30 novembre 2022

Quelle sere d’inverno trascorse con la vecchia raccolta di francobolli

Nelle sere d’inverno, ai tempi nei quali non esisteva in famiglia la televisione come convitato aggiuntivo, l’impegno che più mi coinvolgeva era la cura della mia collezione di francobolli. 

Mi installavo sul grande tavolo della cucina, unico ambiente di casa riscaldato dalla “stufa economica” alimentata con il carbone antracite della dotazione annuale assegnata a mio padre in quanto ferroviere, e sistemavo i francobolli provenienti da tutto il mondo, ricevuti in regalo od ottenuti con gli scambi tra amici di scuola che coltivavano la stessa passione: tutto si svolgeva esattamente come per le figurine dei calciatori. 

In quelle serate, con una lente molto scadente, cercavo di leggere quanto era scritto su ogni francobollo e, per alcuni, ammirare la bella grafica avvicinandoli alla fioca luce di una lampada di 40 “candele” che pendeva al centro del tavolo. Altre fonti di francobolli sono stati a lungo quelli allegati alle piccole confezioni di cotognata Zuegg, molto usata allora per la merenda, e quelli che si ottenevano con i bollini della pasta Combattenti: si trattava di francobolli di nessun valore, ma belli, colorati, vistosi che rispondevano a quanto in quella età ricercavamo. 

Inizialmente si incollavano su quaderni scolastici parzialmente usati, con la colla di farina che si induriva rendendo rigide le pagine del quaderno; poi arrivarono le linguelle che lasciavano una macchia sul retro del francobollo e che usavo anche per i pochi francobolli nuovi che entravano nella collezione: fu così che, anni dopo, mi sono ritrovato con i pochi francobolli importanti, entrati casualmente nella collezione, senza valore dato che il mercato li richiedeva con la colla perfetta. Una svolta di qualità è venuta dal regalo di una cara zia che, recatasi in pellegrinaggio a Roma per l’Anno Santo del 1950, mi ha portato in regalo alcune serie complete vaticane: hanno rappresentato per tanto tempo la parte “preziosa” della collezione, quella che mostravo con orgoglio agli amici. 

Sono arrivati poi gli album con le listelle trasparenti dove inserire in bella vista i francobolli, i cataloghi utili ad accorgermi come la raccolta si arrestasse sempre alla soglia di quelli di valore, le pinzette e i vari accessori, ma sempre più diminuiva attorno a me l’interesse per questo modo divertente di apprendimento. 

Oggi che posseggo una splendida lente d’ingrandimento, quanto rimane della mia collezione è chiuso in una grossa scatola in attesa di un erede che non ci sarà mai: i miei figli e nipoti hanno a disposizione internet e non hanno più le serate invernali vuote da passare in cucina con la fioca luce di una lampada da 40 candele, al tepore di una cucina economica. 

 

Giorgio Bonali


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commenti


Jeppetto

2 dicembre 2022 20:15

Molto bello, condivisibile ☺
Se avevi una "40 candele" in sala erano proprio tanti anni fa... 😂