Ascolta: dopo le feste con un po' di tristezza arriva l'ora di disfare il presepe
Nei giorni che seguono l’Epifania, giunge regolarmente il momento di disfare tutti gli addobbi che, con tanto entusiasmo, si erano preparati negli ambienti di gioco e lavoro, ma soprattutto in casa, nei giorni appena precedenti il Natale.
Ma ancora di più, bisogna disfare il presepe, che aveva segnato la particolare sacralità dei giorni appena passati e donato, perché no, un tocco di “magia”.
Si prova il disagio di chiudere un periodo che è stato per tutti - almeno si spera -, ricco del piacere di ritrovarsi più disponibili verso gli altri, famigliari ed estranei, con la possibilità di godere un momento di riposo, o almeno di pausa, per il nostro essere.
Quando ero bambino, ricordo che cercavo sempre di ritardare il momento nel quale distruggere l’opera d’arte, che mia sorella più grande, “l'artista di famiglia”, aveva saputo realizzare col mio contributo rivolto a scartare le statuine e scegliere le più adatte alla dimensione del paesaggio. Ed era un’operazione delicata perché le statuine, quasi tutte ereditate da vecchi presepi di famiglia, risultavano molto fragili, col rischio sempre in agguato, di romper loro un braccio o, ancor peggio, staccare qualche testa.
Ricordo che, nell’aprire i piccoli involucri, venivo attratto da ciò che era scritto
sui pezzi di giornale dell’anno prima, usati per avvolgerle, e dovevano richiamarmi perché accelerassi nello svolgimento del mio compito.
Pian piano, in quella vigilia che ormai sembrava lontana, la costruzione prendeva forma e si concludeva con l’accensione delle piccole luci, che avevamo distribuito nei punti più “animati”, e la posa, sul piccolo mucchietto di paglia, del Bambino Gesù.
Così, anni dopo, quando con i miei figli sono diventato io “l 'artista di famiglia”, si sono ripetute le stesse scene; loro mi sollecitavano a ritardare il più possibile il momento di disfare il presepe. Poi, con un po’ di tristezza, ci decidevamo a prendere giornali freschi, a tagliarli in rettangoli più o meno regolari, ed una ad una, si incartavano le statuine, lasciando per ultime quelle presenti nella grotta ed i Re Magi che, gradualmente, avevano percorso tutto lo spazio, fino a giungere davanti alla grotta, il giorno dell’Epifania.
In un sacchetto si raccoglieva tutta l’erba finta e, in una cassetta, si conservavano i pezzi di legno e di “marogna” che sarebbero sicuramente serviti l’anno successivo.
Questo era il rito che segnava la fine di tutte le feste, che avevamo tanto attese; ora potevamo solo sperare ritornassero l’anno successivo, portandoci altrettanta serenità di spirito. Oggi non so se questi intimi e magici momenti famigliari si ripetano con gli stessi sentimenti di allora; me lo auguro di tutto cuore, e dico ai miei figli che vorrei tanto avere il tempo per verificarlo con i miei nipotini.
Ascolta: dopo le feste con un po' di tristezza arriva l'ora di disfare il presepe. La voce è di Giovanna Bonali
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commenti
Rosa Petix
12 gennaio 2026 12:31
Provo gli stessi sentimenti nel disfare il presepe. Da alcuni anni lo lascio sino alla domenica successiva all Epifania perché cade il Battesimo di Gesù, ma oggi non sono riuscita ancora a disfarlo. Sono sola, adesso, a 69 anni, a fare e disfare gli addobbi natalizi ed il presepe le cui statuine risalgono ai primi anni 50
. Quella descritta sembra essere la sequenza di azioni fatte da me ora e da bambina, quando, con i miei fratelli e la mia dolce mamma, si aspettava con gioia il Natale. Con papà addobbavamo l albero di Natale... quante palline rotte fra lacrime di rabbia e la gioia di porre, a terra, ai piedi dell albero , i regali incartati che, a casa nostra, venivano scartati la mattina dell Epifania..
finalmente dopo una lunga attesa... Non erano regali per bambini ricchi, ma a noi, rendevano felici. Mamma era casalinga e papà faceva il maestro di Scuola Elementare..sempre basso lo stipendio, ma non facevamo mai debiti e papà era orgoglioso per questo! Mio marito ama il mio presepe;i miei due figli maschi, da bambini, mi aiutavano a farlo, ora non più, ma quando mi attardo qualche giorno, lo reclamano! Spero di farlo anche l anno prossimo! ❤️