21 marzo 2022

Il quaresimale di Bonomelli: la natura impone il lavoro e il riposo

Il grande Vescovo Bonomelli, fin dai primi anni del suo episcopato, intervenne per chiarire ai fedeli il significato del digiuno quaresimale e l’importanza del riposo settimanale dei lavoratori.

Il 12 febbraio 1873, stampato dalla tipografia dell’Istituto della Carità Manini, usciva infatti una lettera pastorale del Vescovo Geremia Bonomelli indirizzata “al Clero ed al Popolo della Città e Diocesi” di Cremona, con indicazioni e finalizzazioni delle penitenze quaresimali.

Dopo aver parlato degli impegni chiesti ad ogni cristiano singolarmente come il mortificare la lingua o lo sregolato amore di noi stessi o la cupidigia delle ricchezze e tanto altro come raffrenare gli impeti dell’ira per la pace attorno a noi, Bonomelli sviluppa un impegno universale relativo al riposo festivo dei lavoratori già allora messo in discussione in nome della produttività.

“Dio comanda il riposo del corpo, non per fomentare l’ozio, ma perché lo spirito abbia tutto l’agio di occuparsi [...] è necessario che l’uomo a quando a quando lasci le occupazioni della terra... è necessario che entri in se stesso, domandi conto alla propria coscienza. [...] E come fare tutto questo senza interrompere il lavoro dei campi, senza cessare lo strepito delle officine, senza lasciare le cure dei negozi?” Facendo questo “...gli uomini si sentono veramente uguali, conoscono la propria dignità e imparano a rispettarsi e a rispettare.”

“La natura impone il lavoro ed il riposo; essa dispensa la gioia ed il dolore; e la stanchezza, la nausea del lavoro, opprimono l’uomo più del lavoro istesso; è un bisogno naturale l’interromperlo. [...] Il riposo... è non solo legge divina ed ecclesiastica, ma è una legge di igiene, è un’esigenza e un bisogno dell’umana natura, che dopo sei giorni di gravi e continue fatiche, ha il diritto del riposo; [...] giorni dolorosi non sono forse lontani: Voi, o fedeli, state sempre uniti. [...] “Le nostre armi non sono materiali, ma spirituali; sono la fede, la preghiera e la pazienza invincibile: con queste armi i padri nostri vinsero gli errori e i maestri d’errore d’ogni tempo e con esse vinceremo noi pure.”

Così Geremia Vescovo, dal Seminario Vescovile di Cremona il 12 febbraio 1873.

 

Giorgio Bonali


© RIPRODUZIONE RISERVATA




commenti