14 ottobre 2026

Gli alti costi del Welfare e la forza della gestione associata del Servizio Sociale

Ho accettato la sfida di scrivere del nostro Welfare  in un momento davvero delicato e critico per questa realta'.
Stiamo vivendo una delle crisi più profonde dal punto di vista della carenza  delle risorse umane, crisi comune, per la verità, a tutto il lavoro di cura  se pensiamo alle enormi difficoltà degli ospedali, accompagnato da un incremento di spesa  in aumento esponenziale.
La spesa sociale del distretto cremasco è aumentata di oltre tre milioni  di euro dal 2023 (20.042.902,84) al 2025(23.293.646,36) mentre la spesa  
sociale procapite da 124,95 a 143,68.
La  spesa sociale per abitante differisce ancora molto da Comune a Comune, presentando una forbice ampia che spazia da un minimo di euro 
36,96 a un massimo di euro 227,06.
Per non tacere di alcuni Servizi in particolare quelli relativi ai  minori che hanno segnato un incremento a volte insostenibile per  ciascuno Comune.
Tema portato all'attenzione della Regione, dell'Anci e anche del  Ministero nonché oggetto di attenzione e dibattito sul tavolo di comunità sociale cremasca per valutare l'avvio di una innovativa sperimentazione.

Circostanze queste che certo non favoriscono pensieri positivi e  tensione ideale.
Non posso però negare che un pensiero positivo si è affacciato con  prepotenza ed è la forza della gestione associata del Servizio Sociale.
Associata nel senso  dell'insieme dei Comuni  del territorio cremasco,  le 48 Municipalità che costituiscono il nostro Ambito, e penso  all'erogazione delle varie prestazioni affidata a CSC, ma anche   associata per il coinvolgimento dei molti protagonisti che operano nel settore del  Sociale che sono Soggetti Istituzionali e del Terzo Settore, del Volontariato e delle Associazioni e penso alla redazione  del Piano di Zona del Cremasco, infine associata nella rete  come  
metodo di lavoro che disciplina ogni singolo Servizio, riconoscendo  ruoli, luoghi e compiti.
Ho visto nella mia breve esperienza la ricchezza dell'Ambito cremasco nella sua forma associata, nella suddivisione in Subambiti come realta'  più circoscritta e più facile da raccordare, nell'importanza che tali   Soggetti hanno assunto oggi nella necessaria e improcrastinabile  Riorganizzazione del Servizio Sociale. "In un periodo in cui occorre guardare al futuro del welfare non solo in  termini quantitativi  chi si occuperà delle persone fragili,  ma anche  qualitativi come ci si occuperà delle persone fragili" (G. Agostoni ex  Presidente Dipartimento Welfare di Anci Lombardia) abbiamo ritenuto  fondamentale rivedere radicalmente il metodo,  l'organizzazione del  Servizio Sociale sul territorio tutto, cercando di coniugare  il  pensiero e l'aspettativa politica da un lato  e il pensiero e l'attività 
professionale dell'altro.
Con la delibera del 2 marzo 2026 i Sindaci dei 48 Comuni del cremasco hanno approvato all'unanimità la Riorganizzazione del Servizio Sociale che prevede dal punto di vista politico il rafforzamento del Subambito, come entità coesa rappresentata dall'insieme di tutti gli abitanti dei Comuni partecipanti  e la riqualificazione professionale e gestionale del Servizio Sociale di Base dall'altro.
Un lavoro coordinato di Equipe multiprofessionale che garantisca omogenità di risposte nell'intero territorio e diventi un luogo sicuro ed accogliente per prendersi cura dei bisogni dei cittadini ma anche un luogo in cui costruire comunità.
Sappiamo, noi di provincia, l'importanza di investire nelle risorse delle comunità e nel  valore delle relazioni bene indispensabile per  contrastare le molte solitudini .
Quindi non più la cura come prestazione: la singola risposta a un preciso bisogno, ma la cura come servizio, ascolto, sollecitudine, attenzione.

Presidente di Comunità Sociale Cremasca

Chiara Tomasetti


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commenti


Blek

17 ottobre 2026 14:43

Ma, veramente strano il suo articolo. Non vedo cosa voglia dimostrare. Che la spesa/tassa dei cittadini per il welfare si riduce con la riorganizzazione sociale? A me pare fumo negli occhi. D'altronde pur di non vedere e nominare a cosa si deve anche e soprattutto l'incremento del costo del welfare,le si provano tutte a livello ideologico. Aumento a partire dai minori non accompagnati ne' "fragili" di provenienza esotica ( un costo enorme di cui dovrebbe farsi carico altri,non certo l'Italia) ai sussidi erogati alle presunte ragazze madri in realta' terze o quarte mogli di qualche/tanti? furboni, e quindi le spese enormi della sanita" per chi fa' ricorso al servizio ospedaliero d'urgenza per un po,' di raffreddore,e che gode dello statuto di specie protetta alla quale tante spese sono condonate..

mauro

18 ottobre 2026 06:46

Brava chiara,
Non ci sono alternative alla gestione associata del servizio sociale. L'aumento dei costi vale anche nel sud della provincia, e si spiega anche con l'aumento delle fragilità, oltre che delle disuguaglianze. Aggiungerei che stiamo assistendo a una sorta di fuga dal lavoro pubblico, o perlomeno di quello offerto dagli enti locali. Ma e' bene ribadire che solo un assetto complessivo ben organizzato, coeso e protettivo del lavoro sociale e dei suoi addetti che possiamo provare a rispondere alle sfide contemporanee.
Mauro Ferrari, vice presidente CDA concass