Fare informazione è raccontare anche l'altra faccia della luna (della politica locale)
Qualche lettore ha notato che negli editoriali domenicali alcuni temi compaiono con frequenza. Vero, ma è una scelta consapevole e precisa in antitesi all’informazione frenetica e sincopata di oggi. Tentativo artigianale per mantenere le notizie vive e prolungarle oltre il tempo di una scritta sulla sabbia. Per riproporle affinché non cadano nell’oblio e non scompaiano. Per evitare che si disperdano nello tsunami di informazioni, caratteristico dell’era digitale. Per ridurre la possibilità che quelle scomode scivolino via come acqua sulla pietra senza lasciare traccia. Caratteristica che appartiene alla nostra provincia, patria della comunicazione blindata, presidiata da una flotta di mezzi cartacei e digitali schierata al fianco dell’establishment. Flotta oggi messa in difficoltà da alcuni quotidiani online presenti sia a Cremona che a Crema. Sarebbe presuntuoso pretendere di trasformare l’informazione locale in narrazione, ma non è velleitario provare a contenere lo storytelling effimero e pilotato della comunicazione mainstream.
Insistere sul tradimento del Pd cremonese e di Fabio Bergamaschi, sindaco di Crema, per l’astensione in assemblea sul nuovo statuto di Padania Acque non è accanimento contro un partito in difficoltà. Piuttosto è un modo per mantenere accesa la discussione sul vulnus aperto dalla delibera favorevole a modificarlo. Delibera, già approvata dai consigli comunali soci, ma poi bocciata dall’assemblea della società. Assemblea formata dagli stessi sindaci-soci o loro delegati, i medesimi che l’avevano approvata in consiglio comunale.
Sottolineare la foga di Andrea Virgilio, sindaco di Cremona, nel propugnare il decoro cittadino leso per il furto di due piantine da una fioriera e contrapporlo all’assoluzione dei tifosi della Cremonese che ballano sul tavolo della Consulta, non è polemica sterile. Al contrario, è un tentativo di mostrare l’altra faccia della medaglia. Quella della comunicazione di regime caratterizzata dal mantra del tutto va bene, anche quando molto va male. Ricordare le contraddizioni del sindaco, mentre i media asserviti ne tessono le lodi, non è fucilazione sommaria. È un espediente per controbilanciare un’informazione che raramente mostra la parte nascosta della luna. Un sistema per smascherare lo storytelling al rosolio veicolato dai media gregari delle istituzioni.
Il carisma di Luciano Pizzetti, presidente del consiglio comunale di Cremona, è nettamente superiore a quello di Virgilio. Evidenziarlo è un dato di realtà, con una significativa valenza politica, determinante per valutare le responsabilità delle scelte dell’amministrazione comunale. Non è una facile scorciatoia, un buttare la palla in tribuna, per incrinare l’immagine del sindaco.
A delegittimare Virgilio è lo stesso Pizzetti con la sua presenza asfissiante e quasi ubiquitaria nelle occasioni importanti e nelle decisioni amministrative che contano. Un agire che invece di aiutare l’allievo prediletto, ne mina la leadership.
Ricordarlo e ribadirlo non è un attacco personale alla coppia Virgilio-Pizzetti. È un dato di fatto, oggettivo e incontestabile, anche se non è rosa ed è indigesto. È l’informazione libera, bellezza, direbbe Humphrey Bogart.
Silvio Berlusconi riteneva che un leader si distingua per il quid, requisito secondo lui, assente in Angelino Alfano. Mancanza che rendeva problematico candidarlo a premier del centrodestra. Anche Virgilio difetta di quid. Se lo possiede, pochi se ne sono accorti. È fuori discussione la sua abilità d’assessore e di vicesindaco, ruoli ricoperti nelle precedenti amministrazioni. Nessuno eccepisce sulla sua esperienza politico-amministrativa ultraventennale. Qualche dubbio sorge sulla sua possibilità di essere un sindaco da podio. Di essere un campione olimpico della pubblica amministrazione. È il principio di Peter, secondo il quale le persone avanzano nella carriera fino a raggiungere il loro livello di incompetenza. Ne deriva che un ottimo assessore o un eccellente vicesindaco possono deludere se traslocano al piano superiore, quello del sindaco. Ofelè fa el to mesté direbbe il vecchio saggio, cosa che l’attuale amministrazione comunale non ha ancora dimostrato di essere capace di fare. Ma i media allineati non lo rilevano.
La gestione dell’appalto Saap (Servizio di assistenza per l’autonomia personale), la polemica per il muro di cinta dell’Area Frazzi e quella per la rotatoria di Largo Moreni, non favoriscono l’assegnazione della medaglia d’oro all’amministrazione comunale. Ma nemmeno quella di bronzo. Ad abbassare ulteriormente la media contribuiscono due problemi che in queste settimane agitano il sonno della maggioranza: l’illuminazione pubblica e l’appalto rifiuti che rischia di finire al Tar come è accaduto a Lodi.
Nel contempo una minoranza più frizzante ha incominciato a incalzare l’amministrazione con maggiore convinzione e incisività. Gli interventi dei consiglieri Alessandro Portesani, Maria Vittoria Ceraso, Marco Olzi, Andrea Carassai sono saliti di livello per contenuto e convinzione e hanno incrinato il paese dei balocchi raccontato dall’informazione embedded al seguito dell’esercito comunale.
Ritornare su questi argomenti è utile per la città e il territorio e agevola i distratti a non dimenticare. A non archiviare. È un aiuto a tutti per non diventare gli abitanti dell’Isola dei senza memoria (Yoko Ogawa, Il Saggiatore). Ma anche un modo per avvertire chi intende cambiare che non è solo.
Sottolineare che Crema è più affine a Milano e poco a Cremona non è un delitto di lesa maestà. Sostenere che i cremaschi guardano alla metropoli e non al capoluogo non è sciovinismo becero e di piccolo cabotaggio. È così e basta, certificato dalla pletora di studi e analisi sul futuro del territorio e imposto dalla conformazione geografica della provincia. Non è un’opinione. Non frutto di un’idiosincrasia congenita tra cremaschi e cremonesi. Non conseguenza di scorie radioattive della storia locale non ancora decadute.
Rifiutare il dato di realtà, invece di renderlo un’opportunità per collaborare, porta sulla via maestra della decadenza della provincia di Cremona.
Marcare questo aspetto non è un invito alla divisione, ma uno stimolo a una maggiore cooperazione per non affondare.
Scrivere che la politica locale è indirizzata dagli stakeholder è la scoperta dell’ovvio, che si finge di ignorare. Un’ipocrisia per non ammettere che in questo i politici hanno fallito.
La vicenda del nuovo ospedale è paradigmatica. Il progetto è stato presentato prima ai portatori di interesse, poi - con molta calma - ai cittadini. E le migliaia di firme raccolte dal comitato che si oppone alla realizzazione sono state ignorate.
Rilevare che il Pd sia fucina di idee confuse e con identità fluida, partito di zombi che vagano senza meta, può non piacere, ma non comporta l’accusa di eresia con conseguente scomunica. Tutt’alpiù merita l’etichetta fotografo cinico, che non interviene sulle immagini con Photoshop per edulcorarle.
Michele Bellini si è dimesso da segretario provinciale del partito. Ha salutato i compagni con un lungo comunicato poco di facciata e molto di sostanza. Ha evidenziato la staticità del Pd di casa nostra e l’impossibilità di modificarlo. Un commiato educato, simile a una torta paradiso ricoperta da zucchero a velo mescolato a cianuro.
Il feeling tra Pizzetti e Marcello Ventura, coordinatore provinciale e consigliere regionale di Fratelli d’Italia, non aiuta a diradare la nebbia in cui è avvolto il partito. Non bastasse, durante l’assemblea di Padania Acque, il Pd cremonese ha tradito i consigli comunali. Quello cremasco ha rispettato il mandato. Già, due rette parallele. Camminano sullo stesso binario, ma non si incontrano mai.
Se si intende infierire basta aggiungere la guerra perpetua per le nomine nei vari consigli di amministrazione di società partecipate degli enti pubblici, che ha nel Pd uno dei protagonisti.
Rosolino Azzali, portavoce di Virgilio, vicesindaco di Corte de’ Frati, si è ufficialmente proposto per ricoprire il posto lasciato vuoto da Bellini. Uno e trino, come il padreterno. Ideale per risolvere i problemi del Pd provinciale. Perfetto per vigilare sulla fedeltà di Virgilio al partito. Poker da sballo: segretario provinciale, vicesindaco, portavoce e guardiano dell’ortodossia. O yeah!
Infine c’è il pokerista, Fabio Bertusi. Semi ignorato dall’informazione ortodossa, muove in modo trasparente per gli addetti ai lavori, le pedine della politica locale meglio di Cincinnati Kid. Citarlo è un dovere. È informazione.
Editoriali monotematici? Sì, per riportare al centro i fatti, le cose. Argomenti reiterati? Sì, repetita iuvant. «La costrizione alla comunicazione accelerata ci depriva della razionalità» (Infocrazia, Byung-Chul Han, Einaudi). Informazione fuori dal coro? Sì, i cantori del sistema abbondano. Sono inflazionati. E le voci bianche stonano in redazione. Più adatte quelle rock. Ancor meglio i fuoriclasse. I Franco Battiato che cantano: «Si credono potenti e gli va bene quello che fanno. E tutto gli appartiene»
La fotografia della luna è di Riccardo Rizzi Maverick
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commenti
Giuseppe
8 febbraio 2026 09:36
S'ils n'ont plus de pain, qu'ils mangent de la brioche...
Ogni gestore del potere che si allontana troppo dalla realtà, prima o poi ne fa le spese. È la storia che ce lo insegna. Lo ha vissuto personalmente Maria Antonietta, regina di Francia, pagando a caro prezzo la sua indifferenza verso il popolo affamato, prima della Rivoluzione.
Lo pagherà a caro prezzo il PD nelle prossime tornate elettorali. E più del PD il cittadino medio sempre più povero, costretto a lunghe attese (in Stazione, in Ospedale, in coda nel traffico...), malmenato da reietti della società (Direttore Despar Cremona) o derubato in casa propria (S. Ambrogio, Villetta, Zaist, Malagnino...), mentre la politica discute di cose irrilevanti senza trovare soluzioni accettabili per i problemi quotidiani.
A proposito... quando smantelleranno definitivamente il cantiere di via Bergamo a Cremona? Aspettiamo un tragico investimento sulle strisce? Grazie.
Innominato
8 febbraio 2026 10:07
Grassi è sempre preciso puntuale perfetto e ha sempre ragione su tutto Purtroppo
Il PD invece ormai partito diverso
Diverso da prima diverso da serio da on
da efficace da utile ..
Sarà che Pizzetti è ormai sulla via del tramonto che Virgilio è inesistente che Poli e Galletti siano (non pervenuto ecc ecc ma per Cremona basta guardarsi in giro è allo sbando ( strade inquinamento verde ecc e aggiungi ospedale treni autostrade per Mantova inceneritore ) anzi è serva del Padrone quello che il PD dice sia Giorgia nei confronti dell'abbominevole Trump mentre la stampa locale meno voi per fortuna ) sono gli zerbini sotto un'unica "guida " W Cremona povera Cremona
Gianni
8 febbraio 2026 10:18
Ho votato Pci, Pds, Pd per una vita. Non ho più voglia di turarmi il naso pur di restare nel solco di cinquant'anni di voto. Se riesco a trovare qualcosa di interessante alle prossime elezioni voterò altrove nonostante la mia storia altrimenti me ne starò a casa.
Franz
8 febbraio 2026 12:15
Non getti la spugna, vada comunque a votare: può sempre annullare la scheda, educatamente, come ho fatto io; si potrà almeno distinguere il non voto dettato dall'indifferenza da quello indignato.
Libero Marino
8 febbraio 2026 10:20
Condivido l'analisi di Grassi. Dove finirà la sinistra con questi personaggi?
Danilo
8 febbraio 2026 14:39
Ai cremonesi (e a me) è mancato il coraggio di voltare pagina. Non è che Perri abbia fatto peggio di quelli che son venuti dopo. Purtroppo abbiamo perso un'occasione. Mi spiace per la città
biagio
8 febbraio 2026 14:42
L’editoriale tocca molti temi importanti, ma a volte li fonde in un unico flusso senza distinguere con chiarezza ciò che è fatto, ciò che è opinione e ciò che è valutazione personale. Questo rischia di creare un “calderone” dove tutto si mescola e il messaggio perde nitidezza. Proprio perché la critica è utile, sarebbe ancora più forte se separasse meglio i piani e indicasse quali soluzioni concrete si immaginano per i problemi descritti. La chiarezza, anche nel dissentire, aiuta tutti a capire meglio la realtà. Saluti da biagio
Ginetto Ferrari
8 febbraio 2026 14:55
Il malcontento in città è diffuso. Lavori malfatti, centro deserto, negozi che chiudono, inquinamento. E nessuna risposta dal Palazzo. E se nascesse una lista civica vera dal malcontento generale visto il comportamento dei partiti?
Tommaso
8 febbraio 2026 15:27
L’informazione è il vero potere. Si veda, ad esempio, a tal proposito il silenzio assordante in Occidente sui file Epstein. Un sistema di controllo basato sui vizi degli influencer del nostro tempo.
Bene fa il dott. Grassi (grazie anche a Cremonasera) ad andare in controtendenza rispetto ai suoi presunti colleghi, proni ai desiderata di chi gestisce quel potere.
Non è più l’epoca della coercizione o del “meccanico impedimento” di gramsciana memoria. Oggi il potere vende fake news, inquina i pozzi tramite i “professionisti dell’informazione”, crea “rumori di fondo” che distraggono e nel mentre etero-dirige pedine stando un passo indietro (o di lato). E lo fa con pervasività. Ha gioco facile su una popolazione psicologicamente permeabile alla propaganda , incapace di distinguere i fatti dalla narrazione.
Vale nella geopolitica come nella politica locale. Praticamente tutti i partiti sono morti ideologici che camminano, meri riflessi di quello che furono in passato.
C’è da ricostruire noi stessi (con la conoscenza fatta di informazione indipendente) e poi necesse una coscienza collettiva che porti alla consapevolezza che siamo di più e più forti di qualunque mafia che pretende di dirci cosa fare.
Se non facciamo questo, siamo semplicemente complici.
Vi invito a visitare:
https://www.italianinformazione.it/
Rosso
8 febbraio 2026 17:25
Ma quel poco di sinistra che c'è in comune (Avs) non ha mai un sussulto nel vedere tutto questo?
Cinzia
8 febbraio 2026 19:37
Gli editoriali di Grassi sono sempre fonte di ispirazione di riflessioni che vanno oltre il contenuto...
Chi sostiene che Grassi sia a corto di argomenti non si accorge che è la governance del territorio ad essere tremendamente noiosa ... una governance che ha la straordinaria capacità di colorare tutto di grigio e riuscire ad assopire l opinione pubblica ...per risvegliarla a suo piacere in occasioni particolari agitando parole d ordine facilmente comprese....
Sulla città ristagna una cappa di polveri sottili che soffoca anche le opinioni ..per cui alla fine sono ben pochi i motivi per cui dare un segno di vita ...la Cremonese ...la festa del torrone ....
Sarà probabilmente l indole della gente della "bassa" ma non si può non riconoscere a chi governa la città di avere il grande merito di massimizzare questa caratteristica..
Cosi sulle nostre teste passa ogni cosa ... saltuariamente ci viene dato in pasto un argomento che ci fa discutere per qualche tempo ( la balaustra del Morbasco ...il furto delle piantine dalle fioriere del centro storico..) e intanto "loro" vanno avanti a gestire le " cose che contano".
Lo fanno senza smuovere troppo le acque ..strizzano l' occhio agli "avversari" politici ..fingono una qualche lieve contrapposizione ma trovano sempre il modo di non litigare.
E così l Assessore Pasquali che vota diversamente dal mandato del Consiglio non scandalizza, il servizio di raccolta dei rifiuti prosegue indisturbato, i nuovi centri logistici sottraggono ancora un po' di verde, il progetto del nuovo ospedale prosegue con passo felpato ...tutto appare lontano ...come fosse stata messa la sordina all opinione pubblica.
Una platea che ascolta la sinfonia suonata da un ineffabile direttore d orchestra che con una sola mano dirige destra e sinistra smorzando gli alti e contenendo i bassi.
Questo è il PD a Cremona che nemmeno le dimissioni di Bellini sono servite a dare uno scossone ..che occasione persa !!! Fermarsi un momento a misurare la distanza tra la politica e i cittadini ...farsi una domanda e darsi una risposta ....Ma no che bisogno c è ...Bellini è stata una parentesi ...avrebbe potuto essere una ventata di novità ..ma si sa in pianura il vento da fastidio ...meglio seguire il corso placido del Po e affidarsi a chi è uno e trino: portavoce del Sindaco ...Sindaco lui stesso ed ora anche segretario ..il cerchio si chiude e tutti fanno il girotondo attorno al pifferaio magico..che guida l' allegra compagnia tenendo per mano il sindaco .
Ben vengano gli editoriali di Grassi e chissà siano utili a farci risvegliare da questo torpore.
Laura
9 febbraio 2026 06:19
Ciò che colpisce di più è l'incapacità organizzativa di Cremona. Un politico (e la politica...) sono innanzi tutto produzione di idee e di progetti volti allo sviluppo della città.
Si vuole aspirare ad essere città della cultura '29 quando non si è capaci di organizzare una Mostra per valorizzare i musei cittadini, un carnevale (Pescarolo con 1.500 abitanti è un esempio di efficienza come Soresina e Crema per la fantasia) per animare un centro morto. Passa la fiaccola olimpica e non si è in grado di organizzare nessun evento collaterale per valorizzare lo sport. Si porta la Vittoria alata a Palazzo Lombardia e poi? Quali ricadute per Cremona? Quale piano per attirare turismo legato ai Giochi? Nessuna. Nessuna idea, nessun progetto, nessuna capacità organizzativa. Solo viaggi pagati per assessori e portaborse in giro per Fiere ed eventi internazionali (Corea, Cina...) e far due foto sorridenti con Fontana, senza nessuna ricaduta per la Città, che langue.
Questa è la cifra di un capoluogo che assomiglia ad un pavone che continua ad aprire la coda per distrarre gli elettori, che seguono a ruota. Ma non so ancora per quanto...
R.C.
9 febbraio 2026 06:52
Il quadro che fa Grassi della politica locale è da brividi. Se davvero è così (ma quello che si vede è proprio in questa direzione) come venirne fuori?