5 aprile 2025

Vent'anni senza Papa Wojtyla

Il 2 aprile di 20 anni fa tornava alla casa del Padre Karol Wojtyla, 264° Pontefice della Chiesa Cattolica Romana con il nome di Giovanni Paolo II.

Chi scrive è nato proprio nel 1978, l'anno dei tre Papi, Paolo VI, il grande intellettuale bresciano morto dopo una lunga malattia il 6 agosto, Giovanni Paolo I, il docile bellunese morto improvvisamente dopo soli 33 giorni di pontificato, e poi quell'uomo venuto da oltre la Cortina di ferro, sconosciuto ai più e con un nome impronunciabile  destinato poi ad essere ricordato addirittura come Karol il Grande, appellativo concesso solo a due Papi nella Storia e che Benedetto XVI ha invocato per l'unico Papa polacco della Storia.

Anche se impronunciabile e sconosciuto nel nome, grazie a quella sua imponente e ironica serenità nel momento della elezione fu come una ventata di sollievo in quell Italia martoriata dagli Anni di piombo, dalla morte di Aldo Moro e di ben due Papi in pochi mesi.

Grande uomo di governo della Chiesa e di spiccate doti politiche, fu al contempo straordinario uomo di comunicazione planetaria e mistico della Fede, occidentale nel pensiero e orientale nella preghiera, quelle due anime che in Gesù di Nazareth erano una cosa sola.

Fu uno dei grandi vincitori della Guerra Fredda, contribuendo in maniera decisiva al crollo del sistema sovietico, eppure fu tra gli unici a comprendere che la fine del l'Urss andava evitata e che la deriva capitalista che ne consegui’ sarebbe stata per l'Occidente un pericolo altrettanto temibile …e oggi vediamo quanto avesse ragione. Uomo di eccezionale pragmatismo, seppe tuttavia gestire con estrema prudenza e grande riservatezza alcune delle più gravi emergenze e scandali della Chiesa. 

Straordinario comunicatore, con un volto cinematografico alla pari di un John Wayne e una voce calda e profonda tanto rassicurante quanto seducente, era dotato di un incredibile carisma che riconquistò alla Chiesa enormi schiere di giovani.

La durata sconfinata del suo pontificato ne fece una sorta di icona, come se il Papa fosse soltanto uno e non ve ne potesse essere un altro. Per 30 anni quei suoi Angelus dalla voce inconfondibile hanno scandito i pranzi domenicali di milioni di persone, ed è stato per la Chiesa ciò che Elisabetta II è stata per la Gran Bretagna, una istituzione vivente che sembrava non poter avere successori e non poter finire mai, in una impressionante coincidenza tra individuo e istituzione. 

Anche quando un devastante declino fisico ne fece una maschera di sofferenza, il suo insopprimibile carisma mediatico trasformò la debolezza in punto di forza, cambiando per sempre il rapporto globale dei media con la malattia dei grandi leaders, fino ad allora un tabù inaffrontabile.

Ultimo Papa del '900 e primo del nuovo millennio, fu globale prima della globalizzazione pur portandosi addosso quell'Est comunista sigillato dentro la propria impenetrabile coltre di acciaio rosso. 

Per chi lo ha vissuto, Papa Wojtyla è impossibile da dimenticare, anche se questi venti anni paiono di già molti molti di più…

(La foto del professor Martelli è di Daniele Mascolo)

Sovrintendente agli Archivi del Comune di Milano

Docente di archivistica all'Università degli studi di Milano  

 

Francesco Martelli


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