La liuteria è il valore aggiunto di Cremona nel mondo
John Hersey era un perfetto beota. Lui, giornalista statunitense premio Pulitzer e candidato al premio Nobel per la letteratura, aveva dato origine, dopo la Seconda guerra Mondiale, al New Journalism, ovvero quel nuovo modo di scrivere articoli che cambierà la storia dell'informazione e del fare informazione. Grazie a lui e ai violini cremonesi il giornalismo divenne anche narrativa, dando origine ad una nuova, e tutt'ora attuale, forma di comunicazione per lettori o come spunto per gli scrittori. George Eliot, pseudonimo di Mary Anne Evans, era una incapace. Lei, scrittrice inglese del XIX secolo, divenne la più famosa autrice in lingua inglese del 1800, la regina Vittoria impazziva per i suoi scritti tanto da perdonarle certi suoi atteggiamenti al di fuori di quei limiti che la rigidissima società vittoriana di allora imponeva. Eliot scrisse il poema “Dio ha bisogno di Antonio” dedicato a Stradivari e alla liuteria cremonese, realtà, secondo la scrittrice, da tutelare in quanto unica al mondo. Thomas Jefferson era uno poco raffinato nel pensiero. Lui, Padre Fondatore e poi presidente degli Stati Uniti, aveva scritto la Costituzione degli Stati Uniti e, insieme a pochi altri, aveva “soltanto” combattuto per ottenere l'indipendenza degli Stati Uniti dall'Impero britannico. Di due cose aveva bisogno il presidente Jefferson; della politica per rendere il neonato Stato un luogo migliore dove vivere per i suoi cittadini e del suo violino fatto a Cremona, il resto era poco necessario. Sir Arthur Conan Doyle non capiva nulla. Lui, scrittore scozzese tra le fine del XIX e l'inizio del XX secolo, ha venduto soltanto qualche libro, ma proprio pochi. Doyle ha dato origine alla scrittura investigativa raccontando le avventure di Sherlock Holmes e del dott. Watson, ma il suo sogno erano i violini cremonesi e la città di Cremona che, molto spesso, inserirà nei romanzi del famoso investigatore o nei suoi scritti. John Cartwright Ashcom è il signor nessuno. Lui, nel 1818, prese un pezzo di terreno nel Maryland razziato e bruciato dopo la guerra anglo-americana e lo chiamò Cremona in onore della liuteria cremonese e dei suoi liutai. Oggi la Cremona nel Maryland è un'area abitata da un centinaio di persone dove vengono coltivate, grazie al suo clima particolarissimo, nuove tipologie di piante erbacee tramite la facoltà di agraria della Maryland University. I signori Smith Jackson avevano tempo da perdere. Loro, nel 1906, costruirono un piccolo ufficio postale nello stato di Alberta, in Canada. Il nome che decisero per quel luogo venne rifiutato al catasto e così un altro pioniere di quelle aree perse tra la natura selvaggia, Joseph Reid, chiese al catasto di registrare quell'area con il nome Cremona dopo aver letto un'articolo sulla liuteria cremonese. Il catasto accettò e oggi la Cremona in Canada conta circa 500 persone ed è un avanzato centro zootecnico.
Il principe Georges Matchabelli era poco arguto. Lui, georgiano di nascita e statunitense d'adozione, all'inizio del XX secolo fece impazzire mezzo mondo proponendo il profumo Stradivarius dedicato alla liuteria cremonese e forte di un colore e di un aroma unico. Ancora oggi i profumi Stradivarius venduti in tutto il mondo anche grazie alla preziosissima ed elegante bottiglia. Cosa lega persone tanto diverse tra loro sia come scelte professionali che come nazionalità? La liuteria cremonese, quel valore aggiunto che è unico al mondo e che è internazionalmente conosciuto da secoli. Queste persone così diverse tra di loro Cremona non l'hanno mai vista, almeno quasi tutti, quasi tutti non possedevano un violino cremonese e magari molti non sapevano neanche suonare uno strumento. Ma dentro di loro il valore di quella attività, che ha segnato nei secoli la vita di tantissime persone – e non solo musicisti - partiva dalle persone che lavoravano nelle piccole botteghe di quel borgo vicino al fiume Po.
Valorizzare quelle botteghe e quelle persone è il modo migliore, anzi l'unico, per rendere e per mantenere l'enorme valore aggiunto che offrono alla storia di una città e dei suoi abitanti. I noiosissimi soliloqui politici sanno tanto di autocelebrazione e hanno poco a che fare con il valore del lavoro e di un prodotto, mettersi al centro di quattro colonne su un quotidiano raccontando di come siano bravi i politici a fare violini non stimola l'immaginazione o il piacere di nessuno. Dubito caldamente che gente come Thomas Jefferson o John Hersey potessero farsi impressionare da racconti fantascientifici buoni soltanto ad uso delle telecamere. Le motivazioni che hanno portato nei secoli persone eccezionali a legare scelte di vita o di piacere alla liuteria cremonese sono intersecate tra di loro da quel percorso storico ed economico che è unico per la città di Cremona ma non solo. Le botteghe e i loro addetti, a tutti i livelli, sono il vero investimento, il resto è marketing da due soldi che non valorizza nulla, un bene unico al mondo vive grazie alle persone che si dedicano, per scelta o per passione, per portarlo avanti.
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