Moumbagna fuori condizione, Sarmiento fuori dai radar e alla Cremo servono rinforzi
La sconfitta di ieri a Firenze brucia. Per il gol in mischia al 93', dove si doveva in tutti i modi tener lontana la palla dall’area, che ti toglie un punto prezioso in uno scontro diretto, ma anche per la prestazione sotto tono e per quanto ha messo a nudo e che viene sottolineato dal trend degli ultimi due mesi e impone riflessioni sopratutto a fronte della sessione di mercato invernale che si chiuderà il 2 febbraio prossimo.
I numeri raccontano una storia lineare: nelle prime nove giornate la squadra di Nicola aveva costruito le fondamenta della stagione con 14 punti (3 vittorie, 5 pareggi, 1 sconfitta), 11 gol fatti e 10 subiti. Un equilibrio prezioso, una solidità evidente. Poi, dalla decima alla diciottesima giornata, il crollo: 6 sconfitte, 2 vittorie e 1 pareggio, 11 gol subiti e solo 7 realizzati, per un magro bottino di 7 punti. Il confronto fotografa una squadra che ha perso quella capacità di sorprendere e fare male agli avversari che aveva caratterizzato l'avvio.
La Serie A non perdona più. A metà percorso, in Serie A, i valori dei singoli e delle squadre sono ormai emersi completamente, nel bene e nel male e la classifica ne è lo specchio. Le sorprese della prima parte di stagione sono state metabolizzate, le squadre trovano facilmente le contromisure tattiche, che sono ormai patrimonio comune di tutti gli allenatori. Ora la differenza la fanno i dettagli,negli schemi, nelle scelte tattiche e tecniche, e nel beneficio che portano i giocatori che subentrano a gara in corso, dove un allenatore più cambiare ben mezza squadra. E qui che la Cremonese nelle ultime partite ha mostrato i suoi limiti più evidenti. Il problema emerge contro squadre meno tecniche, ma più fisiche, che non ti lasciano respirare, che it mordono le caviglie, quelle che lottano per salvarsi e che trasformano ogni partita in una battaglia. Il centrocampo grigiorosso, che nel 3-5-2 di Nicola dovrebbe essere il motore della squadra nelle due fasi, nelle ultime gare è parso privo della qualità e della brillantezza necessarie per togliere pressione alla difesa e rifornire con continuità gli attaccanti.
Luci ed ombre reparto per reparto. Tra i pali, Audero e Silvestri hanno dimostrato di essere due portieri affidabili per la categoria. Entrambi, quando chiamati in causa, hanno salvato il risultato in più occasioni, offrendo sicurezza e prestazioni solide. La difesa resta il blocco più affidabile della squadra. Al netto di qualche errore individuale, ha portato a casa 5 clean sheet e ha offerto prestazioni di reparto costanti e spesso decisive. È il settore che ha retto meglio l'urto della seconda parte di campionato e su cui Nicola può contare nell’impatto con la seconda parte di stagione, dove però i cartellini avranno un peso importante nell’economia delle scelte e dei sostituti a disposizione.
Il centrocampo è il principale nodo da sciogliere. Nel 3-5-2 dovrebbe essere il cuore pulsante della squadra: recupero palla, transizioni, copertura difensiva, rifornimenti agli attaccanti. Lo ha fatto nella prima parte di campionato, molto meno nelle ultime partite, ed è qui che la Cremonese deve trovare soluzioni alle risposte, perché senza un centrocampo capace di dettare i ritmi, anche il miglior attacco fatica a esprimersi. Con Collocolo ancora ai box, Valoti reintegrato ma inutilizzato e Sarmiento ormai fuori dai radar, le scelte e le alternative, sono contate e per il reparto più importante della squadra, l’asse portante che sposta gli equilibri del risultato e della prestazione, è un bel problema.
Un attacco senza alternative efficaci. L'attacco porta sulle spalle 10 delle 18 reti stagionali: 5 di Bonazzoli, 4 di Vardy, uno di Sanabria ed uno di Vazquez. La coppia Vardy-Bonazzoli ha trovato affiatamento e gol con il tempo, ma il problema emerge quando servono alternative per portare nuove energie e nuove soluzioni. Chi è chiamato a sostituirli non ha inciso come sperato e questo inficia le rotazioni e le scelte di Nicola. Anche a Firenze, in una partita in cui era importante mantenere le distanze e limitare i danni, la Cremonese ha sofferto ma ha resistito, non ha trovato le energie e soluzioni con i cambi ed è stata beffata nel finale.
Il mercato e i nodi da sciogliere. Il mercato di gennaio è già cominciato, è tempo di valutazioni e di scelte. Il campionato prosegue ed a maggior ragione bisogna agire in modo mirato, ma senza dormirci troppo sopra: la Fiorentina insegna, visto che l’assist decisivo per il gol della vittoria, è arrivato dal nuovo acquisto Solomon sbarcato solo il giorno prima a Firenze. La Cremonese ha bisogno di nuovi inserimenti: giocatori motivati, integri, che non vengano a svernare, e possibilmente che conoscano la categoria. Questo mese sarà decisivo per reintegrare in modo mirato la rosa con giocatori in funzione delle necessità, ancor prima che delle aspettative.
Minutaggi e rendimenti: chi rischia? Sarmiento sembrava un grande acquisto estivo, ma è progressivamente uscito dai radar di Nicola. A Firenze non è stato nemmeno convocato, senza che venissero fornite spiegazioni ufficiali. I suoi numeri parlano di appena 137 minuti distribuiti in 6 partite, tutte da subentrante. Niente di ufficiale, ma un rendimento che lo potrebbe reimbarcare verso Brighton, da dove era arrivato in prestito.
Moumbagna, che si fa? Moumbagna è un'altra scommessa di questa estate. Dopo il grave infortunio rimediato con il Marsiglia ad inizio della scorsa stagione, ha saltato due mesi anche a Cremona per problemi fisici. Nicola lo ha utilizzato nelle ultime gare, di cui resta negli occhi dei tifosi il gol clamorosamente sbagliato contro il Torino. Un giocatore dal fisico importante che per entrare in condizione avrebbe bisogno di ben altro minutaggio: ma al posto di chi? Tenerlo sarebbe una scommessa nella scommessa, il reparto d’attacco della Cremonese ha urgentemente bisogno di una alternativa di spessore. Anche per lui un prestito con obbligo di riscatto a giugno...
La B (Cesena) chiama Valoti. Poco da dire, Valoti è stato reintegrato dopo l'infortunio di Collocolo, ma senza mai essere utilizzato da Nicola il che lascerebbe presagire ad un addio.
Stroppa chiama Johnsen (ma lo farà giocare?). Veniamo a Johnsen, un giocatore che Nicola ha cercato lo scorso gennaio a Cagliari, ma che a Cremona si è sempre trovato in ‘mezzo ai piedi’ un 3-5-2 che sembra non esaltare le sue caratteristiche offensive. Ha qualità per fare la differenza in attacco, ma deve giocare con costanza e nel ruolo più congeniale, quello di esterno offensivo. Quest'anno ha giocato 534 minuti in 8 partite, di cui 6 da titolare, senza mai trovare la chiave per incidere con regolarità. Stroppa lo vorrebbe a Venezia nel suo 3-5-2 (?), per ora solo voci, ma molto dipenderà dalla sua volontà di restare in Serie A o ricominciare con qualche chances in più in B.
Sanabria fuori da ogni dinamica di mercato, ma.... Sanabria, che è stato un acquisto a titolo definitivo fortemente voluto da Nicola, al netto di qualche problema fisico, ha trovato poco spazio ed ha reso molto al di sotto delle aspettative. Non è una punta centrale nel senso più tecnico del termine, e lo si è visto, da mezz’ala anche meno. I numeri parlano di un solo gol in 10 partite, un assist, 541 minuti distribuiti in 8 presenze di cui 6 da titolare. Difficile che Nicola se ne privi e soprattutto difficile che abbia mercato. Speriamo bene.
Vazquez ‘Mon Amour’... Vazquez lo cito più che altro per ribadire ciò che penso: è un fuoriclasse che con questo calcio tutto ‘muscoli e tattica’ purtroppo ha poco a che fare. In questa stagione, come prevedibile, ha trovato poco spazio. Sembrava dovesse partire in estate, poi la nascita del figlio, l'affetto della piazza e la voglia di tornare a calcare i campi di Serie A lo hanno tenuto a Cremona. Tutti (a parte i soliti detrattori) ne siamo contenti, anche se il minutaggio è ridotto e ci sta per i motivi di cui sopra. La Serie A non è la B, gol ed assist non sono gli stessi, qualche pallone perso di troppo, ma quando alza la testa e mette il contagiri alla palla...
All’attivo un gol e due assist in 485 minuti distribuiti in 10 apparizioni, di cui 4 da titolare. Il suo ritorno al Belgrado in Argentina è solo questione di tempo, a giugno scadrà il contratto e molto probabilmente tornerà in Argentina...A giugno però, Mudo non fare scherzi.
Mercato? All’orizzonte solo Marianucci (Bye Bye Sernicola e De Luca). Per ora l'unico obiettivo veramente vicino è il difensore Marianucci, di proprietà del Napoli, che dovrebbe arrivare in prestito secco fino a giugno. In uscita è stato ufficializzato Sernicola alla Spezia, mentre è imminente l'approdo di De Luca al Modena.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
commenti