29 febbraio 2024

L’amico e compagno Gianvi ci ha salutato a 86 anni per raggiungere praterie più tranquille del nostro mondo guerrafondaio

Gianvi Lazzarini era un carissimo amico e un collaboratore prezioso di Cremonasera fin dal suo primo numero. Memorabili alcuni suoi pezzi che abbiamo pubblicato: ad esempio il ricordo di Vittorio Cigoli (leggi qui), le fiabe moderne del Natale (leggi qui) o la memoria delle cose che non ci sono più (leggi qui) oppure le lettere di Babbo Natale o della Befana (leggi qui) e tanto altro. Ci mancherai, Gianvi. Un abbraccio a Carmine, Liliana, Anna e Manuel. 

Abbiamo chiesto al collega Gian Carlo Storti, direttore del quotidiano online Welfare Cremona Network un ricordo di Gianvittorio. 

Gianvittorio Lazzarini  l’ho conosciuto nel lontanissimo 1972 quando assieme ad altri militanti del PSIUP (*) entrarono nel PCI. Io allora (21 enne)  ero segretario della FGCI (**).

Con lui entrarono anche il fratello Carmine e Italo Ruggeri (padre di Maura).

La loro entrata ravvivò il dibattito. Posso dire che la ‘liturgia’ del PCI si arricchì di un linguaggio fresco ed allegro.

Le battute di Gianvi erano pungenti, a volte irrispettose, ma sempre ‘sul pezzo’. Nel Pci non si usava essere ‘irriverenti’ nei confronti dei dirigenti ‘storici’, lui sapeva farlo con intelligente ironia.

Spesso, al sabato sera, ci si trovava  per qualche ‘vasca’ in Galleria 25 Aprile e si discuteva di tutto. Erano gli anni nei quali la figura di Enrico Berlinguer stava emergendo e noi cercavano di capire dove avrebbe portato il più grande partito comunista dell’Europa occidentale.

Gianvittorio, a differenza di Carmine - a cui faccio le condoglianze - era molto più irrituale  e questo a noi giovani piaceva molto.

Da sempre è stato un grande uomo di cultura e di organizzazione.

Fu un grande segretario della CGIL scuola e colui che la insediò e la fece divenire un forte punto di riferimento.

Intellettuale di sinistra che ha sempre guardato ai ‘movimenti’, al volontariato, all’associazionismo. Precursore di una modalità di vivere il civismo e la politica non tutta dentro ‘un partito’ che a torto o a ragione considerava una struttura troppo rigida ed in parte ‘respingente’ per le giovani generazioni.

Guardava  sempre oltre e ci spingeva a farlo.

Non è un caso che dopo il sindacato Scuola della Cgil  rilanciò l’Arci , che guidò  fino al 1990. Con Giorgio Suppini  partecipò al rilancio delle ACLI, del Forum dell’Associazionismo e del Volontariato e successivamente del Centro Servizi per il Volontariato  (all’epoca CISVOL, ora CSV)’.

Un uomo molto attivo, che spronava la politica ad aprirsi verso altri lidi. Che io ricordi non assunse mai una carica istituzionale, ma lavorò sempre sul territorio e con il volontariato  con un taglio di sinistra e progressista, protagonista della scena culturale.

Una persona spontanea negli approcci, mai supponente, ma sempre acuta , critica ed attenta alla società.

Libero da schemi precostituiti andava alla ricerca di forze giovani per responsabilizzarle e farle crescere  culturalmente ed umanamente.

Non è un caso che al compimento dei suoi 86 anni i presidenti che sono succeduti a lui all’Arci lo abbiamo festeggiato.

In quella foto di gruppo c’è mezzo secolo di storia culturale dell’associazionismo cremonese.

Anche sul piano familiare e personale fu un esempio adottando due bambini che oggi portano il suo cognome e che mi diceva spesso "sono la più grande impresa mia e di mia moglie".

Per questi semplici e modesti ricordi Liliana, Anna, Manuel  devono andare fieri del loro e nostro Gianvi

(*) Il Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria (PSIUP) è stato un partito politico italiano attivo fra il 1964 e il 1972, nato da una scissione della corrente di sinistra interna del Partito Socialista Italiano 

(**) Federazione Giovanile Comunisti Italiani.

Nella foto Gianvi Lazzarini legge una sua fiaba

Gian Carlo Storti


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commenti


Michele de Crecchio

29 febbraio 2024 23:03

Ciao, carissimo Gianvi. Siamo stati amici e "compagni" sin dai primi anni sessanta quando, come gruppo di giovani studenti orientati a sinistra, eravamo soliti ritrovarci a discutere di politica, ospiti del caffè "L'orologio", allora gestito dai tuoi genitori e collocato in pieno centro storico di fronte a Sant'Ilario. Ebbi casualmente il piacere di incontrarti, per l'ultima volta, circa sei mesi orsono, entrambi impegnati, nonostante le notevoli difficoltà motorie che ormai ci affliggevano, in una gradevole passeggiata all'interno del piacevole quartiere Cambonino, nel quale da tempo avevi collocato la residenza della sua bella famiglia.