcuni, analizzare determinati dati e creare una – più o meno interessante – classifica ha un retrogusto amaro, perché poi arrivano altre statistiche che piazzano la stessa città tra i primi posti, nel senso di peggiore, d’Europa. In quel caso, ovviamente, le lavagne luminose e le slide rimangono silenziose e spente, non sia mai che i balzi da canguro diventino passi da gambero, la zoologia è materia estremamente affascinante che ha moltissimo da raccontare, così come il fatto di interpretare dei numeri con l’occhio rivolto solo ad alcuni valori fa perdere, di solito, il famoso quadro d’insieme.

Nei disastrosi rapporti sulla qualità dell’aria, dell’acqua e del terreno la città non raggiunge la medaglia d’oro per poco, medaglia non nel campionato italiano ma direttamente in quello europeo, offrendo una prospettiva un po' diversa alle slide e alle lavagne luminose che in questo caso rimangono spente, forse per stimolare il risparmio energetico. Va pur bene l’alberello triste e solo piantato alla meno peggio come compensazione per la costruzione di nuovi centri commerciali, va bene la riga dipinta su una strada che crea una nuova pista ciclabile – siamo tutti felici per l’evoluzione ambientale cittadina – ma i dati che contano sembrano raccontare una realtà differente, realtà che è poi quella fortemente connessa con la vita quotidiana. Sia chiaro, Cremona era già inquinata nel 1695 circa ma trovare altri dati o forme di interpretazione ad un problema che incide in maniera feroce sui cittadini – i numeri legati a malattie correlabili anche all’inquinamento sono drammatici a dir poco – sembra più un esercizio di stile e di inglesismi che neanche un balzo da canguro. Le fantomatiche visioni di grandi costruzioni che si inseguono senza che nessuno si fermi per parlarne seriamente non risolvono molte questioni in materia di ambiente anzi, l’ambiente non ringrazia e il cittadino pure. Nel futuro, più o meno limpido, che ci aspetta il rischio è quello di vedere presentata una città con stupefacenti valori di vivibilità fino a quando non arriva una classifica che rimanda la città a settembre, costruire su suolo intatto per poi compensare con alberi non ti fa uscire dalla classifica europea, al limite fa solo peggiorare la tua posizione, i filtri per macchine fotografiche non rendono una donna più bella di ciò che è realmente. Il passionale amore per classifiche più o meno valide mi ricorda un compagno di università che si si definiva come “Il miglior portiere di calcio della provincia sotto il metro e 70”. Ci credo che era il migliore, era l’unico con una altezza che non raggiungeva quella citata ma questo ragionamento, il mio amico Marco, tendeva a dimenticarlo o ad ometterlo quando si presentava ad una ragazza, anche lui si affidava alla percezione e a numeri personali da presentare, ma di solito gli andava buca.

Marco Bragazzi


© RIPRODUZIONE RISERVATA




commenti


Stefano

28 ottobre 2026 13:59

C'e' un cedro dalla pendenza pericolosamente aumentata dopo il ciclone e con un altro tronco attaccato ad esso che lo spinge verso la carrozzabile, sulla scarpata di via bergamo sotto la ferrovia. Una delle tante situazioni arboree a rischio da me segnalate tante volte ormai ma inutilmente. E' ancora li' ,come tutti glj altri alberi di quella scarpata ,nell'apparente totale indifferenza istituzionale. Anche questo e' green e forse fa anche classifica. Quel green che aspetta il prossimo ciclone e che prima o poi cadra' in testa a qualcuno. E chussa' che "finalmente" faccia il morto. Poi ne vedremo e sentiremo delle belle!

Stefano

29 ottobre 2026 05:57

Ricordiamo ai soloni che snocciolano dati che cremona e provincia sono stabilmente tra i primissimi posti rispetto al bel paese per casi di nuovi tumori e per decessi legati a tali patologie……

Daniro

29 ottobre 2026 09:08

Se si da una scorsa al report di Legambiente su ecosistema urbano si può constatare che una classifica è un confronto diretto tra varie realtà (che forniscono i dati direttamente sotto la propria responsabilità) nessuna delle quali anche stando in alto raggiunge livelli ottimali. Per essere chiari se Cremona, ma anche Mantova che è prima in classifica, fossero confrontate con le migliori città europee in tema di sostenibilità, finirebbero in fondo alla lista. Detto questo credo sia comunque un modo per stimolare le città a tirarsi su le maniche e cercare di migliorare. E su questo non vi è dubbio che la qualità dell'aria e ciò che respiriamo (e vale anche per acqua e suolo) è pessima, era pessima, rimane pessima. E non solo "perché siamo nel catino padano" come starnazzano le oche giulive, ma perché l'aria cattiva che respiriamo è anche e soprattutto il frutto di produzioni locali dovute a traffico, industrie e agricoltura. Poi, per essere chiari, nel merito dei singoli fattori che hanno portato Cremona al quarto posto, non si può non essere colpiti dal dato sulle ciclabili che sarebbero uno degli elementi trainanti!! Stendiamo un pietoso velo.

Giovanni

29 ottobre 2026 11:23

Se parte delle ciclabili consiste in righe bianche pitturate per terra e sulle quali parcheggiano le automobili, ne abbiamo di strada da fare...

Danilo

1 novembre 2026 09:37

Qualche tempo fa parlando con una ragazza salernitana, mi diceva che se Cremona avesse il clima marino della costa campana sarebbe perfetta . Tempo prima parlando con un amico fotografo della val di Fiemme, mi diceva che se Cremona avesse l'aria della Val di Fiemme sarebbe perfetta , città dove vivere volentieri..............Se se se
Cremona ha il suo HUMUS