Gnam = Cultura. Storia. Inscindibilmente. Altrimenti è nutrimento, mera ingestione di calorie che arredano, desolantemente vuote, le pareti interne dello stomaco.
Ab ovo usque ad mala: partiamo dall'età della pietra*.
L'ominide** che ci ha preceduti, prima di capire che invece di cacciare e raccogliere era più migliormente (o si dice migliorissimo?) allevare e coltivare (restando stanziali e quindi risparmievoli [vado bene con gli straphalciony?] sul carburante, ora che la grande distribuzione si va rimpicciolendo) si nutriva di quel che trovava, se lo trovava e quando lo trovava.
*pietra: minerale che parecchi hanno a sud della forfora. Vedi Montecitorio.
**ominide: capopopolo autoinvestitosi di tale ruolo, ultimamente ben rappresentato da un bellicoso, capriccioso, affaroso ed ipertricotico ciuffo ex biondo.
E cosa trovava? Erbe (qui tranquillizziamo i vegani, talebani del pinzimonio e cinture nere di carote) e sventurati animali ai quali veniva garantito un radioso avvenire, una volta persuasi ad entrare in pentola, dopo averli però convinti, obtorto collo (parecchio torto) a perdere ogni scontrosità (facendo sorridere gli onnivori, mostrando i canini* di cui son dotati pure i vegani).
*canini: non sono i cani(ni) che vengono amati (sì a Montecitorio ci sono: attenersi al sostantivo, astenersi dall'aggettivo) quelli che vengono castrati e crocchettizzati con gli scarti più infimi della macellazione altrui, mai propria.
Nel mio paesello, Ognissanti*, con così pochi abitanti che sono abipochi, una trentina, ma son tutti cremonesi, [la battuta qui non arriva subito, a Trento sì] c'era la terramara.
Non è un possedimento per diabetici, ma terra paludosa (crasi da terra marna) [marna: fanghiglia, argilla mista a roccia, sedimentazione di quando qui c'era ancora il mare, ma non di guai] {guai: aver a che fare con me, leggendomi} malleabile, con la quale industriarsi a creare vasellami, strumenti, pavimenti, addirittura "impastando" con rami, paglia e sterco** pareti e di conseguenza abituri, abitabili da abitanti che ci abitano, dapprima senza abiti, poi con.
*Ognissanti: nome inesatto, mendace, bugìoso, mancando San Dokan, San Giovese, Sant' Anché, San Guisuga, Santo Cielo.
**sterco: vedasi Cambronne o Montecitorio.
Di quel che si mangiava all'epoca, scevrando dal menù voci che gli schifiltosi* inorridirebbero, è rimasta la misticanza** vera, di erbe e insalate di campo (non di busta) e animali che i terramaricoli amavano assai, con una certa predilizione per quelli cotti.
*schifiltosi: chi toglie il grasso al prosciutto e poi ordina le patatine fritte con la maionese e che dovrebbe quindi dapprimamente strizzarle per poi edularsele (questi altri stra falc'ioni, sono a gratis).
**misticanza: insieme di erbe spontanee di campo, siamo alla fitoalimurgia. Nei ristoranti m@stercheffati chiamano cosi l'insalata mista.
La misticanza è un'insalata mista. Un'insalata mista non è una misticanza. Seguono note***
***note: la maggiore, si bemolle**** e cinques + cinques fa diesis (battutissima di Bergonzoni, non mi faccio bello con le piume degli altri)
****la maggiore, si bemolle: non è la risposta alla funzione del viagra che va per la maggiore a causa del si bemolle.
Gnam rimasti intatti dai nostri predecessori, passati indenni attraverso i romani, attraverso il medioevo*, sono la mes'ciüa** (granaglie, dicotiledoni, legumi, bolliti con olio e s'ciau) ceci bolliti (girava nelle osterie chi li vendeva ai non astemi, a tüti quindi) focacce dolci come èl pìirla*** e vòolta, la puls ovvero polenta ma non di mais**** a causa dei genitori di Colombo che ancora non lo avevano varato, o come i burlenghi*****, padanissima, esilissima, trasparenterrimissima, sottilerrima, veliforme similcircamenoquasi focaccia di lattice d'acqua due o, farina e basta.
Le foto documentanti lo sfruculiabile burlengo o borlengo, sono appena sopra il titolo. Detta, chiamiamola focaccia, viene farcita di altrettanta padanitudine come la pistàada dè làart (orrore dei vegani previsto) che ammanniscono ancor'oggi dalle parti di Modena (ma guarda te, proprio dove ci sono le terramare) a Montale, vedi foto delle capanne palafittosissime, fatte da un bravissimo fotografo, allegate, daghè n'uciàada...
*medioevo: non è l'olio dalla bontà latitante, con la qualità impresenziata e nemmeno qualcosa che debba andare attraverso, prerogativa, quest'ultima, di urologi e proctologi.
**mes'ciüa: minestra ancora in auge alla Spezia (non si dice a La Spezia).
Cosa c'entra con Cremona? Anni fa, politici poltronidipendenti (poltroni non è un'errata maschilizzazione) avevano pensato ad una regione in più, la Lunezia, che avrebbe compreso, oltre alla città del pepe, della cannella o altra spezia, anche Reggio & Milia, Massa & Marmo di Carrara, Crèmùna, Mantova per poi $partir$ene onori ma $oprattutto,oo on€ri.
***pìirla: in dialetto trottola, giravoltoso balocco col quale si trastullavano i bimbi di un tempo, molto prima che alcuni, diventando politici, ne comprovassero i rudimenti voltagabbanosi, mettendoli poi in pratica.
****mais: quella puls, ovvero polenta, era a base di miglio, in dialètt, mèlèga. Difficile comprendere perché il granoturco, che ha preso il posto della mèlèga, èl sè ciàma mèlegòt?
Certo che, da allora, la polenta di miglio ne ha fatte di miglia.
*****burlenghi: quando ne sono in crisi d'astinenza, il mio pusher è la trattoria Campagnola a Vignola, zerocinqnòof ligambidèliduni dées trèntadùu, in arabo 059771032.
L'ultima volta ebbi un frontale con uno zampone: fui costretto a fare la costatazione***** amichevole.
*****costatazione: sarebbe più corretto con la N ma la uso dopo, vedrai!
I palafittosi abitanti delle terramare non si nutrivano di gnocchi di patate al pomodoro (Cristoforo Colombo non aveva ancora driblato i dazi di Trump portando a spasso, di qua, le solanacee)
ma di radici, rizomi, tuberi, erbe, primizie, secondizie, germogli, fittoni, frutti, cereali, colti o coltivati; cinghiali, palmipedi, ovini, maiali, gasteropodi, batraci, mustelidi, ircini (allevati o cacciati o -i più buoni- rubati) e pesci salvati dalle acque dove rischiavano, altrimenti, d'annegare.
Una cosa giunta a noi, dagli archetipi del tempo, sono i fagiolini dell'occhio con le cotN. Visto che l'ho usata!
Carni e legumi cotti al contempo, piatti che nell'areale europeo, tuttora (correttamente scrittotuttounito senza la postrofo) col nome di olla potrida o pot au feau, ci accomunano sotto un drappo blu con qualche vacillante stellina gialla.
I cibi non erano pluriprocessati fino alla cassazione, erano più cotti che cucinati, bastava il fuoco, sfruttandone fiamma, brace e cenere.
Un esempio, ad esempio, è (orrore dei vegetariani) l'agnello* alla brace, uguale ora ad allora, o un dolce (col miele, maschile in lingua, cun la méel [femminile] in dialètt) c8 s8 la cenere, che guarda caso èl sè ciàma pipasènèer.
*agnello: avrei messo la foto del quadrupedino abbacchiato per spiegare l'abbacchio, ma farò a - (se non hai colto la battuta, vai a capo).
Spiego allora perché èl se ciàma abbacchio: abbacchio = agnello da latte.
Affinché non distragga i suoi puerili e immaturi enzimi con l'erba**, veniva legato con una corda ad un bastone che gli impediva di raggiungere il germoglioso stelo.
Spiegazione etimologica: legato ad un bastone = ad baculum, da cui, poscia, abbacchio.
Cùma 'l sè ciama, in dialètt il bastone? Bac!
**erba: serve a fare confusione con erba medica e dottore in erba che non sono la stessa cosa.
Spiegaçiones ulteriores en español muy maccheronicos, derivantes dal fatto che era legato con una corda ad un bastone: sarà mai questo il motivo perché nella penisola iberica* chiamano, l'agnello, cordero?
*penisola iberica (cito il genio di Teresa Mannino): per gli ignoranti Spagna e Portogallo, per quelli ancora più ignoranti, Real Madrid e Benfica.
Ritorno, now, al paesello terramaricolo. Vado!
Ognissanti ha, come minimo, qualche tremilacinquecentinaio d'anni. Se si ferma e mi attende 3426 anni, diventiamo coetanei.
In un campo verso Cella Dati, una piccola montagnetta* di terra, incuriosì il prete del paesello, Don Gioacchino Bonvicini. Scavando, riportò alla luce reperti appartenenti alla civiltà delle terramare (villaggi palafitticoliformi, l'òo spiegàat bèen prìma!) dè nà quàal sbürlàada dè ann e annorum fa.
Palafitte qui? Si, yes, oui, da, ja, sé! Basta andare a Cella Dati e sul primo pilastro dei portici, angolo Via Giuseppina alias Josephine Road, vi è una lapide riportante l'epigrafe ricordante l'arrivo, fin lì, delle acque del Po.
Recita, in lingua di Dante: QUI ABBIAM VISTO TREMARE L'IRA DI ERIDANO. CONSTATATO FIN DOVE HA POSTO I PROPRI CONFINI IL 4 MAGGIO 1654 E IL 4 NOVEMBRE 1705.
Chi dice che di solito do i numeri, stavolta ha ragione.
Dista dal campo delle terramare, in linea d'aria, anzi in linea d'acqua, òttcèent metèr. Capito perché sopraelevavano?
Daghè n'uciàada àla foto dèla préda dè Cèla e t'èl capisèt sübit, anca sà l'è scrìtt in latinorum, soprattutto dopo la mia traduzione.
I nostri terramaricoli, non intendevano esattamente questo, per acqua corrente in casa, da qui le prudenziali palafitte.
Poi infliggo, già summenzionate in alto, qualche altra foto delle palafittose capanne delle terramare di Montale a Modena, per avere un'idea di cosa c'era al posto di un campo, senza neanche un cartello che ne riporti la storia, %&&&%€€>[(^:"<♤□$■€^&!!!!!!!!!!!! (Si capisce che sono accidenti intraducibili o debbo tradurli?)
*montagnetta: da noi hanno spianato tutte le montagne, viaggiamo attorno ai 45 metri sul livello del mare, qualcosa, come due metri in più, è invece rimasto solo sulle rotonde spartitraffico.
Per scalatori inesperti ai quali una scala dà le vertigini.
No dico, non si pensi che i nostri avi fossessero, erassero, fubbero senza religione! Erano soprattutto devoti al dio Bacco, da quando, facendo fermentare la frutta -chissà mai perché l'uva in particolare- ebbero il primum movens dell'alcool al quale inducevano gioiosamente, non avendo preoccupazioni dovute al ritiro della patente, nonché dal fare il pieno, se non a sé stessi, comprovando -storicamente- oltre al risveglio normale, il lambrusco risveglio ed il definitivo passaggio, dall'età del bronzo a quella dello sbronzo.
Lilluccio Bartoli ex astemio e slifrucòon. È anche stato adulto un attimo: nel passaggio da immaturo a rimbambito.
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