6 gennaio 2023

Presepe contadino in Cascina Piacentini a Olmeneta, tantissimi visitatori. Coldiretti Cremona: Preziosa occasione per ritrovare la vita e il lavoro in campagna nel secolo scorso

E’ il mondo contadino del secolo scorso, ancora ben presente nella memoria di tanti cremonesi, ad accogliere il bellissimo presepe, ad altezza naturale, realizzato nella Cascina Piacentini a Olmeneta, in via Cimitero Vecchio. Opera dell’agricoltore Francesco Piacentini e della moglie Pierangela Groppelli, con il prezioso aiuto di Mauro Pellegri, questa “Natività in cascina” racconta, in una serie di scene, la vita condivisa da tante famiglie contadine, raccogliendo una serie di strumenti di lavoro ed utensili, mobili e oggetti, che ci riportano indietro nel tempo. Presente da circa une mese ad Olmeneta, il presepio è meta della visita di tanti cremonesi. Anche il giorno dell’Epifania può essere occasione per scoprire un’opera realizzata con grande cura, devozione, con la massima attenzione ai particolari, sottolinea Coldiretti Cremona, nell’evidenziare “il valore di questo presepio, che insieme alla Natività mostra anche la stalla degli animali, le umili stanze contadine, gli spazi della cascina, le attività e i momenti che scandivano la vita e il lavoro in campagna”.

Ci dedichiamo a questo presepio di oltre quindici anni, arricchendolo di anno in anno. Desideravamo rappresentare il Natale in un contesto agricolo. La Natività naturalmente è il fulcro del presepio, con la sacra Famiglia, i pastori, le pecore. Nel contempo, tutt’intorno, rappresentiamo un pezzo di vita e attività contadina, quella vissuta decenni fa” sottolinea Francesco Piacentini. Donne e uomini realizzati ad altezza naturale nel presepe indossano i panni originali, raccolti negli anni in cascina. Mostrano il lavoro in azienda, con gli attrezzi di un tempo, con il ruolo del marito, della moglie, degli anziani e dei bambini. Anche gli animali sono ad altezza naturale.

Nello spazio che rappresenta la stalla ci sono mucca e vitello, e poi più in là la nonna che fila e il nipotino che la ascolta, riscaldati dal fiato degli animali. Intanto, una mamma e una bimba si avvicinano, reggendo un piccolo bidone del latte. “Gli  abitanti della cascina venivano a prendere il loro litro di latte; per tutte queste famiglie era fondamentale, per la loro alimentazione - spiega Pierangela Groppelli, accompagnandoci nella visita -. Nella stalla le nonne si recavano a filare, e nel frattempo pregavano, perché la preghiera aveva un ruolo fondamentale. Più in là c’è il nonno che ha appena finito di mungere, e ci sono i bambini. Ecco il maiale, che era preziosissimo, era il sostentamento e la vita”.

Spostandosi, si passa alla cucina contadina. “E’ povera, com’era una volta. Abbiamo raccolto tutti gli oggetti di un tempo, così come abbiamo fatto per la camera dove il nonno sta riposando”. Dai mobili alle fotografie in bianco e nero, dal libro di preghiera sul comodino alla biancheria, tutto rappresenta un tuffo nel passato. Tra le scene rappresentante, ci sono anche la mamma che lava i panni a mano, l’anziano che raccoglie la legna, il contadino con la pala in legno, per spalare in mais. C’è anche l’ambulante, che arriva in cascina con il carretto e offre stoffe o utensili. Commovente è la scena che rappresenta il momento del San Martino, vissuto con fatica e preoccupazione da tante famiglie. “Abbiamo cercato di rappresentare il trasloco, con il marito che conduce il cavallo, la moglie e il bambino sul carretto, insieme alle  poche povere cose che potevano portare con sé - mostra Francesco Piacentini -. Non sempre queste famiglie, partendo, già avevano un posto dove andare. Abbiamo rappresentato questo papà mentre chiede accoglienza a un anziano signore. Chiede se lui e la sua famiglia possono sostare, per una notte, sotto il portico, sulla paglia. Anche questa immagine ci riporta alla Natività, alla ricerca di Giuseppe e Maria di un posto dove trovare riparo”.

Il presepe sarà presente ad Olmeneta fino al 15 gennaio - sottolinea Coldiretti Cremona -. Vale davvero la pena di visitarlo, come tanti cremonesi hanno già fatto nei giorni scorsi, scoprendo, o ricordando, tanti momenti significativi legati alle nostre comuni radici.

 


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