28 dicembre 2025

La città delle TTTTTP

Quando giocavo a calcio, in realtà, non giocavo nel senso stretto del termine; dato che ero scarsissimo mi limitavo – quando andava bene – a sedere in panchina, altrimenti dovevo guardare la partita direttamente da dietro la rete divisoria. Perfettamente consapevole del mio ruolo di “aggiunto alla squadra per fare numero e per scaldare una panchina” rimanevo seduto per tutto il tempo osservando gli altri, al limite esultavo nelle situazioni migliori o inveivo quando le cose non andavano per il verso giusto. Le panchine erano le mie compagne d’avventura durante un campionato, comode o scomode che fossero loro erano sempre lì ad aspettarmi, sempre mute ma ben disposte a certificare la mia pochezza calcistica.

TTTTTP è l’acronimo che racconterà il futuro della città di Cremona, sembra uno di quei termini che viene utilizzato in chimica quando il prodotto di una reazione è così lungo da necessitare di un acronimo per poterlo identificare ma, in realtà, è la sintesi di un progetto di quelli che cambiano la storia e gli eventi. Se le 3T sono internazionalmente - o quasi – riconosciute come simbolo della città, la quarta T, quella dedicata ad Ugo da Cremona, dovrebbe essere inserita tra quelle lettere che dovranno trovare spazio in futuro, il talento dell’attore è fuori discussione e andrebbe inserito di diritto nella storia cittadina. Rimangono da spiegare le altre due consonanti ma su questo ci stiamo attrezzando secondo i dettami di una avanzatissima “urban vision” proposta da un nuovo “sittì mennagger” che farà impallidire anche i più perplessi, cioè quasi tutti. Il risultato saranno Totem&Panchine, per gli amici e per comodità abbreviato con TP, ovvero quel nuovo motto che aggiornerà le 4T di cremonese memoria sviluppando appieno il talento nel mondo della comunicazione commerciale.

Da un semplice TP al “Totem&Panchine day” il passo è breve e a portata di mano, ma procedendo a passo spedito verso il futuro, il “Totem&Panchine day” rischia di diventare, al pari del 4 luglio negli Stati Uniti, il giorno dedicato alla libertà urbana che si è scrollata di dosso le righe blu e il violino in tangenziale rigorosamente spento da lustri. Una panchina per ammirare il ponte crollato sul Morbasco, un’altra davanti ad un qualsiasi nuovo, o vecchio, totem, una per poter osservare le fontane spente, quell’altra la mettiamo sulle vie dello shopping rivolte verso le fioriere con vetrine chiuse e un’altra per osservare con trepidante ammirazione l’evoluzione delle strade, pardon delle buche, cittadine. Munite di quei binocoli che trovi in alcune località e che, nel 99% dei casi, ti fregano la moneta appena inserita per darti 10 secondi di vista appannata facendoti inferocire come un Cobra reale, le panchine collaboreranno con i totem per il rilancio del commercio urbano. Cosa si potrà osservare da una simpatica panchina è tutto da capire, ma partendo da una statua menomata di un liutaio passando per l’altra statua sempre menomata, i turisti e gli amanti dello shopping potranno sedersi per ammirare risse da strada o la sparizione delle aiuole e la fioritura delle rotonde, al limite potranno rivolgere lo sguardo verso il vuoto per constatare lo stato di abbandono di alcuni monumenti.

La città delle TTTTTP merita di diritto l’aggiornamento sulle guide turistiche, come candidata a città della cultura del 2029 o giù di lì, le varie consonanti diventeranno il carro trainante di un percorso urbano che sembra uscito dalla penna di George Orwell, una scelta minimalista ma che, in compenso, vedrà accalcarsi centinaia di migliaia di turisti – tutti rigorosamente percepiti ovviamente – che faranno di tutto per conquistare un meritato posto in panchina. “Panchina, panchina! Perché sei tu panchina?” ripetevo a me stesso 40 anni fa in preda a monologhi ben più espressivi di quelli odierni mentre mi avviavo verso quella struttura dove avrei dovuto osservare la partita della mia squadra. La risposta era a portata di mano, per osservare parte della città delle TTTTTP.

Marco Bragazzi


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commenti


Laura

28 dicembre 2025 07:44

Cremona è una Città con un'età media molto alta e sarà sempre più necessitante di panchine. I circoli chiusi, il "non lavori se non sei nato a Cremona", il vinci un concorso comunale se sei almeno alla quarta generazione di autoctoni (se hai la nonna di Stagno bisognerà vedere...) e se sei "allineato" stanno allontanando il motore primo dalla Città: i giovani. Magari a Cremona studiano, fanno anche l'Università ma poi vanno via. Chiudono i negozi. La città si imbarbarisce e non ha più quell'energia di qualche anno fa. Persino l'intelighenzia è stata congelata.
L'energia per invertire il trend da chi può venire? Da uno che ha rinunciato al nome del sommo ingegnere Leonardo per quello del santo miroblita, Andrea, cosa ci si può aspettare se non i "miracoli" e le panchine per gli anziani? Anche il 66enne suo grande mentore, dopo la tappa ai bar, per raggiungere il posto di lavoro lungo corso garibaldi/corso campi deve fare alcune tappe... e sedersi. Le panchine si chiamano "cortesia" istituzionale. A Cremona non si lascia indietro nessuno! È una città seduta!

Luca

29 dicembre 2025 16:38

Veramente una pessima dimostrazione di una città in evoluzione. Non ci sono solo le panchine che peraltro nessuno considera.