3 aprile 2025

Ancora un lupo nel cremonese: stavolta dalle parti di Paderno Ponchielli, nella campagna. Fotografato da una ragazza che faceva una passeggiata, l'animale se n'è andato tra i campi

Una foto che ritrare un esemplare di lupo, ripreso a debita distanza, nel triangolo di campagna che va da Paderno Ponchielli a Casalbuttano e Acqualunga Badona. A fare lo scatto, una giovane che stava facendo una passeggiata e si è accorta della presenza dell'animale nel campo, immobile nell'erba vicino alle sterpaglie. E' rimasto lì a fissare incuriosito la presenza della ragazza, senza muoversi e senza dare alcun segno di nervosismo, fermo giusto per il tempo di farsi scattare una foto.

Un incontro intenso durato pochi attimi, dopo il quale sia la ragazza che l'animale hanno proseguito tranquillamente per la propria strada, senza più curarsi l'uno dell'altra. In zona non è stata segnalata la presenza di altri lupi salvo quello fotografato, il che fa supporre che potrebbe essere un individuo 'in dispersione', ossia un esemplare che ha lasciato il branco di origine e ora vaga alla ricerca di una compagna e di un nuovo territorio su cui stabilizzarsi, che in genere si stende su un'area di circa 80-100 chilometri quadrati. In zona comunque è stato registrato un calo drastico del numero di nutrie, il che potrebbe significare che su quel territorio sia effettivamente stabile la presenza di un predatore per il quale il castorino nostrano rappresenta una preda facile ed apprezzata.

Resta comunque sempre difficile avvistarlo perchè il lupo, essendo un animale elusivo, se fiuta la presenza di un essere umano, se ne va ed evita di incrociarlo, come testimoniato da numerose persone, da ultimo questo incontro nei campi di Paderno: l'animale guarda, resta fermo e poi, coda tra le gambe, se ne va per la sua strada. 

Per questo queste foto di esemplari sono così interessanti, perchè sono immagini veramente difficili da catturare, come quella 'rubata' pochi giorni dalle fototrappole dell'associazione "Il Nibbio" nella zona golenale (leggi qui), dove si vede un bellissimo esemplare a spasso nella vegetazione, probabilmente a caccia di qualche facile preda in zona (dove tra nutrie, lepri e altri piccoli e medi animali selvatici, il Canis Lupus Italicus ha un'ampia scelta).

Nel cremonese i primi esemplari di lupo sono stati registrati nelle aree golenali del Po dal 2017/2018,  tornati sulla sponda cremonese attraversando a nuoto il fiume, che non rappresenta una barriera nè per il lupo nè per altri animali come cinghiali e caprioli, le loro prede naturali. La presenza di lupi è un indicatore di buona salute del nostro territorio nella misura cui certificano che c'è una buona e sana biodiversità.

 

 

Michela Garatti


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commenti


Stefano

3 aprile 2025 11:15

Bello l'articolo ma la considerazione finale mi ha lasciato molto perplesso. Che la presenza del lupo sia un indicatore di una sana e buona biodiversità del territorio, mi sembra una considerazione alquanto stramba e soprattutto ideologica. Allora visto che i lupi non c'erano ma sono arrivati dal 2017, perché non mettere nel fiume anche gli squali, essendoci sicuramente delle specie di fiume? Come sono arrivati gli esotici siluri, infatti, potrebbero arrivarci anche questi. Tutto all'insegna della biodiversità !

Manuel

3 aprile 2025 19:45

Non facciamo della facile ironia... e c’entra niente l’ideologia: semplicemente un po’ di superficialità o eccesso di entusiasmo.
Giusto come la provincia di Cremona non debba presentarsi come culla della biodiversità e, siccome una rondine non fa primavera, anche un lupo non fa ambiente ottimale.
Considerato ciò, i circa 200 anni dalla documentata ultima registrazione di Canis lupus in provincia, fanno un certo effetto.
È vero che le cause la ricomparsa di alcuni “grandi mammiferi autoctoni” debbano essere certosinamente elencate, miscelate, però fa una bella impressione osservare tali mammiferi presso le nostre plaghe e comprendere come tali Canidi possano aiutare nel contenimento la teriofauna alloctona (Nutria in particolare, ma anche Silvilago) Chi, come me, certifica un’età avanzata, rimane oltremodo stupefatto, ricordando quanto rilevabile, in campagna, da bambino/ragazzo.
PS: la presenza del lupo in provincia di Cremona è retrodatabile: non ricordo quando, ma chiederò ad amici esperti.