10 febbraio 2026

Le strade dissestate, le colpe di Giove Pluvio e i tir del centro logistico. Aspettando la Dea Flora

C'era una volta, ma c'è ancora, una strada lunga e non troppo tortuosa che collegava una città da est ad ovest – e viceversa – e che serviva ai mezzi per andare di qui o di là, insomma lasciava ad ognuno decidere liberamente dove andare. Dove portava quella strada è chiaro, è una strada ben segnalata, quale direzione volesse prendere la città è cosa ben più difficile da capire.

Giove Pluvio è uno tra gli dei più insopportabili, si presenta all'improvviso quando fai una grigliata estiva o sei al mare, oppure costringe due squadre a rimandare una partita, però irriga i campi e innaffia le piantine, anche quelle che vengono rubate dalle fioriere in centro, ma ogni tanto ripulisce l'aria e anche le strade. Fa il suo lavoro il piovoso Giove, del resto mica per niente esiste da ben prima dei dinosauri e porta acqua sotto varie forme, ma quando arriva a Cremona più che innaffiare le piantine viene additato come il responsabile di interi pezzi di strada che si sgretolano lasciando crepe e fessure da ricordare. Dall'alto delle nubi e del monte Olimpo Giove Pluvio scrolla le spalle e e sospira; se una strada, o più strade, cadono a pezzi per manutenzioni o scelte poco ortodosse è inutile rivolgere lo sguardo verso le nubi, lo sguardo andrebbe rivolto verso terra.

Quella strada lunga ma non troppo tortuosa rappresenta, idealmente, il tessuto stradale cittadino, che siano in bitume o con sampietrini di pregio lo stato dell'arte tende sempre più a collassare, tra i grandi progetti da sviluppare, un futuro lontano da abbracciare e buche da asfaltare. La soluzione proposta per rivolvere la questione è semplice: un polo logistico per mezzi pesanti può bastare, vedrete quanto piacevoli diventeranno le strade su cui viaggiare o camminare. Con il passaggio di due camion al minuto – ipoteticamente, poi bisognerà vedere all'atto pratico – un nuovo polo logistico risolverà la questione delle strade a pezzi, così come risolverà in un sol momento anche l'inquinamento. Giove Pluvio ti abbiamo fregato, dicono ridacchiando alcuni, qualche migliaio di camion al giorno saranno un toccasana per le strade e per gli abitanti, un paio di piante messe a caso e anche l'aria non soffrirà più di tanto. La dea Flora ringrazia per le quattro piantine, meno le due che sono state rubate in centro, ma si domanda come le stesse possano crescere con tranquillità senza l'ausilio del padrone della pioggia, evidentemente a Cremona la biologia viene studiata in maniera diversa rispetto al resto del mondo.

Giove Pluvio conosce bene la Dea Flora, lavorano insieme da migliaia di anni, la ragazza è carina, ti aiuta a scegliere i fiori ed è molto paziente ma la pazienza ha sempre un limite che piaccia o meno, per cui prima o poi abbandonerà sia quel tratto di strada lungo e poco tortuoso e l'aria di Cremona per rivolgere i suoi interessi altrove.

Cremona rimarrà con le strade che cadono a pezzi e un nuovo polo logistico che, non si sa come né il perché, agli abitanti di certo piacerà, così raccontano tra una slide e le poche luci rimaste attive nella città. “Viaggiare senza danni ai mezzi e camminare senza cadute” sarà il nuovo motto cittadino, altro che la forza nel braccio di quel Giovanni Baldesio ormai passato di moda e che non potrebbe capire quanto le strade a pezzi possano diventare una nuova forma di turismo; vuoi mettere organizzare tour tra strade rattoppate alla meno peggio nella speranza che non piova? L'intera città potrebbe diventare un set per qualche pellicola del futuro di quelle dove le macchine volano e nelle strade vivono strane creature, altro che scattare fotografie da un autobus scoperto girando Beverly Hills tra le ville degli attori e dei produttori.

Giove Pluvio e la Dea Flora si guardano perplessi, se le strade di Cremona hanno una storia da raccontare, come scriveva benissimo il professor Gianfranco Taglietti lustri fa, oggi sembra che quella storia non sia più legata a rendere le strade più vivibili ma, in pratica, a farle vivere in maniera peggiore con o senza pioggia e con o senza le due piantine rubate da una fioriera.

Marco Bragazzi


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commenti


Lev

10 febbraio 2026 07:00

Divertentissimo, Bragazzi!