Il sogno di cento anni fa in Florida: costruire una Cremona a forma di violino con verde, fontane e canali. Spazzato via da un uragano e dalla crisi del '29
“Cremona ti chiama” è il motto. La città di Cremona ha la forma di un violino, come la Reggia di Caserta del resto, è attraversata da diversi canali con acqua cristallina e gondole annesse, come Venezia, e le fontane, tutte funzionanti, accompagnano i residenti e gli ospiti nelle loro passeggiate con i marciapiedi perfettamente in ordine. Le case e i palazzi avranno una architettura che ricorderà il rinascimento e saranno distribuiti con sobria eleganza lungo le strade e i giardini perfettamente curati, come a Parigi. Quella di Cremona sarà una piccola perla di bellezza, un luogo dove vivere a contatto tra quello stile moderno che richiama lo splendore di tempi passati e le radure, disseminate intorno, che ti faranno tuffare in mezzo alla natura. Da crederci, del resto oggi chi meglio di un cittadino cremonese può vantarsi di vivere tra fontane zampillanti e strade perfettamente in ordine?
Eppure quella Cremona più vicina ad un paradiso terrestre che neanche a quella del 2025 esisteva anzi, avrebbe dovuto esistere, ed è la storia di un sogno e di una idea che si sono trasformati in un incubo. Per raccontare questa storia dobbiamo fare un salto indietro di un secolo, al gennaio 1926, e spostarci con un balzo dall'altra parte dell'oceano Atlantico, nel sud della Florida, nella contea di Glades, fondata nel 1921. La piccola cittadina di Cremona in Florida è stata la punta dell'iceberg di una tra le più grandi storie di speculazione edilizia di sempre, una storia finita malissimo per tutti, una storia che, ancora oggi, è il sinonimo di una finanza spietata che ha fatto crollare un interno sistema economico.
La città di Cremona Glades prede vita a metà degli anni '20 in quella zona di radure che, secondo l'idea originale, avrebbero ospitato una piccola – ma mica tanto – cittadina forte di più di 500 tra ville e villette, disposte secondo la forma di un violino, con servizi all'avanguardia in grado di incarnare il sogno della middle class statunitense. Un progetto teoricamente perfetto sviluppato da un gruppo di persone che aveva richiamato una serie di investitori da tutto il paese, del resto la Florida dei primi anni '20 era, per definizione, il luogo votato allo sviluppo della edilizia: sole, vaste distese naturali e l'intero Stato che cominciava a conoscere uno sviluppo tra mezzi di comunicazione e strade che sembrava non fermarsi mai. I progettisti acquistano un'area nel bel mezzo della contea e progettano di costruirci sopra un qualcosa di splendido, un progetto molto più raffinato delle anonime strutture abitative che da qualche anno prendevano forma in ogni angolo della Florida. Basta a quei casermoni tutti uguali, basta a quelle villette che sembrano la fotocopia l'una dell'altra tanto da non riconoscere più casa tua neanche da sobrio; quella zona della Florida doveva essere diversa e rivolta alle persone, una città “smart”, tralasciando quanto quello “smart” possa valere qui oggi. Ma per trovare compratori servono sì bei progetti ma, prima di tutto, serve un nome che racchiuda quelle caratteristiche di bellezza che affascinano le persone, per cui gli investitori decisero di rifarsi a quel luogo in Italia con le fontane senza acqua, le strade piene di buche e i marciapiedi che cadono a pezzi: Cremona. Cremona Glades fu un successo pazzesco già soltanto fase di progettazione, il booklet – insomma, il libretto di presentazione per dirla in italiano – sapeva trasmettere quel amorevole fascino che tanto sa farsi apprezzare da coloro che sognano una vita tranquilla, forse fin monotona, ma che racchiude e offre quei rilassanti momenti lontani dalla vita caotica. In pochi mesi, già solo in fase di progettazione, tutte le case vengono vendute, le banche elargiscono mutui a pioggia, la contea di Glades incassa migliaia di dollari per l'urbanizzazione, quel nuovo abitato dedicato alla città del Torrazzo è destinato a prendere vita in tutta la sua bellezza.
La cittadina di Cremona prende forma sulla carta e, con l'arrivo dell'estate del 1926, avrebbe preso forma anche tra le radure delle Florida, grazie ai soldi a palate per le future case sia le istituzioni che gli investitori erano soddisfatti. La geniale idea, a metà strada tra Venezia e Parigi, era una tra le decine che attraversavano la Florida in quegli anni, ma questa diventa una sorta di “cult” dando origine ad una corsa all'acquisto che neanche il sottocosto di un centro commerciale poteva immaginare. I lavori cominciano aa agosto di quell'anno con un ritmo eccezionale ma Madre Natura, da sempre dolcissima quanto spietata, decide di ritornare a bilanciare il mercato delle speculazioni e dell'edilizia senza controllo. Nel settembre del 1926 uno dei più forti uragani della storia degli Stati Uniti si abbatte sulla Florida, la potenza distruttiva dei venti che sfioravano i 250 chilometri orari è spaventosa, lo Stato viene letteralmente polverizzato dalla incontrollabile potenza dei venti e della pioggia. Il gigantesco lago Okeechobee, sul confine della contea di Glades, tracima con il collasso delle murate di contenimento alte più di due metri, migliaia di persone perdono la vita per l'enorme massa d'acqua che si scarica nelle radure circostanti con una violenza incredibile. Il disastro ambientale mette a nudo la speculazione che aveva lanciato la corsa all'edilizia della Florida; gli abitati costruiti in pochi mesi, spesso senza una logica edilizia e nei materiali di costruzione, vengono rasi al suolo, le strutture per il commercio piazzate dappertutto per garantire oneri di urbanizzazione alle contee vengono invase dall'acqua e trascinate per chilometri, la distruzione di quei lustri di edilizia senza controllo è pressoché totale.
Cremona Glades, agli albori della sua costruzione, è già distrutta dalla forza dell'uragano e delle acque, ricostruire diventa impossibile, già soltanto il basilare recupero delle aree colpite avrebbe richiesto mesi e finanziamenti enormi. I danni di quella tragedia sono quasi incalcolabili; nel 2018 gli uffici federali stimeranno in quasi 250 miliardi di dollari il costo del disastro avvenuto circa 90 anni prima, da quei giorni si settembre del 1926 “Cremona ti chiama” resterà il motto di un sogno, forse fin troppo azzardato, che anticiperà il collasso della economia statunitense del 1929.
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