L'inutile partita a ping pong sulla liuteria che impoverisce la città
Ancora è il tempo delle recriminazioni? Ancora è il tempo di fare della liuteria un pallone da footbal o, più correttamente, una pallina da ping pong credendo di esercitare il democratico diritto di critica? Quando il diritto di critica s’identifica in una sterile e pretestuosa opposizione sconfina nella mera volontà di annientare l’interlocutore.
Non abbiamo capito che le lagne altro non sono che sfoghi rabbiosi per dar credito alle proprie opinioni concepite in funzione di una volontà di protagonismo?
Tentando di demolire la “controparte” si ottiene un match nullo che, dopo aver dimostrato che poco o nulla si sa della liuteria contemporanea e dei temi che la caratterizzano, impoverisce la Città.
Credo che un tale comportamento sia ben evidenziato anche nei Vangeli (Matteo 11,17-18 e Luca 7,32-35), ma, senza riprendere autorevolissimi testi, chiediamoci se sia possibile creare un dialogo costruttivo intorno ad un tema identificativo per Cremona.
Dobbiamo, in primo luogo, essere consapevoli che nel mondo la liuteria è professata da eminenti maestri liutai.
Abbiamo perso il primato? La politica di una scuola aperta agli stranieri ha danneggiato Cremona?
Oppure: la Città ha assunto un ruolo internazionale, che la qualifica, proprio perché ha iscritto ai suoi corsi studenti di altre nazionalità?
Il suo primato della liuteria consta nella tradizione, ma non meno nell’essersi affermata come la depositaria del saper-fare liutario.
Già, ma questo è ora in discussione? Non credo proprio. Se da una parte lo attestano le molteplici istituzioni che “orbitano” attorno alla liuteria, esistono, per lo meno, due settori cui è doveroso prestare attenzione.
Il primo riguarda la musica. Credo che in questi anni l’impegno della Fondazione Stauffer abbia dimostrato come Cremona accolga potenziali musicisti per dare quella necessaria formazione che consente loro di esprimere la propria personalità di artisti. Mi risulta che anche chi si avvicina a tali studi non necessariamente sia cremonese! L’arte è un enigma: si sviluppa oltre i confini. L’arte è come l’aria: travalica le frontiere. La musica e la liuteria sono una ricchezza condivisa dall’umanità. Questo è il compito primario di Cremona.
Qui s’impone un problema che non va certo sottovalutato. L’appartenenza ad una cultura e ad un particolare momento storico costituiscono elementi di riconoscibilità. La musica, come è ben noto, è linguaggio “asemantico”; ma anche i linguaggi che non hanno valenze significative specifiche portano il segno di ambienti e di epoche che li caratterizzano.
Prendendo un esempio dalla liuteria i maestri che hanno nei concorsi un ruolo come membri di una giuria sanno benissimo individuare i caratteri di appartenenza culturale di uno strumento.
Non a caso ho scelto un esempio nell’ambito della liuteria perché il suono (il timbro) dello strumento ne definisce la qualità intrinseca: il valore sonoro rispetto alla musica. Lo strumento musicale non è un mero attrezzo!
Inoltre, sia nel caso del liutaio sia nel caso del musicista (o interprete) è necessario far riferimento alla personalità unica ed irripetibile di entrambi. L’arte è, per eccellenza, l’ambito in cui maggiormente l’identità di chi ne è artefice lascia il proprio segno distintivo.
Si è detto delle istituzioni che preparano all’arte della musica, non vanno neppure ignorati gli eventi musicali. I concerti all’Auditorium Arvedi, al teatro Ponchielli e in altre sale testimoniano che in Città si esibiscono musicisti di grande prestigio. Analogamente, gli strumenti dei maestri liutai cremonesi, per meglio dire, “italiani” sono presenti nei concorsi e nelle mostre mondiali più prestigiose.
Ho fatto cenno a due settori. Al primo ho tentato di fare riferimento declinando, se pur sommariamente, l’importanza di Cremona rispetto al rapporto fra liuteria e musica. Euterpe è diventata musa stanziale per Cremona per merito esclusivo della liuteria. Non si dimentichi infatti che tutte le città italiane (e non solo!) hanno avuto grandi musicisti. Certamente anche Cremona vanta nomi prestigiosi, ma per la Città la musica, per se stessa, non costituisce un primato in quanto è esperienza artistica condivisa con altre città e nazioni. Il rapporto fra musica e liuteria realizza un binomio inscindibile solo a Cremona. Ciò non comporta che l’attenzione vada esclusivamente agli strumenti realizzati dai maestri liutai. Non dimentichiamo che in un’orchestra gli strumenti dialogano fra loro. L’orchestra assume un ruolo fondamentale. Purtroppo, a Cremona non c’è un’orchestra stabile!
Forse possiamo affrontare, se pur larvatamente, il secondo settore: si tratta degli studi, della ricerca di cui Cremona è carente. Si dirà che in Città sono presenti emeriti studiosi soprattutto nell’ambito umanistico (es. storia della liuteria, iconografia musicale), si dirà pure che qualcuno ha tentato d’introdurre ricerche scientifiche intrattenendo rapporti con studiosi di fama internazionale, ma tutto ciò è rimasto un’esperienza episodica e non è stata recepita come una componente essenziale. La Città deve ospitare convegni internazionali, non deve accontentarsi di conoscenze non comprovate. Neppure è corretto rifiutare la ricerca, ritenuta superflua, perché non si hanno le competenze sufficienti per accostarsi. Il “nondum matura est” non giova alla liuteria.
Chi affronta temi di carattere teoretico (es. l’importanza della storia e della cultura, l’identità dell’arte) non può non confrontarsi con i settori delle scienze (dall’influenza della scelta dei legni a quella delle vernici, dal comportamento meccanico dello strumento alla restituzione del suono). Si tratta di temi di cui Cremona deve essere garante attraverso un confronto che non abbia ad escludere nessun settore della ricerca. Oggi anche la stessa I.A. (intelligenza artificiale) deve essere interpellata.
Invece di denunciare, entro l’orizzonte ristretto di mere ideologie che nulla c’entrano con la liuteria, invece d’incriminare quanto già posto in essere, si tenga conto dell’importanza di quanto è stato effettuato: un approccio per dare significativamente importanza alla liuteria.
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