In religioso ascolto della Parola che esce da Dio
“La parola che copre tutto, che è in tutto, mi dicevi, viene a noi spezzata come in tanti bocconi di pane. Nessuno può sottrarsi alla parola; puoi essere roccia, puoi respingerla infinite volte, ma il vento riuscirà sempre ad accumulare nelle fessure il terriccio sufficiente a farla germogliare. Come nessuno, prima o poi, sa sottrarsi al profumo del pane. Ogni uomo, mi dicevi, è la parola che si è fatta carne; il vero significato della vita è prendere coscienza di questo mistero che ciascuno porta di dentro. La parola può moltiplicarsi all’infinito senza perdere la sua unità; l’uomo è unito all’altro perché la parola è una” (L. Bianchi, La messa dell’uomo disarmato, Sironi, Milano 2003, p. 7).
Il 5 gennaio del 2012 veniva a mancare don Luisito Bianchi, prete vescovatino che ci ha lasciato testi di profonda sapienza e di letterario incanto, primo fra tutti il suo capolavoro “La messa dell’uomo disarmato”.
Sono sue le parole attraverso le quali mi piace soffermarmi in ascolto del brano del Vangelo secondo Giovanni che la Chiesa ci consegna nella prima domenica dell’anno.
Riascoltando questo testo dopo il giorno di Natale, è bello sentire che in Dio c’è una Parola, un Verbo che da sempre, dal principio, è presso di Lui, è uguale a Lui eppure dal Padre distinto.
È bello sentire che questo Verbo è il programma attraverso il quale Dio ha organizzato il mondo, tutto ciò che esiste. Ed è bello sapere che questo Verbo si è reso a noi visibile, conoscibile, facendosi carne e venendo ad abitare in mezzo a noi. È bello ascoltarlo perché, secondo quanto Giovanni ci dice, c’è una profonda unità tra la vita di ogni uomo creato a immagine e somiglianza con Dio e l’ordine del mondo che rispecchia anch’esso un’immagine di Dio.
Ascoltare queste parole ci dice ancora che c’è una comunione tra il profondo dell’animo dell’uomo e il Vangelo di Gesù, perché in entrambi abita la Parola: la Parola sovrana attraverso la quale è stato creato il mondo, che l’ha ordinato, che lo sostiene sempre con il soffio dello Spirito e ad immagine della quale è plasmato il volto di ciascuno di noi.
È per questo che da cristiani affermiamo senza esitazioni che ogni uomo è Tempio di Dio, perché abitato dalla Parola che Dio pronuncia. Per questo da cristiani non temiamo di guardare sempre a Gesù come il riferimento per la nostra vita, poiché crediamo che in Lui abita la pienezza di Dio che a noi si è donata e fatta conoscere.
È per questo che da cristiani ci mettiamo in quotidiano ascolto della Parola che ci accompagna, ci previene, ci sostiene, ci affascina con la sua radicalità, la sua forza, il suo coraggio, la sua umiltà, la sua delicatezza, la sua capacità di dare ordine al mondo.
È per questo che da cristiani siamo chiamati a misurare in ogni occasione le nostre parole sulla Parola, perché la sua forza creatrice abiti in esse ed esse si riempiano della sua forza per costruire il mondo, per ordinarlo, per amarlo, nonostante tutto.
Ogni volta che dalla Parola ci allontaniamo ci lasciamo avvinghiare dall’oscurità di tenebre che sempre minacciano il mondo, l’antiparola, come diceva don Luisito, che si oppone alla possibilità della Parola di abitare in mezzo a noi, l’antiparola a cui noi possiamo dare spazio con le nostre parole quando esse sono parole di morte anziché di vita, parole di imposizione del più forte anziché di grazia, parole di menzogna anziché di verità.
In questa domenica che precede di poco il nostro ritorno alle quotidiane attività dopo il periodo delle feste, accogliamo con gioia il canto della Parola che la Chiesa ci dona nel prologo di Giovanni. Accogliamolo come inebriante profumo di vino nuovo che sprigiona dal tino della Scrittura in cui la Parola riposa e fermenta, per donarci freschezza di nuovi orizzonti che rinnovano la vita; il profumo di vino nuovo che rompe gli otri vecchi di schemi e mentalità tristi che ci vincolano in abitudini con le quali addomestichiamo il Vangelo per rendercelo più comodo, più familiare, meno esplosivo della forza che ha in sé, capace di vincere ogni tenebra che è dentro e fuori di noi.
Lasciamoci abitare dalla forza della Parola che si è donata a noi in Gesù, Dio fatto uomo, perché questa Parola che è dal Principio, prima e oltre il tempo e che tutto sostiene e guida, accompagni i passi che compiamo ogni giorno del nuovo anno, per vivere da figli e non da schiavi, da fratelli e non da estranei, da amanti della vita in difesa della dignità di ogni uomo e donna per i quali il Verbo è venuto ad abitare in mezzo a noi e ha dato la sua vita, dono della grazia e della verità di Dio offerto ad ogni essere umano.
Accompagnati dalla Parola che è il Signore Gesù auguro a tutti un sereno anno 2026.
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commenti
Antonio Vezzosi
24 gennaio 2026 09:54
Don Luisito l'un gradevole prete legato alle Acli e che considero un mio grande amico assieme a Don Giuseppe MORI ed ad Enrico ANELLI. Un super trio di grandi uomini