24 settembre 2021

Sherlock Holmes, Watson, gli Stradivari e quella "Villa Cremona" in Scozia

Elementare Watson!” rappresenta la frase per eccellenza degli appassionati lettori del genere poliziesco. Ma l'impareggiabile Sherlock Holmes, il carismatico investigatore inglese residente al 221B di Baker Street a Londra, non può definire esattamente come “elementare” l'origine della sua fortuna, conosciuta in tutto il mondo grazie alla penna di Sir Arthur Conan Doyle. Quando la “premiata ditta” Holmes e Watson fece per la prima volta capolino nelle librerie e sui giornali nel 1887, un musicista e scrittore neozelandese cresciuto in Scozia, William Crawford Honeyman, aveva già portato il suo investigatore, la città di Cremona e i suoi violini tra i best sellers dei libri più venduti nel mondo, visto che era regolarmente tradotto anche in francese e tedesco.

Il legame nel XIX secolo tra gli scrittori anglofoni e la città di Cremona è indissolubile tanto che Conan Doyle, da fervente irlandese, arrivò a scrivere il poema “Cremona” sul Cornhill Magazine nel 1898, brano dedicato alla feroce e sanguinosa battaglia avvenuta il 1° febbraio 1702 tra i vicoli intorno al Torrazzo. Tornando alla “più quieta” vita di un investigatore della polizia e camminando per Edimburgo intorno al 1870 vi poteva capitare di scontrarvi con James McGovan, un detective conosciuto in città per il suo humor asciutto, le sue frasi lapidarie, le sue maniere a volte incomprensibili e il suo abbigliamento diviso tra mantelline e tweed tipiche del periodo vittoriano.

Con la raccolta “Traced and TrackedWilliam Honeyman racconta le avventure dell'investigatore suo alter ego James McGovan con dovizia incredibile, tra questi una delle avventure fondamentali è “The romance of a real Cremona”, dove McGovan si deve mettere sulle tracce di uno Stradivari (comprato direttamente a Cremona) ma sparito dalla sala concerti e dalla custodia del suo proprietario. L'avventura e la storia della liuteria sono garantite con McGovan che metterà in campo tutte le sue capacità e le conoscenze a sua disposizione per recuperare il prezioso strumento costato oltre 50 sterline.

Il successo del detective McGovan fu praticamente mondiale, in quanto il lettore veniva letteralmente trasportato tra le strade di Edimburgo con le parlate tipiche in relazione alle persone che il poliziotto incrociava per la strada e con una perfetta analisi dei minimi particolari fondamentali per risolvere ogni caso.

Sherlock Holmes è fortemente ispirato alla figura di McGovan, ma se il successo di Holmes fu enorme, non meno quello ottenuto da Honeyman, basti pensare che Traced and Tracked vendette, solo alla prima delle decine di riedizioni, più di 30.000 copie. Per decenni i lettori hanno sempre creduto, vista l'accuratezza e la dovizia di particolari citate nei racconti, che McGovan esistesse realmente come investigatore mentre lo scrittore stava solo “guadagnandosi il pane” con un lavoro che non era quello che aveva sempre sognato. Fin da piccolo Honeyman cominciò a studiare il violino, accompagnava con varie orchestre gli spettacoli nei teatri o nelle piazze, il talento con lo strumento non era di certo unico per cui per sopravvivere provò la strada della scrittura, inventando di sana pianta un genere, quello poliziesco, che diventerà tra i più letti al mondo. Per fare questo Honeyman utilizzò ciò che aveva a disposizione: Edimburgo, la musica, i criminali con cui veniva a contatto e l'attenzione nei particolari veri o presunti che descriveva nelle sue avventure.

Se Sherlock Holmes aveva comprato uno Stradivari per 55 scellini a Tottenham Court Road, Honeyman viveva realmente e letteralmente in simbiosi con il suo violino, tanto da girare sempre per Edimburgo con il suo strumento alla ricerca di un ingaggio per poter suonare, così facendo manteneva l'anonimato sull'investigatore McGovan, in quanto nessuno si sarebbe mai sognato di pensare che lo scrittore più famoso della seconda metà dell'800 girasse per la città cercando piccole orchestre con le quali soddisfare la sua voglia di fare musica. Forse Conan Doyle era a conoscenza delle carenti capacità musicali di Honeyman tanto che, con enorme perfidia e cinismo, se Sherlock Holmes poteva essere ispirato come detective da McGovan, Conan Doyle aveva di certo traslato da Honeyman la profonda conoscenza della liuteria cremonese e il pessimo talento nel suonare uno Stradivari, talento con il quale Holmes straziava periodicamente le orecchie di Watson.

La enorme passione di Honeyman per Cremona può essere racchiusa nella scelta del nome per la sua casa in Scozia, a Newport on Tay, edificio che lo scrittore chiamò “Villa Cremona” e che tutt'ora viene chiamata in questo modo.

Marco Bragazzi


© RIPRODUZIONE RISERVATA




commenti