In piazza Marconi l'antica edicola abbandonata e coi vetri rotti, a Mantova diventa bene del FAI. Noi però abbiamo i totem
L’importante è avere qualcosa da raccontare, anche quando l’informazione sembra sempre più in crisi. Il vizio della lettura, sia di periodici che di libri, è evidentemente un pessimo vizio; i dati raccontano con precisione di come meno si legge e meno si leggerà, fatto che renderà le persone più libere o più “moderne”, almeno così raccontano quelli che la sanno lunga. Un pessimo vizio è e rimane tale con il passare del tempo per cui la storica edicola che si presenta in tutta la sua tristezza in piazza Marconi non ha nulla da raccontare. Come una vedetta assonnata la piccola – ma molto carina – struttura rimane immobile ad osservare i rimasugli – anche questi evidentemente non hanno nulla da raccontare - della Cremona romana e getta l’occhio verso la casa della pittrice Sofonisba Anguissola. Ormai destinata a quella sicura marcescenza che precederà il trasferimento nel futuro dimenticatoio cittadino l’edicola con i vetri rotti e il colore ormai sparito avrebbe, in realtà, una storia secolare da raccontare, storia di cui frega niente a nessuno ma anche questa è una cosa giusta come ripetono quelli che la sanno lunga. Sia mai che la storia di piccole parti della città possa risultare interessante, viene abbandonato il medioevale palazzo Cittanova figuriamoci quale potrebbe essere l’interesse per quattro pezzi di lamiera dove decenni fa i cremonesi si mettevano in fila per scoprire – e leggere – il mondo o la propria città insieme alla biblioteca cittadina e alle librerie che ormai stanno scomparendo pure quelle. A poche decine di chilometri di distanza la collega della vedetta cremonese ormai compassata rivolge lo sguardo dal centro di Mantova verso piazza Marconi.
“Non te la passi proprio bene, cara amica cremonese, o sbaglio?”
“Hai perfettamente ragione ma che ti devo dire, va sempre peggio. Tu, invece, nel centro di Mantova, sei stata perfettamente restaurata e messa a nuovo, tanto che sei diventata un punto turistico accreditato. Beata te”
“Cosa vuoi farci, ho circa 100 anni e mi inserisco con eleganza, dato che qui hanno deciso di valorizzarmi, nell’ambiente cittadino. In questo modo posso ancora raccontare storie di una città e dei suoi cittadini perché, in fondo, quelle sono le cose importanti, raccontare e far capire storie per le persone o i turisti”
“Qui a Cremona in non posso raccontare nulla, mi tirano i sassi e sto marcendo senza un perché ma, evidentemente, va bene così, la città del futuro è anche questa, o meglio, così sento dire in giro, in pratica aspetto solo il trasferimento in zona da destinarsi”
“Che tristezza, eppure ricordo le foto storiche del centro di Cremona dove facevi molto spesso capolino dando maggior vita all’ambiente che ti circondava, non vorrei essere troppo ottimista ma, in pratica, eri quasi al centro dell’attenzione”
“Oggi sono al centro dell’attenzione per cani e ragazzini che vogliono rompere qualcosa, evidentemente l’interesse è rivolto ai grandi progetti di cui parlano quotidianamente”
“Sarà, ma in pratica hanno deciso di sostituirti con qualcosa?”
“Non saprei, forse con i totem”
“I...cosa?”
“I quattro totem alle porte della città. Dopo il monolito del film 2001 Odissea nello spazio questi rappresentano il manufatto che ci porterà verso il futuro. Stanley Kubrick scansati proprio verrebbe da dire, peccato che il regista abbia girato il film prima del loro arrivo a Cremona altrimenti l’Oscar per la migliore scenografia non ce lo levava nessuno”
“Ah…..interessante, e se i totem arrivassero anche qui a Mantova?”
“Se vuoi ti vendo quelli di Cremona, il prezzo? Un affarone!”
“Ti ringrazio cara collega cremonese, ma va bene così, facciamo che resto qui a spiegare parte della storia della città, faccio il mio lavoro e cerco di farlo in sintonia con gli arredi urbani”
“A tal proposito, cara collega mantovana, ci sarebbero anche le fioriere di Corso Garibaldi, il prezzo? Un affarone!”
“No siamo a posto così, grazie. A presto e in bocca al lupo”
“Ti ringrazio, se hai bisogno di un aiutante fammi sapere non sia mai che possa tornare a raccontare spezzoni di una città”
I rimasugli della Cremona romana sospirano tristemente, hanno ascoltato la conversazione e anche per loro il destino sembra quello di non poter più raccontare nulla, Sofonisba Anguissola guarda perplessa quella parte di Cremona che avrebbe tantissime storie da raccontare, ma anche questo è un brutto vizio.
Nelle fotografie di Francesco Sessa il pessimo stato dell'edicola in piazza Marconi, poi la rivendita di giornali di Mantova diventata bene Fai e il totem di Porta Po.
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