16 dicembre 2022

Quelle porcellane inglesi con la linea "Cremona" ispirata alla nostra mostarda e le mattonelle "deco" della città del Torrazzo

Avete mai provato a servire la tradizionale mostarda di Cremona nelle porcellane da tavola della linea Cremona in un ambiente con piastrelle della serie Cremona? Probabilmente no ma, come nelle migliori tradizioni culinarie, la antichissima ricetta cremonese ha trovato estimatori tali da diventare anche un brand commerciale.

Il servizio da tavola in porcellana di cui stiamo parlando non è italiano ma è stato sviluppato da una azienda inglese, la Jersey Pottery, con sede nella estrema punta meridionale dell'Inghilterra, l'isola di Jersey, ovvero a poche centinaia di metri dalla Francia e a decine di chilometri dall'isola inglese. Siamo nel 1946, le Channel Island, le isole del Canale della Manica Guernsey e Jersey, si sono liberate da poco della occupazione tedesca durante la Seconda guerra mondiale; un lustro prima erano state evacuate dagli inglesi per l'arrivo dei tedeschi che crearono il loro avamposto nel Canale della Manica abbandonando i territori solo nel 1945. Nel 1946 due abitanti del villaggio di Govey, i fratelli Charles e Edward Potter, videro la possibilità, visto il loro cognome che, tradotto letteralmente significa il Vasaio, e nella legge inglese che consentiva la decorazione artistica della ceramica solo in quella isola in tutto il Regno d'Inghilterra, una grossa opportunità.

I due fratelli decisero di tornare alla normalità post bellica fondando un'azienda che staccasse le ceramiche da tavolo dal rigore formale tipico inglese, una azienda che avrebbe raggiunto le tavole di tantissimi sudditi di Sua Maestà. Nacque la Jersey Pottery che, marketing post bellico a parte, significa le Ceramiche del Jersey, nome di solito fin troppo comune nel mondo imprenditoriale ma che divenne famoso per un gioco di parole “Potter's Pottery”, letteralmente le Ceramiche del Vasaio. Il successo fu eccellente ma, senza una continuità ereditaria, i fratelli Potter vendettero l'azienda nel 1954 a due lavoratori, i signori Clive e Jessie Jones, che decisero di “rompere gli schemi” e di creare linee artistiche vere e proprie per le loro ceramiche. Le decorazioni seguivano lo sviluppo delle mode e degli anni e la Jersey Pottery diventa sempre più un punto di riferimento nel mondo delle ceramiche da tavola. La rivoluzione “cremonese” arrivò con la la loro figlia Carol la quale, negli anni '60, decise di integrare le serie prodotte con disegni sempre differenti. Carol, stante alle cronache, negli anni dell'università viaggiò molto sul continente e, verso la fine degli anni '60, richiamata da Cremona per i violini tornò a Govey con un altro amore: quello per la perla cremonese delle tavole, la mostarda. Un amore immediato e indissolubile quello di Carol per il prodotto cremonese, amore per il palato e per la storia ultracentenaria della ricetta che superava sotto ogni aspetto quella della generica “mostarda” prodotta in altri paesi. Carol torna in azienda con una nuova idea e la voglia di dedicare un tributo al piatto cremonese, decide di sviluppare una linea forte del richiamo dei frutti tipici della mostarda accostandolo ai formaggi che spesso accompagna, da quella unione di sapori nacque la linea di piatti Cremona. L'azienda comincia uno sviluppo irrefrenabile, con l'apertura anche di filiali oltreoceano, mentre all'interno della sede storica viene aperto il giardino che diventa famoso in tutta l'Inghilterra e che ospiterà per una visita, a fine anni '80, la Regina Elisabetta.

La Jersey Potter cresce e sviluppa prodotti sempre nuovi, innovativi come concezione ma legati alla tradizione storica delle ceramiche da tavola, il catalogo si fa sempre più ampio ma l'unica serie di prodotti dedicata ad una città è, e al momento rimane, quella chiamata Cremona.

Ma di altre ceramiche si può parlare, ovvero quelle da pavimento che direttamente dalla Spagna, che arredano le case e vengono sfoggiate sulle riviste specializzate di interni. Una delle aziende iberiche specializzate in piastrelle ha puntato anche sulla città del Torrazzo ma, in questo caso, la Dunè lo ha fatto affiancando un richiamo ai colori degli strumenti ad un loro personalissimo disegno, inserendoli in maniera permanente nel loro catalogo. Gli spagnoli avevano visto ed apprezzato le lavorazioni della ceramiche che, per secoli, diedero alla città di Cremona la possibilità di diventare famosa in buona parte del mondo. Per Cremona un merito in più nel mondo commerciale, dopo i profumi, gli articoli da toilette, le posate anche le ceramiche da arredamento e da tavola.

Marco Bragazzi


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