13 novembre 2022

Due proverbi legati a Sant'Omobono ed entrati nel linguaggio dei cremonesi di un tempo

Sant'Omobono è sempre stato molto amato dai cremonesi che hanno affollato anche oggi la Cattedrale per pregare sulle reliquie del Santo e sulla sua tomba. Ci sono anche due proverbi che da sempre circolano in città sul Santo dei cremonesi. E' don Carlo Pedretti, indimenticato prete-giornalista-scrittore e parroco del Migliaro, in uno scritto del 1969 a raccontarne la genesi. "I proverbi sono la sapienza dei vecchi o dei popoli. I giovani riconoscono che i proverbi sono veri, ma li disprezzano, perchè sanno che i vecchi di oggi, a loro volta giovani, li hanno disprezzati.  Ci sono però due proverbi nella folta antologia del popolo cremonese che non temono smentita e sono osservati anche dai giovani. Il primo è "per San Mubòon töti i stràs i sèent de bòon". Ha dalla sua parte la realtà. "Per S.Omobono ogni straccio è buono". I primi freddi, le lunghe settimane di nebbia, l'autunno ormai adulto invitano per il 13 novembre a togliere dagli armadi, dai canterani, dalle cassapanche tutti gli abiti e a buttarseli addosso pregustando la gioia di un buon calduccio corazzato contro il clima pungente della valle padana. E' un istintivo inchino d'omaggio della stagione al santo della carità. Poichè in questa stagione tutti i cristiani più ricchi sono invitati a donare per i fratelli più poveri".

Nelle chiese di città e di campagna, fino a qualche decennio fa, venivano esposti grandi panieri dove si potevano deporre indumenti usati che poi la San Vincenzo avrebbe distribuito ai poveri. 

C'è poi un altro detto legato a Sant'Omobono: "gòo mìia la bursa de San Mubòon". "E' quasi un lamento e un'accusa: "Non avrò la borsa di S.Omobono, io!". E' detto con tono di evidente stanchezza da chi è premuto troppo dai poveri o da chi chiede", dice ancora don Pedretti. La leggenda vuole che più la borsa di Sant'Omobono si svuotava per le carità fatte, più la Provvidenza la riempiva. 


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