280 anni fa il miracolo delle sorgenti di Ardola e la guarigione del bestiame dalla pestilenza
Una serie di Grazie che duecentottanta anni fa, nella piccola località di Ardola, oggi frazione di Polesine Zibello, hanno legato e coinvolto le due rive del Po, quella parmense e quella cremonese. Era il 15 luglio 1746 e mentre numerosi fedeli si trovavano davanti al vecchio oratorio di San Rocco (che sorgeva laddove oggi si trova l’attuale santuario) per implorare il Santo ed impetrare benedizioni celesti affinché avesse finalmente termine una grave pestilenza che aveva colpito gli allevamenti mettendo in ginocchio numerose famiglie di entrambe le rive del Po, improvvisamente, davanti allo sguardo stupito dei presenti, in un piccolo fosso che correva, poco distante, in fregio alla strada comunale, scaturirono due sorgenti d’acqua, sul principio di colore “rossetto” per assumere poi una colorazione più naturale, come si legge nel prezioso diario lasciato da don Bartolomeo Zerbini. L’evento venne ritenuto subito straordinario, attesa l’aridità del suolo, la stagione estiva e la persistente siccità che si stava manifestando. La popolazione, conscia del fatto che si stava verificando un fenomeno soprannaturale, iniziò ad abbeverare gli animali colpiti da pestilenza, i quali immediatamente guarivano in maniera prodigiosa.
Diffusasi ben presto la voce del fatto miracoloso, i fedeli d’ogni parte, molti vista la vicinanza dal cremonese, accorrevano numerosi per pregare, elargire elemosine e celebrare feste in onore del Santo protettore. In appena pochi giorni venne raccolto tanto denaro da consentire l’edificazione di un nuovo e più ampio oratorio del quale, il giorno 24 settembre di quello stesso anno, si posero le prime pietre della fondamenta. Il sacro edificio, che è quello odierno, è di fatto un luogo di grazia nato dalla fede di tanti parmensi, cremonesi, piacentini. Nel settembre di tre anni più tardi, il sacro edificio era già terminato e venne solennemente benedetto da monsignor Missini, vescovo di Borgo San Donnino (l’odierna Fidenza). Della comparsa delle sorgenti di acqua prodigiosa e degli effetti miracolosi per gli animali e per gli uomini, monsignor Adeodato Volpi, arciprete e canonico di Pieveottoville, nella sua qualità di vicario foraneo, venne incaricato dal vescovo di redigere una relazione.
Nella stessa, redatta a stampa e tuttora conservata nell’Archivio Parrocchiale di Zibello, il sacerdote, non solo conferma gli eventi così come si sono manifestati, ma dà puntualmente conto delle guarigioni riportando nome e cognome, oltre l’infermità della quale erano colpite, delle persone delle quali riferisce. Monsignor Volpi conclude il suo resoconto riconoscendo la veridicità dei miracoli operati da Dio per intercessione di San Rocco. Va anche sottolineato che, in seguito agli eventi prodigiosi, la statua di San Rocco, che già si venerava nel vecchio oratorio, fu fatta oggetto di nuovi segni di gratitudine. I pronipoti di quel Matteo Boselli che la donò, la fecero impreziosire con ornamenti in argento e posero sulla sua base una targa, pure in argento, con una iscrizione che ne riassume la storia e le intenzioni. La costruzione della nuova chiesa, inoltre, non impedì di conservare le due fonti prodigiose ivi scoperte.
Il 280esimo anniversario di questa importante pagine di storia sarà ricordato mercoledì 15 luglio, con una messa solenne alle 18, che si concluderà con la rituale benedizione degli animali e dei mezzi agricoli. La cerimonia si terrà nel santuario di Ardola, recentemente risistemato grazie al sostegno di Fondazione Cariparma, Diocesi di Fidenza, Parrocchie di Zibello e Santa Croce, sponsor e privati cittadini. Anche i fedeli di Cremona e del Cremonese, viste le comuni radici che vivono intorno a questo luogo e ai fatti che lo hanno riguardato, sono particolarmente invitati a partecipare con i loro animali o i loro mezzi agricoli.
Eremita del Po
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