Gli strumenti musicali "nuovi" di Leonardo, la scienza come referente necessario della ricerca
L’occasione dell’evento alla Villa della Dama dell’Ermellino offre l’opportunità per riprendere alcuni temi che riguardano la rilevanza della liuteria, che va ben oltre lo strumento ad arco inteso come mezzo per far-musica.
La genialità di Leonardo è ben nota, forse però non è debitamente conosciuto il suo approccio ai fondamenti teorici del sapere. Si tratta del rapporto fra conoscenza e realtà.
Ma procediamo con ordine.
È risaputo come con lui l’esperienza, che è a fondamento della conoscenza, assuma la funzione di “esperimento”. Si tratta di oltrepassare il sapere fondato sull’empiria, sulla consuetudine del dejà vu, sull’ovvietà. Con lui si definisce in cosa consista l’indagine. Questa è finalizzata a conoscenze precise che consentano lo sviluppo della prassi. Leonardo va oltre ciò che è noto e si pone alla ricerca di soluzioni adeguate per affrontare temi che solitamente sono ritenuti non accessibili alla mente umana. Come non ricordare il “volo”. Egli amplia l’orizzonte della ricerca per raggiungere nuovi risultati da lui immaginati quasi in modo visionario.
Si è detto del volo, ma Leonardo anche in ambito liutario propone nuovi strumenti per ottenere timbri non consueti. Lo scopo è quello d’offrire alla musica sonorità capaci d’interagire con essa. Per altro, va ricordato che egli stesso è musicista.
L’invenzione in lui non è mai fine a se stessa, ma mentre potenzia la conoscenza, presenta opportunità nuove: scoperte. Nel caso dello strumento a corde l’attenzione è rivolta ad un approccio antico alla musica: all’approccio dei Pitagorici ripreso dai Neoplatonici del suo tempo.
L’esperimento va oltre il riferimento al saper-fare per confrontarsi con l’armonia: armonia del creato, l’armonia dell’universo. Questa non è soggetta a mero esperimento, ma va individuata attraverso il percorso della “matematica” che per sua natura è inconfutabile. La musica si colloca entro tale orizzonte. La musica non è divertissment; la musica svela l’orizzonte ultimo del reale.
In quest’ottica va ripresa la costruzione degli strumenti musicali. Leonardo ha ben presente che la “corda musicale” ha costituito il primo concreto approccio all’armonia. Pitagora e i Pitagorici a tale studio si erano affidati. Tale riferimento alla musica non appartiene solo a Leonardo, ma alla cultura classica. Lo stesso Bach non si allontanerà da questa concezione.
L’attenzione del Maestro Liutaio Michele Sangineto costituisce un importante avvicinamento alla concezione dello strumento a corde di Leonardo. Il Maestro si mette alla sua scuola offrendo ad essa puntuale studio, profonda intelligenza e indiscussa capacità di Liutaio.
C’è di più. Egli consente ai musicisti e a chi si mette all’ascolto di “recuperare” sonorità “nuove”. Ossimoro? Certamente no. Non si sa se il nostro orecchio sia capace di percepire nella loro reale consistenza i suoni vinciani. Il nostro orecchio non è certo educato a tale ascolto. Quanto però è indiscusso è l’importanza di aver resi coevi a noi gli strumenti progettati da Leonardo.
Alcune osservazioni a margine. Noi oggi limitiamo la nostra attenzione ad un numero molto esiguo di strumenti a corda. Quanto ci viene offerto dal maestro Liutaio Sangineto è la sollecitazione e la concreta opportunità a riprendere una tradizione molto più vasta. Non dimentichiamo che in Cremona è presente Musicologia che da sempre è attenta agli studi della musica “antica”. Altrettanto, dicasi per l’Accademia W. Stauffer. Si tratta di istituzioni che danno un grandissimo prestigio alla Città, rendendola capitale non solo della liuteria per la presenza di maestri liutai di fama internazionale, ma anche per la formazione di musicologi e di musicisti che sanno trovare, per meglio dire, ritrovare quella memoria storico-attiva che costituisce il nostro patrimonio culturale. Il Museo del Violino si mette in dialogo con l’Auditorium Arvedi promuovendo, oltre i concerti, masterclass che consentono un approfondimento che, mentre educa all’ascolto, conferisce conoscenza della liuteria e della musica.
Da ultimo, non certo per ultimo, deve essere promossa la conoscenza della “scienza” come referente necessario per la ricerca. Si fa riferimento, ad esempio, alla dendrocronologia, alla chimica delle vernici, alla meccanica dello strumento, alle armoniose proporzioni degli strumenti per quanto riguarda la liuteria; si fa riferimento alla “matematica” non solo per definire gli algoritmi più idonei allo sviluppo della conoscenze, ma soprattutto alla matematica che si confronta con la musica e di cui essa è fondamento. Non si dimentichino le nuove riflessioni intorno al fondamento della matematica (es. realismo matematico) che hanno origine in studi del passato. Il riferimento va a testi di cui la nostra Biblioteca Statale è depositaria. Il patrimonio librario è un bene che è fruibile a tutti coloro che varcano la soglia di palazzo Affaitati. Inoltre, è luogo per l’educazione dei più giovani che possono scoprire le magnificenze della loro Città: capitale della liuteria e della musica.
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